La neuropsicomotricità al San Camillo: intervista alla dottoressa Tnpee Maddalena Costamagna

2021-06-09
La neuropsicomotricità al San Camillo: intervista alla dottoressa Tnpee Maddalena Costamagna

Presso il nostro Ospedale Specializzato è attivo il servizio di Neuropsicomotricità dove ci occupiamo dei disturbi del Neurosviluppo nei soggetti in età evolutiva. Dopo la diagnosi da parte della NPI di riferimento, il San Camillo prende in carico in regime ambulatoriale, privatamente, i pazienti affetti dai disturbi del Neurosviluppo.
Ma quali patologie tratta e quando è utile rivolgersi ad uno specialista? La dottoressa Tnpee Maddalena Costamagna in questa intervista ci spiega l’importanza di un intervento precoce in caso di disarmonie, disturbi o ritardi nel percorso di sviluppo dei bambini.
 

Di cosa si occupa la Neuropsicomotricità e chi è il TNPEE?

Il Terapista della Neuropsicomotricità dellEtà Evolutiva (o TNPEE) è il Professionista Sanitario dell’Area della Riabilitazione che, riconosciuto con Decreto Ministeriale 5/1997, svolge attività di abilitazione, di riabilitazione e di prevenzione rivolte alle disabilità in età evolutiva, ovvero nella fascia di età 0-18 anni.
Il TNPEE partecipa all’intero processo di presa in carico dei pazienti in età evolutiva che presentano disordini dello sviluppo, in collaborazione con la rete di professionisti che si occupa del paziente.
La neuropsicomotricità ha quindi molteplici obiettivi generali: sostenere l’integrazione delle funzioni motorie-percettive, sviluppare le potenzialità presenti e aumentare il senso di efficacia e di autostima, sollecitando i processi di riorganizzazione funzionale e supportando i processi evolutivi del bambino, integrando le componenti emotive, intellettive e corporee attraverso l’azione e l’interazione.
Si rivela utile nel sostenere il percorso di sviluppo dei bambini nei quali si osservino delle disarmonie in alcuni degli ambiti relativi allo sviluppo motorio, sensoriale, emotivo, del linguaggio e della comunicazione, dellattenzione e degli apprendimenti scolastici (in età scolare).
 

Quindi quali disturbi evolutivi dello sviluppo o disabilità infantili tratta?

All’interno del nostro Servizio, la figura del Tnpee interviene nei seguenti ambiti:

  • ritardo psicomotorio (Disturbo Evolutivo Specifico Misto) nei bambini fino ai 3 anni
  • disturbo specifico della funzione motoria (disprassia e disturbi della coordinazione)
  • disturbi specifici dell’apprendimento (in particolare disgrafia)
  • disturbi non specifici legati ad altri disturbi del neurosviluppo (ADHD, Disabilità Intellettiva, Funzionamento Intellettivo Limite, Disturbi dello Spettro Autistico,..)
     

A che età si consiglia di rivolgersi ad uno specialista e in quali occasioni?

La letteratura medica sottolinea l’importanza di un intervento precoce, perciò si consiglia di rivolgersi ad uno specialista il più presto possibile, nei primi anni di sviluppo del bambino, laddove si osservino disarmonie rispetto a quanto atteso per l’età (ritardo nella comparsa della deambulazione autonoma, ritardo nella comparsa del linguaggio, difficoltà a livello emotivo-relazionale,..).

Per quanto riguarda invece i Disturbi Specifici dell’Apprendimento, la diagnosi non può essere fatta prima della conclusione della seconda classe di Scuola Primaria: tuttavia, la presa in carico può avvenire anche precedentemente, in caso di segnalazione di difficoltà.
 

Come si struttura un intervento di neuropsicomotricità?

L’intervento neuropsicomotorio, così come gli altri interventi previsti nella presa in carico globale di un bambino con disturbo del neurosviluppo, prevede innanzitutto un invio da parte di un medico che ritiene necessario un approfondimento ed una possibile presa in carico (Neuropsichiatra Infantile, Pediatra, Fisiatra).
Dopodiché, l’intervento prevede una valutazione iniziale e la successiva stesura di un progetto riabilitativo per obiettivi. La valutazione può essere svolta attraverso testistica specifica e attraverso osservazioni informali del bambino.
Sulla base di ciò che è emerso dalla valutazione, unito alle esigenze riportate dalla famiglia e dalla rete del bambino, si definiscono, dunque, gli obiettivi prioritari dell’intervento. Questo può essere individuale o in piccolo gruppo, a seconda di quali sono gli obiettivi riabilitativi.
 

Psicomotricità e autismo, come e quando trattarlo?

L’intervento neuropsicomotorio risulta utile nei primissimi anni dalla diagnosi di autismo, in quanto attraverso la terapia psicomotoria (con strumenti prioritari quali il gioco e la relazione) si supporta lo sviluppo dell’intersoggettività, intesa come base fondante dello sviluppo emotivo-relazionale del bambino, fulcro delle difficoltà legate ai disturbi dello spettro autistico. L’intervento neuropsicomotorio in questo ambito si colloca all’interno di un’intervento multidisciplinare e si basa su metodologie e strategie specifiche validate scientificamente e riscontrabili nella letteratura medica.
 

Lo specialista di neuropsicomotricità interviene insieme ad altre figure mediche?

Il terapista della neuropsicomotricità lavora sempre in sinergia con l’equipe multidisciplinare che si occupa del bambino/ragazzo, al fine di lavorare su obiettivi comuni e concordati, in un’ottica biopsicosociale che promuova il benessere generale del paziente e del suo nucleo familiare. Le principali figure coinvolte sono il medico inviante, logopedista ed eventualmente educatore e psicologo/a, a seconda di qual è la rete che segue già il bambino.
 

Che importanza riveste il gioco nella riabilitazione neuropsicomotoria dei bambini?

Il gioco ha un ruolo centrale nello sviluppo del bambino, in quanto rappresenta lo strumento attraverso il quale il bambino interagisce con l’ambiente, con gli oggetti e con gli altri, e attraverso cui prende consapevolezza di sé e della sua capacità di agire; inoltre rappresenta una forte motivazione per il bambino. Per questo il Tnpee propone attività di tipo riabilitativo sotto forma di gioco, come strumento attraverso cui sviluppare e potenziare lo sviluppo linguistico e gestuale, le competenze motorie, le capacità imitative, relazionali e cognitive.

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