La riabilitazione del San Camillo è anche online

Il San Camillo è un ospedale specializzato in Recupero e Rieducazione Funzionale: oggi la teleriabilitazione permette di rispondere alle esigenze del singolo paziente, come per esempio la distanza dalla struttura, l’impossibilità di recarsi in presenza per problemi di salute.

L’obiettivo è proprio quello di limitare al minimo le interruzioni in un percorso riabilitativo dove è fondamentale la continuità del trattamento, si pensi ad una terapia logopedica, fisioterapicaneuropsicologica, oppure psicologica e di garantire la massima assistenza ad ogni paziente.

In questi ultimi anni, questo strumento si è perfezionato per garantire la continuità nel progetto riabilitativo, come testimoniano le esperienze già realizzate nel progetto di teleriabilitazione fisioterapica in modalità sincrona con i pazienti affetti da malattia di Parkinson.

 

In quali ambiti è possibile attivare la teleriabilitazione? Con quali terapie?

Attualmente il Presidio San Camillo può erogare teleriabilitazione in diversi ambiti: Fisioterapia, Logopedia, Neuropsicologia e Psicologica.
Le modalità terapeutiche sono molteplici e possono essere attivate sulla base di una valutazione di idoneità medica e delle preferenze del paziente.

 

Sto svolgendo il percorso in presenza ma accade un imprevisto: è possibile attivare la teleriabilitazione solo per qualche appuntamento?

Dipende dalla tipologia di trattamento in atto. In alcuni casi sarà possibile svolgere il trattamento previsto in presenza anche in modalità online; in altri invece per la sicurezza del paziente non sarà possibile passare da una modalità all’altra.

 

Come funziona la riabilitazione online, quale piattaforma viene usata?

Vengono utilizzate le più moderne e diffuse piattaforme di comunicazione online, garantendo facilità di accesso e fruizione.

 

Cosa mi serve per eseguire gli esercizi da casa?

La teleriabilitazione proposta si può svolgere a domicilio semplicemente avendo a disposizione una connessione internet e un device (pc, tablet, smart TV, smartphone).

 

A quali categorie di pazienti è più adatta la teleriabilitazione?

È adatta a tutti i pazienti previa valutazione sanitaria. Nel contesto del San Camillo possono accedervi tutti i pazienti con problematiche logopediche, psicologiche, neuropsicologiche e pazienti con malattia di Parkinson con difficoltà motorie.

 

Una riabilitazione online è efficace quanto quella in presenza?

Dipende. In alcune situazioni i risultati sono assolutamente sovrapponibili ai trattamenti in presenza permettendo però di risparmiare tempo e spostamenti.

In altre situazione invece la teleriabilitazione ha obiettivi diversi e si integra con il trattamento in presenza.

Il fine della teleriabilitazione non è quello di sostituire la riabilitazione in presenza ma al contrario di essere complementare al fine di potenziare il trattamento standard o supplire nei periodi in cui non viene svolto in presenza.

 

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Mi chiamo Alessandra Comazzi, sono giornalista, torinese, ho 67 anni e sono neuropatica. Mi occupavo di spettacoli, facevo il critico televisivo per un quotidiano, La Stampa. Adesso mi occupo soprattutto di tornare a camminare e di reimparare a usare le mani. Un bel salto anche emotivo. Perché c’è la fede, certo, ma poi ci sono la carità, e la speranza. Le tre virtù cardinali. E ho imparato che forse, in certi momenti difficili, proprio la speranza è la virtù più impervia.

Rosso 32. Era il mio codice identificativo al San Camillo, il presidio sanitario che a Torino è specializzato in riabilitazione. I reparti dell’ospedale hanno il nome dei colori, Verde, Giallo, Lilla, Azzurro e, appunto, Rosso. Il 32 era il numero del mio letto. Un modo, forse, per colorare la vita dei pazienti affetti da menomazioni e disabilità, molti dei quali con validi motivi per vedere la vita in nero fosco, al massimo grigio. Potrebbe sembrare un modo puerile per affrontare la sofferenza, ma i padri Camilliani sanno quello che fanno.

 

Leggi la testimonianza nell'articolo de L'Osservatore Romano

Alessandra Comazzi, giornalista piemontese, racconta in modo profondo e coinvolgente la sua malattia e l’esperienza fatta tra le mura del nostro Presidio.

Ecco qualche breve stralcio dell’articolo:

 

"Rosso 32. Era il mio codice identificativo al San Camillo, il presidio sanitario che a Torino è specializzato in riabilitazione. I reparti dell’ospedale hanno il nome dei colori, Verde, Giallo, Lilla, Azzurro e, appunto, Rosso. Il 32 era il numero del mio letto. Un modo, forse, per colorare la vita dei pazienti affetti da menomazioni e disabilità, molti dei quali con validi motivi per vedere la vita in nero fosco, al massimo grigio. Potrebbe sembrare un modo puerile per affrontare la sofferenza, ma i padri Camilliani sanno quello che fanno.”

 

Infine aggiunge un ringraziamento molto speciale:

"La mia è una semplice testimonianza, non ho competenze tecniche o scientifiche. In questo percorso che non è solo riabilitativo, ma è anche di fede e ringraziamento, vorrei restituire a tutte le donne e gli uomini che mi sono stati e mi sono vicini, qualcosa di quello che mi è stato donato. Il dono di medici, infermieri, operatori sociosanitari, fisioterapisti, terapisti occupazionali, logopedisti, psicologi, è stata una continua ricerca di senso, oltre che di professionalità”

 

Leggi l’articolo per intero su La Stampa

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