Riabilitazione al San Camillo: in ripresa dopo mesi molto faticosi

2020-09-14
Riabilitazione al San Camillo: in ripresa dopo mesi molto faticosi

Questi giorni di settembre hanno visto progressivamente riprendere le molteplici attività dell’ospedale con un’attenzione particolare alla sicurezza e alla prevenzione dell’infezione da Covid 19.

Dopo un periodo di grande preoccupazione per i pazienti e per il personale impegnato nell’assistenza, l’applicazione rigida di numerose procedure suggerite sia dagli Enti istituzionali (OMS, ISS, Unità di Crisi regionale) sia dalla Task Force della Fondazione Opera San Camillo, hanno permesso di riaprire le attività in ambulatorio, in Day Hospital e di continuare l’attività di ricovero ordinario. Quest’ultima è ancora soggetta a diversi vincoli precauzionali come la gestione di “reparti filtro” finalizzati a prevenire le possibili complicanze che un nuovo caso di infezione da Covid potrebbe causare.

In concomitanza con la riapertura delle scuole riprenderanno  le prestazioni a favore dei bambini autistici, una di quelle attività che è stata più penalizzata dal periodo di Lockdown,  con procedure diverse da quanto era ormai prassi consolidata. Questo ha costretto ad una revisione dei protocolli interni, un aggiornamento che è sempre utile attuare, e a lavorare  per garantire la massima sicurezza per operatori e bambini.

Nuovi investimenti per una struttura sempre all'avanguardia

Questi mesi hanno permesso anche alla struttura di fare investimenti importanti in radiologia con il rinnovo di diverse apparecchiature che  permetteranno al Presidio di garantire prestazioni e diagnosi più efficienti ed efficaci

Non solo la radiologia, anche le sale di riabilitazione vedranno, la prossima settimana, arricchirsi la disponibilità di nuove tecnologie. Queste permetteranno non solo di migliorare le performance riabilitative ma anche di oggettivarle misurando le prestazioni dei pazienti nella fase di recupero funzionale dando importanti feedback sia agli operatori sia ai pazienti con le comprensibili positive ricadute sul percorso riabilitativo

Tra le novità significative anche la fornitura e posa in  tutto l’ospedale di una nuova rete informatica a fibra ottica, di apparecchiature elettroniche e quadri rack finalizzati a migliorare la comunicazione interna ed esterna del Presidio rendendola più veloce e con prestazioni che faciliteranno la realizzazione di nuovi progetti quali l’  “ospedale paper less” a cui si sta lavorando da tempo. Ma non solo anche il “centralino fisico” tra pochi giorni lascerà il posto ad un nuovo strumento che dovrà migliorare la gestione delle chiamate telefoniche con i nostri utenti.

A livello strutturale è partita anche la realizzazione di una nuova area di accoglienza per le ambulanze che ci permetterà di accogliere i pazienti provenienti dagli ospedali per acuti  con una modalità più consona e garantendo loro sbalzi di temperatura meno bruschi (la così detta camera-calda).

Il San Camillo guarda al futuro 

Tutto quanto sopra descritto è stato possibile  grazie alla vicinanza sia degli operatori sanitari che hanno passato mesi molto faticosi e tuttora sono costretti a condizioni di lavoro certamente più stressanti rispetto al periodo pre-Covid, ma anche ai tanti pazienti ed “amici” del San Camillo che non hanno fatto venir meno il loro sostegno morale ed economico specie nei mesi più duri di gestione dell’ospedale. Quando, ad esempio, mancavano i DPI perché non si trovavano sul mercato, oppure quando non si riusciva ad ottenere un tampone e era impossibile fare diagnosi certe.

Fortunatamente quel periodo è passato. Altre sfide ci aspettano. L’auspicio è quello di riprendere a “correre” come abbiamo sempre fatto rispondendo a quel bisogno di riabilitazione, formazione e ricerca che hanno contraddistinto da sempre la nostra realtà e la nostra Mission con il massimo impegno e la dedizione di sempre.

 

Dottor Marco SALZA

Direttore Generale

Oggi si celebra la giornata mondiale della fisioterapia

2020-09-08
Oggi si celebra la giornata mondiale della fisioterapia

La fisioterapia: prima alleata nella fase di riabilitazione

Istituita nel 1966 dal World Confederation for Physical Therapy (WCPT), la giornata dedicata alla fisioterapia durante gli anni è cresciuta esponenzialmente nei progetti, come negli intenti, nel valore e nel numero di professionisti che la celebrano.

Quella dell’8 settembre è diventata ormai un’occasione per alimentare il confronto e il dialogo tra pazienti, sistemi sanitari di tutto il mondo e i migliaia di fisioterapisti che ne fanno parte.

Quest’anno, nello specifico, l’attenzione è rivolta al ruolo che la fisioterapia svolge nella lotta al coronavirus. Il messaggio lanciato dall’AIFI (Associazione Italiana Fisioterapisti) per la giornata mondiale pone infatti il focus sulla ripartenza, sulla volontà di tornare in movimento, e di farlo insieme:

 

“Per la Giornata Mondiale Edizione 2020 che ha come focus la riabilitazione dopo il Covid.19 e il ruolo del fisioterapisti nella gestione di persone affette da coronavirus – sottolinea Mauro Tavarnelli, Presidente nazionale A.I.FI. – abbiamo voluto identificare, sviluppare e lanciare uno slogan semplice e diretto, che fosse in grado di mettere al centro della nostra iniziativa proprio le persone assistite, che sono le voci più adeguate per raccontare e testimoniare quanto l’intervento del fisioterapista sia stato importante per tornare pienamente a vivere”.

 

L’importanza della collaborazione nel lavoro fisioterapico

La giornata mondiale della fisioterapia pone l’accento quindi sull’importanza della collaborazione tra paziente e fisioterapista nella fase di prevenzione, cura e riabilitazione, così come tra fisioterapisti e medici professionisti in altre specialità.

Ed è proprio su questo principio che si basa la proposta d’eccellenza del Presidio sanitario San Camillo di Torino. Ogni specialista è al lavoro per assistere il paziente nel percorso verso la ripresa della completa autonomia. Nel progetto riabilitativo individuale (PRI) interviene la professionalità dell’intera équipe riabilitativa composta da fisiatri, geriatri, consulenza specialistica cardiologia, ortopedica, foniatrica, infermieri professionali, operatori sociosanitari, fisioterapisti, terapisti occupazionali, logopedisti, neuropsicologi, psicologi, musicoterapeuta e assistente sociale.

Oltre ad essere ospedale specializzato in recupero e rieducazione funzionale (RRF) e fornire attività di riabilitazione intensiva, svolgiamo interventi terapeutici quali terapia fisica strumentale, terapia manuale/manipolativa, massoterapia, terapia posturale, chinesiterapia, terapia neurocognitiva.

Organizzazione aziendale della continuità assistenziale: doppio appuntamento il 6 ottobre

2020-09-04
Organizzazione aziendale della continuità assistenziale: doppio appuntamento il 6 ottobre

Doppio appuntamento con l'organizzazione aziendale della continuità assistenziale. Se ne parlerà martedì 6 ottobre presso il Presidio Cottolengo a Torino (Via Cottolengo, 15). Il corso - gratuito e destinato a medici, infermieri e assistenti sociali dei gruppi NOCC e NDCC - ha come responsabile il dottor Paolo Bruni, direttore sanitario del San Camillo e prevede la partecipazione di docenti altamente qualificati. Al mattino, dalle 9 alle 13, si parlerà di CAVS neuropsichiatrico con riferimento a tipologia e criterio di inserimento dei pazienti, alle loro dimissioni, alle esigenze dell'ospedale, alle problematiche di budget e di percorso dopo l'uscita del paziente dalla struttura. Al pomeriggio, dalle 14 alle 18, si affronterà quindi il tema dei pazienti stranieri, con attenzione focalizzata su aspetti epidemiologici e organizzativi, diritto al welfare, problemi di budget e permesso per cure mediche. Entrambi i corsi assegnano 4 crediti ECM.

 

Basi di PNL per imparare a comunicare con se stessi e con i pazienti in ambito riabilitativo

2020-08-26
Basi di PNL per imparare a comunicare con se stessi e con i pazienti in ambito riabilitativo

Basi di PNL è il corso introduttivo per imparare le basi della Programmazione Neuro-Linguistica applicata alla comunicazione con se stessi e con i pazienti, e i diversi componenti dell’équipe riabilitativa. Cosa rende alcuni professionisti più efficaci di altri? La PNL ha trovato le rispose a questa domanda. Durante il corso, che ha come docente sul fisioterapista Giuliano Mari, potranno anche essere acquisite nuove competenze sulla moderna leadership in ambito sanitario e, grazie alle esercitazioni mirate, sarà possibile utilizzare le tecniche già dal giorno successivo a quello del corso.

Le lezioni si terranno sabato 26 e domenica 27 settembre negli spazi del Presidio Sanitario San Camillo Torino.

Per informazioni e iscrizioni scarica la brochure QUI

Il metodo Pilates è un aiuto efficace alla realizzazione di una impalcatura muscolare di sostegno

2020-08-19
Il metodo Pilates è un aiuto efficace alla realizzazione di una impalcatura muscolare di sostegno

La pratica riabilitativa per la correzione e il sostegno del rachide deve restituire la dimensione di allenamento alle masse muscolari stabilizzatrici globali e parziali dei segmenti vertebrali. Il lavoro della ginnastica vertebrale non può più essere finalizzato alla sola mobilizzazione articolare e, per garantire un efficace intervento, occorre creare un’impalcatura muscolare di sostegno.

Il principio estrapolato dal lavoro di Jospeh Pilates si propone di identificare la muscolatura profonda dell’addome attraverso respirazioni diaframmatiche e, nel contempo, di creare esercizi articolari che mirino a un allungamento assiale. Per approfondire la materia il San Camillo Torino ha organizzato il corso “Approccio con il metodo Pilates”, in programma dal 18 al 20 settembre presso il Presidio Sanitario.

Grazie alle lezioni della fisioterapista Michela Alvanini, i partecipanti conosceranno la giusta meccanica di attivazione muscolare per sviluppare forza nella muscolatura profonda, creare il supporto ideale per controllare la giusta posizione della colonna in neutro, organizzare una seduta di riabilitazione individualizzata alle esigenze e ai sintomi del cliente.

Quasi tutti i 40 esercizi originali del metodo Pilates verranno analizzati singolarmente sia in termini di corretta esecuzione sia come inquadramento in una specifica patologia. Verranno anche elaborati piani di trattamento su patologie di interesse riabilitativo. Parte fondamentale del corso è rappresentata dalle esercitazioni pratiche in cui i partecipanti svolgeranno gli esercizi per capirli e sentirli prima su loro stessi.

 

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Disturbi alimentari e deficit oro-buccale: come affrontarli con la Oral Motor Therapy

2020-08-12
Disturbi alimentari e deficit oro-buccale: come affrontarli con la Oral Motor Therapy

Disturbi alimentari deficit a livello oro-buccale e facciale sono tra i rischi clinici più frequenti in cui si imbatte la persona adulta ricoverata in seguito a esiti di stroke, trauma cranico e malattie degenerative. L’Oral Motor Therapy (OMT) è una tecnica che giunge in aiuto nei confronti di chi mostri una ridotta mobilità, agilità, precisione e resistenza delle strutture orali e muscolari, influendo su articolazione, alimentazione e gestione della fase orale rispetto allo sviluppo tipico.

Grazie allutilizzo di strumenti a scopo terapeutico debitamente studiati e calibrati, al potenziamento motorio e sensoriale, si raggiunge una maggior facilità nel catturare l’attenzione e la possibilità di consolidare l’obiettivo da perseguire attraverso la ripetizione quotidiana dell’esercizio.

Il Presidio Sanitario San Camillo, nell'ambito del suo impegno nella formazione avanzata, organizza mercoledì 16 e giovedì 17 settembre, il corso di “Motor Oral Therapy nella rieducazione del paziente adulto”. Le due giornate di lavoro vogliono presentare le peculiarità dell’Oral Motor Therapy nell’interpretazione e applicazione fatta dalla docente Barbara Ramella nella sua pratica clinica dal 2001 a oggi.

 

Per informazioni e iscrizioni scarica la brochure QUI

Come prevenire il rischio della cadute: le indicazioni del San Camillo in aiuto dei pazienti

2020-07-01
Come prevenire il rischio della cadute: le indicazioni del San Camillo in aiuto dei pazienti

La caduta è un evento accidentale e improvviso. Soprattutto inaspettato, perché sorprende il singolo nella sua quotidianità. Secondo quanto riporta il ministero della Salute nel suo piano nazionale linee guida, rappresenta la prima causa di incidente domestico, nonché la prima causa di ricovero e decesso in tale casistica. Gli anziani sono la categoria a maggior rischio caduta: ogni anno quasi un terzo delle persone di oltre 65 anni ne è vittima, con una percentuale che si innalza al 50% per gli over 80.

Per questo motivo il San Camillo ha voluto redigere un opuscolo con le norme di comportamento base nella prevenzione delle cadute. Queste sono infatti il più comune evento avverso anche negli ospedali e nelle strutture residenziali, con un rischio diverso e naturalmente presente in realtà come il Presidio Sanitario, dove i pazienti si trovano in un regime di ricovero per riabilitazione, alle prese con compiti funzionali sempre più complessi per il raggiungimento e il mantenimento della statica eretta e il recupero della deambulazione.

Oltre alle conseguenze sul piano fisico, la caduta introduce poi un forte senso di insicurezza, andando a minare le possibilità di un successo della riabilitazione. Talvolta può anche subentrare una sindrome ansiosa post caduta (post fall syndrome) in cui la persona riduce movimento e attività per timore di un nuovo incidente. Le conseguenze sono la diminuzione della forza muscolare e il peggioramento della deambulazione, con un ulteriore aumento del rischio. Ma le cadute possono essere prevenute, agendo su fattori che sono modificabili grazie all'intervento coordinato dell'équipe riabilitativa multidisciplinare. 

Nei prossimi articoli vedremo quali precauzioni prendere per diminuire il rischio di cadute in struttura ospedaliera e a casa, e quali siano gli strumenti di aiuto per i pazienti con difficoltà di deambulazione.

Le misure adottate al San Camillo per evitare il rischio di cadute nella struttura ospedaliera

2020-07-22
Le misure adottate al San Camillo per evitare il rischio di cadute nella struttura ospedaliera

Nel primo articolo abbiamo raccontato quale sia le dimensione del problema delle cadute per gli anziani, una tematica affrontata dal San Camillo in un opuscolo personalizzato. In questo esponiamo quali siano le misure di prevenzione adottate al Presidio Sanitario, a cominciare dal ricovero: il “rischio di cadere” viene affrontato da un operatore professionale attraverso la compilazione di una scheda. In base al fattore di rischio, vengono fornite tutte le informazioni necessarie. Si tratta di un monitoraggio importante, che ha consentito di capire che le cadute avvengono quando i pazienti provano a svolgere in autonomia alcune attività: andare in bagno, salire e scendere dal letto o dalla carrozzina, raccogliere oggetti. E c'è anche un momento preciso in cui il pericolo di caduta è più alto: si registra alle ore della colazione e dopocena, quando il personale è impegnato nella gestione delle tante attività di reparto.

Per questo esistono alcune semplici regole per prevenire le cadute in ospedale

  • chiedere assistenza quando si sa di essere a rischio caduta
  • seguire con attenzione le indicazioni fornite
  • chiamare con il campanello se è stato sconsigliato di alzarsi da soli e in situazioni di potenziale pericolo
  • alzarsi sempre molto lentamente, aspettando seduti con le gambe fuori del letto e utilizzando appoggi stabili o gli ausili prescritti
  • indossare vestiti che non impediscano movimenti (mai troppo lunghi) e calzature chiuse con gomma di suolo antisdrucciolo (mai camminare scalzo o su pavimenti bagnati)
  • far raccogliere da altri ciò che cade a terra
  • indossare sempre occhiali o apparecchi acustici, se necessari
  • tenere sul comodino ciò che è necessario, accendendo sempre le luci a disposizione
  • utilizzare i maniglioni quando si va in bagno o si fa la doccia
  • frenare la carrozzina prima di alzarsi o sedersi

Allo stesso modo il familiare o l'assistente possono a loro volta seguire una semplice serie di regole
conoscere il rischio di caduta dell'assistito

  • fornire assistenza secondo le indicazioni ricevute dal personale di reparto o riabilitativo
  • incoraggiare il paziente ad affrontare le attività quotidiane in base alle proprie reali possibilità
  • informare il personale di reparto su potenziali rischi (ostacoli o pavimenti sporchi e/o bagnati)
  • lasciare il paziente nelle condizioni in cui lo ha trovato (sponde di protezione e oggetti necessari facilmente raggiungibili), avvertendo il personale che si sta andando via
  • rimuovere il tavolino della carrozzina solo dopo averlo chiesto al personale

Tutto questo non esenta dalla possibilità di una caduta, per quanto si possa essere attenti, seguendo tutte le indicazioni fornite. Ecco che cosa fare in caso di malaugurato incidente

  • chiamare sempre il personale con il campanello d'allarme, anche se il paziente non si è fatto male
  • non spostare chi è caduto prima dell'arrivo del personale
  • se il paziente cade da solo e non riesce a raggiungere il campanello d'allarme, chiami la persona più vicina oppure chieda aiuto a gran voce

Come gestire il rischio delle cadute una volta tornati a casa: le indicazioni studiate dal San Camillo

2020-08-06
Come gestire il rischio delle cadute una volta tornati a casa: le indicazioni studiate dal San Camillo

Dopo aver affrontato il tema delle cadute per linee generali e durante un ricovero in ospedale, in questo terzo articolo affrontiamo il momento del rientro a casa. Risulta spesso cruciale per la verifica dei traguardi raggiunti e per il confronto con la vita di tutti i giorni. È decisivo soprattutto il primo periodo.
Tre sono gli ambiti cui prestare attenzione:

  • comportamenti da adottare e attenzioni da porre nella gestione delle attività di base di vita quotidiana
  • adattamenti, disposizione dei mobili ed eventuali modifiche del domicilioa
  • scelta di eventuali ausili che talvolta si rendono necessari per garantire autonomia e/o sicurezza negli spostamenti e/o nella gestione delle attività quotidiane

Tra le misure di sicurezza da seguire ci sono quelle legate all'autonomia dello spostamento. Occorre quindi indossare calzature chiuse, con suole antisdrucciolo e senza lacci, aiutandosi - quando necessario - con l'ausilio di un bastone o di un girello, avendo l'accortezza di non modificarne il bilanciamento con carichi come sacchetti o abiti e cercando sempre appoggi fissi cui appoggiarsi. Di notte è necessario avere a portata di mano (sul comodino) tutto quanto serve, mentre l'interruttore della luce deve essere facilmente raggiungibile.

Altre avvertenze: mai chiudersi a chiave in una stanza, svolgere ogni attività da seduti (meglio se pesanti e con i braccioli), aiutarsi con un calzascarpe dal manico lungo, non passare la cera sui pavimenti, eliminare i tappeti, utilizzare telefoni mobili (su cui memorizzare i numeri di emergenza) senza farsi prendere dalla fretta quando squillano o quando qualcuno suona alla porta, non abbandonare oggetti o borse per terra, installare mancorrenti sulle scale (se presenti), utilizzare gli ausili in commercio per la raccolta di oggetti (pinze prensili) e per la messa in sicurezza del bagno (rivestimenti antiscivolo, alzawater se la tazza è bassa, sbarre di appoggio nella vasca e seggiolini nelle docce).

Al San Camillo riprendono i corsi di alta formazione con la possibilità di presenza per i partecipanti

2020-07-28
Al San Camillo riprendono i corsi di alta formazione con la possibilità di presenza per i partecipanti

Anche nei giorni complicati dell'emergenza Covid-19 non si è fermata l'attività formativa per i professionisti sanitari organizzata dal Presidio Sanitario San Camillo. Quando le tematiche lo consentivano, i corsi sono stati organizzati online, per mantenere una continuità di insegnamento.

Lo sviluppo positivo della situazione ha però possibile riprendere anche la formazione in presenza, seguendo le indicazioni del DPGR 66 della Regione Piemonte. È stato così predisposto un nuovo regolamento che permette di svolgere gli eventi, tutelando la salute dei partecipanti e di tutte le persone che afferiscono al Presidio.

E a settembre si riparte con una programmazione riaggiornata per i corsi saltati durante l'emergenza e confermata per quelli già previsti in questo periodo. Si parte con Oral Motor Therapy (16-17 settembre) per proseguire con Approccio riabilitativo con il metodo Pilates (18-20 settembre) e Basi di PNL (26-27 settembre).

 

Il San Camillo celebra un evento storico: una sua paziente potrà laurearsi in via telematica

2020-07-17
Il San Camillo celebra un evento storico: una sua paziente potrà laurearsi in via telematica

Il Presidio Sanitario San Camillo di Torino annuncia con orgoglio che una paziente ricoverata per la riabilitazione neurologica potrà esporre la sua tesi di laurea in modalità telematica, in collaborazione con l’Università degli Studi di Messina e con il supporto del marito e del personale della struttura. Dopo la prima laurea in filosofia e quasi 25 anni di insegnamento nella scuola secondaria superiore, lunedì 20 luglio 2020 la paziente conseguirà la seconda laurea in Scienze Pedagogiche con una tesi di Geografia del Turismo sul Museo Egizio di Torino.

La direzione del Presidio ha accolto fin da subito questa richiesta con entusiasmo, prodigandosi perché tutte le condizioni organizzative siano favorevoli allo svolgimento della seduta, considerando che il raggiungimento di questo traguardo è una tappa psicologicamente molto importante in un percorso di riabilitazione. L'evento conferma, tra l’altro, quanto il Presidio Sanitario investa in formazione, non solo per migliorare competenze e qualifiche del personale ma anche per far crescere il contesto culturale riabilitativo all’esterno della struttura. Il lavoro viene attuato secondo la logica del miglioramento continuo che deve caratterizzare l’intero Presidio e si concretizza in una progettazione annuale di eventi formativi, in modo da utilizzare le migliori metodologie didattiche per un apprendimento efficace.

Il Presidio è convenzionato con la Provincia Piemontese dell’Ordine dei Chierici Regolari Ministri degli Infermi, ente accreditato dalla Regione Piemonte nel corso del 2016 come provider della formazione, e collabora con diverse Università come sede di frequenza per specializzandi e come sede di tirocinio per corsi di laurea. La formazione viene organizzata secondo due linee direttive che, oltre al personale del Presidio, coinvolgono anche professionisti sanitari e medici che hanno scelto di migliorare la propria pratica clinica frequentando i corsi: la prima riguarda ciò che si deve volgere per adempiere agli obblighi di legge; la seconda è rappresentata dai corsi di approfondimento professionale della pratica clinica, all’interno della quale è sempre presente una serie di eventi legati alla parte etica e di umanizzazione delle cure.

Un forte connotato che caratterizza il Presidio è poi la rilevante presenza di studenti in formazione, in quanto negli ultimi anni si è andato a consolidare e rafforzare il legame con gli enti Universitari, quali l’Università di Torino, il Politecnico di Torino, l’Università Trieste, l’Università di Modena e Reggio Emilia, l’Università di Genova, l’Università Cattolica Sacro Cuore di Milano e il Conservatorio di Milano. In questo ambito è importante il rapporto sviluppatosi con l’Università di Torino in maniera prevalente nell’ambito formativo: per svolgere attività di tirocinio al San Camillo accede personale afferente della Scuola di Specializzazione di Medicina Fisica e Riabilitativa, di Scienze Infermieristiche, di Fisioterapia, di Logopedia, di Psicologia, di Scienze dell’Educazione. Inoltre sono state attivate collaborazioni con i Dipartimenti di Management, Neuropsichiatria Infantile e Scienze Cliniche Biologiche.

In base a tutto questo, Presidio Sanitario San Camillo può affermare di proporre una formazione a 360°, rivolta a tutti coloro che partecipano al percorso di cura del paziente: dal professionista esperto al volontario, dal caregiver allo studente in formazione professionale. L’emergenza Covid 19 ha costretto la struttura a una pausa in questo ambito, ma si sta lavorando per ripartire in sicurezza con l'obiettivo che in autunno tale mission dell’ospedale possa riprendere con soddisfazione di tutte le componenti. E la discussione di laurea della nostra paziente è un primo (e significativo) passo.

Foto: pexels.com

Il 14 luglio si festeggia san Camillo de Lellis: le opere nate dal suo carisma per il sollievo dei malati

2020-07-14
Il 14 luglio si festeggia san Camillo de Lellis: le opere nate dal suo carisma per il sollievo dei malati

Più cuore in quelle mani” è il messaggio che ha lasciato san Camillo de Lellis: un'attenzione verso i malati che andasse oltre la cura della sofferenza e che abbracciasse la persona intera. La sua opera ha segnato i secoli a cavallo tra XVI e XVII ed è giunta fino a noi, con una serie di ospedali, presidi e ambulatori che offrono un'accoglienza unica e ben identificata.

Martedì 14 luglio ricorre la festa di san Camillo de Lellis, che muore a Roma in questo giorno nel 1614, dopo un vita intensa e dedicata al prossimo. Non era sempre stato così perché Camillo, che nasce a Bucchianico (in provincia di Chieti) il 25 maggio 1550, in gioventù è un soldato di ventura, amante del gioco e di una esistenza al di là di ogni limite. La conversione avviene il 2 febbraio 1575, di ritorno al convento di Manfredonia, dove era stato accolto dai frati cappuccini: decide di diventare a sua volta frate e di dedicarsi ai malati.

È un compito che affronta con grande energia, creando la Compagnia che porta il suo nome, i cui sacerdoti si mettono al servizio degli ospedali sparsi per l'Italia. Camillo è alla base di scelte della moderna sanità, come la tecnica del cambio delle lenzuola senza spostare il malato dal letto o le regole per l'illuminazione e l'aerazione delle corsie ospedaliere. Oppure come le direttive agli infermieri, organizzati per turni e obbligati a riempire la “consegna” al termine del proprio lavoro. Innovazioni in cui il malato era sempre al centro di tutto. Come avviene oggi nelle opere camilliane.

Riaprono gli ambulatori e il Day Hospital: il San Camillo verso la normalità

2020-07-08
Riaprono gli ambulatori e il Day Hospital: il San Camillo verso la normalità

Siamo finalmente pronti a ripartire, riprendendo progressivamente a ricoverare e riaprendo i nostri ambulatori e il Day Hospital ai pazienti. Sono stati mesi difficili per l’Italia, e lo sono stati anche per il San Camillo. Come mai era accaduto nella sua storia, il Presidio ha dovuto confrontarsi con un'emergenza sanitaria inattesa e sconosciuta: quella causata dal Covid-19. La nostra struttura ha risposto dedicando un intero reparto ai pazienti risultati positivi.

Anche un numero importante di nostri operatori ha, purtroppo, contratto il virus e si è ammalata. Questo ha reso particolarmente faticoso gestire l’ospedale e garantire l’assistenza a tutti gli ospiti.

Perché nessuno si sentisse isolato, non potendo ricevere visite dai parenti, sono stati messi a disposizione degli smartphone permettendo ai degenti di effettuare videochiamate, con l’aiuto del personale sanitario, e sono stati forniti strumenti cartacei prestampati su cui scrivere messaggi indirizzati ai parenti, mantenendo così aperti importanti canali di comunicazione. Una modalità che è ancora in atto anche se speriamo presto di poter riaccogliere anche le persone che vogliono far sentire la loro vicinanza ai loro cari.

Oggi i DPI sono a disposizione di tutto il personale ma non vi neghiamo che, anche rispetto a questo tema, la ricerca e la fornitura dei dispositivi è stata un’impresa che resterà negli annali.

Il San Camillo non si è dimenticato di tutte quelle persone che hanno nel Presidio un punto di riferimento, diventato fisicamente irraggiungibile per le norme sull'isolamento. Il personale della Riabilitazione si è reso disponibile per fornire consigli e indicazioni su come proseguire in remoto, per quanto possibile, i trattamenti anche a casa, mentre l’équipe dei medici ha offerto counseling telefonici con i parenti per l’aggiornamento delle condizioni cliniche dei pazienti e dell’andamento del trattamento riabilitativo.

Ora il San Camillo vuole mettersi alle spalle un periodo complicato per tornare, un passo dopo l'altro, alla normalità vissuta prima della pandemia. Una ripartenza che prevede passaggi ben precisi, a cominciare da quello della sanificazione di tutti gli ambienti, un aspetto fondamentale per la protezione dei pazienti e di chi lavora all'interno della struttura. Il Presidio ha programmato la riapertura degli ambulatori e del Day Hospital perché tutte le persone che seguono cicli di cure nell'ospedale possano quanto prima tornare in struttura per riprendere quanto è stato forzatamente interrotto. Una riapertura che avverrà in sicurezza e che ci obbliga ancora ad applicare con rigore le norme per la tutela degli ospiti e del personaleAlcuni servizi prudenzialmente saranno ancora tenuti fermi.

Gli operatori sono in contatto via web o semplicemente con il telefono con i pazienti. L’auspicio è che con la pausa estiva tutto possa riprendere girando questa pagina che, se ci auguriamo non abbia altri strascichi sanitari, ha segnato pesantemente il bilancio dell’ospedale.

Infine non possiamo in questa sede non ricordare i tantissimi che in questi mesi difficili ci sono stati vicini, con donazioni, con messaggi di solidarietà e sostegno, con affetto per l’ospedale. Tutti sono stati una grande dimostrazione di affetto per il lavoro e le attività che cerchiamo di offrire ai nostri pazienti nel segno dell'insegnamento di San Camillo, per un'assistenza ai malati capace di mettere sempre il cuore nelle mani di chi li cura.

La Riabilitazione al San Camillo: una proposta di eccellenza grazie a un lavoro di équipe

2020-06-25
La Riabilitazione al San Camillo: una proposta di eccellenza grazie a un lavoro di équipe

Uno dei punti di forza del San Camillo è la sua funzione di ospedale specializzato in Recupero e rieducazione funzionale (RRF). In questo modo il Presidio Sanitario fornisce attività di riabilitazione intensiva rivolta a pazienti affetti da menomazioni e disabilità, acquisite e modificabili, di natura neurologica e mio-osteo-articolare. L'obiettivo è favorire e potenziare i processi di recupero dell’autonomia del paziente, compatibilmente con le menomazioni presenti, attraverso interventi valutativi, diagnostici e terapeutici personalizzati, seguendo un Progetto riabilitativo individuale (PRI).

Si tratta di un lavoro di équipe, che comprende una serie di figure e servizi individuati allo scopo di offrire un servizio completo sotto ogni punto di vista: fisiatri, geriatri, consulenza specialistica cardiologica, ortopedica, foniatrica, infermieri professionali, operatori sociosanitari, fisioterapisti, terapisti occupazionali, logopedisti, neuropsicologi, psicologi, musicoterapeuta e assistente sociale. Ognuno di loro collabora in forma interdisciplinare - con le famiglie e con le strutture sociali - per garantire continuità del Progetto riabilitativo personale, individuato e avviato durante la degenza.

Le aree operative della Riabilitazione sono: Fisioterapia, Trattamenti interventistici in riabilitazione, Disturbi dello spettro autistico, Neuropsicologia, Psicologia clinica e Terapia occupazionale. Vi possono accedere, in regime di ricovero ordinario, i pazienti provenienti da struttura ospedaliera che necessitano di un intervento riabilitativo intensivo. Possono essere seguiti anche pazienti esterni che si rivolgono al San Camillo in convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale oppure in forma privata.




 

Gli esami diagnostici al San Camillo: un servizio puntuale per i pazienti, interni ed esterni

2020-06-18
Gli esami diagnostici al San Camillo: un servizio puntuale per i pazienti, interni ed esterni

Nella prima parte dell'intervista la dottoressa Laura Grande, direttore dell'unità di Diagnostica per immagini, ci ha raccontato quali siano i servizi presenti al San Camillo. In questa seconda parte analizza chi sono i pazienti che si rivolgono al Presidio, illustrando le modalità di accesso.

Avete una tipologia di paziente identificata oppure no?
L’attività diagnostica è rivolta sia ai pazienti ricoverati presso la struttura (quindi di tipo ortopedico e neurologico) sia all’utenza ambulatoriale esterna. Pertanto il paziente ricoverato necessita di esami radiologici inerenti l’apparato muscolo-scheletrico e vascolare periferico (radiografie, densitometria ossea, ecografia, eco-color-doppler). Anche controlli radiografici del torace in caso di sintomatologia respiratoria ed esami radiografici ed ecografici per sintomatologia addominale.
Il
paziente ambulatoriale esterno effettua esami radiografici dell’apparato scheletrico, dell’apparato respiratorio, dell’addome; ecografie addominali, muscolo-scheletriche, tissutali, ghiandolari, testicolari, peniene, mammarie, transrettali, per molteplici patologie o sintomatologie specifiche o per controlli periodici nel caso di patologie croniche o neoplastiche.

Qual è il rapporto con il servizio di Riabilitazione?
Con il servizio di Riabilitazione si ha un buon rapporto di collaborazione, in quanto sovente il paziente ha necessità di fare esami Rx dello scheletro e/o di ecografie muscolari, in maniera che il fisioterapista sappia come approcciarsi col paziente e quali trattamenti può effettuare.

Un paziente esterno che percorso segue per accedere al vostro servizio?
I pazienti ambulatoriali esterni sono inviati dai medici di base o da specialisti, come primo esame diagnostico o per controlli periodici, in base alla patologia. Le prestazioni sono erogate con il Servizio Sanitario Nazionale o privatamente o tramite convenzioni con casse mutua o assicurazioni. È sempre necessaria la prescrizione medica (del proprio medico di base o di uno specialista privato o convenzionato). La prenotazione degli esami si può effettuare in loco o telefonicamente.

Quali sono i tempi di attesa?
Generalmente brevi (rispetto alla tempistica degli ospedali torinesi) e ogni paziente esegue l’esame all’orario stabilito. Inoltre moltissimi pazienti ambulatoriali esterni, essendo soddisfatti dei servizi offerti, della professionalità e accoglienza, usufruiscono in maniera costante e continuativa (anche da oltre dieci anni) del nostro servizio di Radiologia per i loro controlli periodici.

Foto: it.freepik.com

Al San Camillo ripartono i corsi di formazione avanzata: uno strumento prezioso per gli operatori

2020-06-09
Al San Camillo ripartono i corsi di formazione avanzata: uno strumento prezioso per gli operatori

Il graduale ritorno alla normalità dopo la pandemia da Covid-19 che ha colpito l'Italia significa per il San Camillo Torino riattivare i corsi di formazione avanzata, che rappresentano uno dei fiori all'occhiello del Presidio Sanitario. Come il “Corso di alta formazione in Neuropsicologia dell'età evolutiva e disturbi del neurosviluppo: dalla teoria alla pratica clinica”. Il corso è ricominciato e propone i seguenti appuntamenti.

 

Modulo terzo
Deficit dell'attenzione e disturbo oppositivo provocatorio
Martedì 16 giugno ore 18-20

lezione online con la dottoressa Chiara Davico
Descrizione e clinica del Disturbo Oppositivo Provocatorio


Modulo introduttivo

Mentalità riabilitativa
Venerdì 19 giugno ore 11-13

lezione con la dottoressa Patrizia Gindri

Modulo secondo
(conclusione)

Disturbi dello spettro dell'autismo
Venerdì19 giugno ore 14-18

lezione con il l dottor Gianni Neni Geninatti
"Approccio clinico diagnostico integrato: l'inquadramento clinico
diagnostico nell'ambiente di vita del bambino".

Modulo terzo

Deficit dell'attenzione e disturbo oppositivo provocatorio
Sabato 20 giugno ore 9-13 e 14-18

lezione con la dottoressa Raffaella Fiorella
"Strumenti e metodologia riabilitativa"

L'unità di Diagnostica per immagini: quali sono i servizi disponibili al San Camillo

2020-06-03
L'unità di Diagnostica per immagini: quali sono i servizi disponibili al San Camillo

Al San Camillo è presente anche il reparto di Diagnostica per immagini. Il direttore dell'unità è la dottoressa Laura Grande, specialista in Radiologia diagnostica che, in questa prima parte dell'intervista, ci racconta quali esami siano effettuati al Presidio Sanitario.

Quali servizi offre il San Camillo?
La radiologia del San Camillo di Torino è una unità di Diagnostica per immagini che dispone dei servizi di radiologia convenzionale, osteodensitometria e diagnostica ecografica. Le prime due utilizzano radiazioni ionizzanti (raggi X), mentre la diagnostica ecografica utilizza radiazioni non ionizzanti, ovvero gli ultrasuoni. La radiologia
convenzionale si avvale di apparecchiature digitalizzate che permettono di erogare al paziente una ridotta esposizione alle radiazioni, conservando una alta qualità delle immagini. Le immagini radiografiche sono riversate su un supporto digitale (CD-rom) e su richiesta del paziente (a pagamento) si può effettuare la stampa tradizionale su pellicola radiografica. È presente un servizio di archiviazione e memorizzazione di tutti gli esami effettuati secondo le norme vigenti e nel rispetto della privacy.

Quando si ricorre alla radiologia tradizionale?
La radiologia convenzionale è la metodica più conosciuta e utilizzata da più anni per la valutazione di tutto l’apparato scheletrico e dell’apparato cardio-polmonare, dell’addome e delle arcate dentarie. Nell’ambito dell’apparato scheletro viene effettuata anche la morfometria vertebrale, che permette di identificare le fratture vertebrali (anche asintomatiche) di grado lieve, medio e grave nel paziente affetto da osteoporosi.

Che cosa è invece l'osteodensitometria?
L’osteodensitometria viene considerata dall’Oms una tecnica radiologica precisa e affidabile per la misurazione della densità ossea e quindi del contenuto di calcio nelle ossa misurate (femore e rachide lombare). Sono utilizzate radiazioni ionizzanti a bassissima dose. È un esame importante nella diagnosi di osteoporosi e quindi nella valutazione del rischio di frattura e nel monitoraggio della risposta alla terapia specifica.

E la diagnostica ecografica?
La diagnostica ecografica è un esame che riproduce le immagini del corpo umano: è un esame indolore, non invasivo, privo di controindicazioni, che si effettua ponendo una sonda sulla cute della regione da esaminare e che in alcuni casi necessita di una preventiva preparazione intestinale (ecografia addominale). Sono effettuate tutte le indagini ecografiche riguardanti l’apparato muscolare e articolare, il tessuto sottocutaneo, gli organi addominali (fegato, vie biliari, pancreas, sistema linfatico, apparato urogenitale maschile e femminile, testicoli, pene), il sistema linfonodale, le ghiandole salivari, le ghiandole mammarie, la ghiandola tiroidea ed anche l’ecografia prostatica con approccio transrettale, avendo in dotazione anche una sonda dedicata endocavitaria. Nella diagnostica ecografica rientra l’eco-color-doppler (esame sempre non invasivo), che utilizza l’effetto Doppler per studiare in tempo reale l’apparato vascolare venoso e arterioso degli arti inferiori e superiori, dei tronchi sovra-aortici, dell’aorta, degli assi iliaco-femorali, delle arterie renali e distrettuali e la vascolarizzazione di organi e apparati.

Al San Camillo riapre il reparto di radiologia: è di nuovo possibile sottoporsi agli esami specialistici

2020-05-28
Al San Camillo riapre il reparto di radiologia: è di nuovo possibile sottoporsi agli esami specialistici

Il San Camillo Torino compie i primi passi verso un ritorno alla normalità, dopo la gestione della complicata emergenza legata alla pandemia da Covid-19. Riapre infatti il reparto di radiologia, per tornare a un'operatività a pieno regime.

È così nuovamente possibile presentarsi al Presidio Sanitario per poter usufruire degli strumenti disponibili per la diagnostica per immagini. Al San Camillo ci si può sottoporre agli esami di radiologia convenzionale, diagnostica ecografica e osteondensitometria, un servizio rivolto sia ai pazienti ricoverati e sia all'utenza ambulatoriale esterna.

Sabato 30 maggio si celebra in tutto il mondo la giornata dedicata alla sclerosi multipla

2020-05-27
Sabato 30 maggio si celebra in tutto il mondo la giornata dedicata alla sclerosi multipla

Quella iniziata il 25 maggio, e che si conclude martedì 2 giugno, è la Settimana nazionale della sclerosi multipla, che avrà il suo momento mondiale, in oltre settanta Paesi, sabato 30 con il claim “Dare visibilità alla sclerosi multipla”. Parliamo di una malattia del sistema nervoso centrale cronica e spesso progressivamente invalidante, che si manifesta sovente in maniera improvvisa. Colpisce una persona ogni tre ore, con un rapporto di due donne malate per ogni uomo. È inoltre la prima causa di disabilità nei giovani rimasti vittima di un incidente stradale.

La settimana in corso serve per avere una conoscenza diretta della malattia, soprattutto perché chi è vittima della sclerosi multipla non sia abbandonato a se stesso. È inoltre il momento privilegiato per fare il punto sulla ricerca scientifica e sui risultati che sono stati raggiunti.

Di sclerosi multipla si occupa anche il San Camillo Torino, con il suo servizio di Neurologia. È il primo passo di un lavoro di équipe per affrontare la malattia e che coinvolge anche gli specialisti che seguono i servizi di Riabilitazione e di Psicologia clinica.

La musicoterapia per il recupero delle facoltà motorie: come si lavora al San Camillo

2020-05-19
La musicoterapia per il recupero delle facoltà motorie: come si lavora al San Camillo

In questa seconda parte del suo intervento il professor Maurizio Scarpa, ci racconta come funziona il servizio di Musicoterapia all'interno del Presidio Sanitario San Camillo.

All’interno del Presidio S. Camillo di Torino il programma di musicoterapia prende il nome di P.R.C. (Percezione Ritmico Corporea) e si svolge con gruppi di dieci/dodici persone. La prima parte del training è dedicata all’apprendimento delle tecniche di respirazione legate alla produzione di suoni vocali. Questa attività accentra l’attenzione sulle varie parti del corpo in cui si diffonde la vibrazione prodotta dalla voce, a seconda del tipo di suono generato. In questo modo le persone riescono a vivere la sensazione del rilassamento profondo, come avviene nella meditazione, sviluppando contemporaneamente maggiori capacità percettive e propriocettive, fondamentali per il buon controllo del movimento.
La seconda parte è di musicoterapia attiva e, come descritto precedentemente, ogni persona suona strumenti di facile utilizzo come quelli a percussione, per esempio. Viene così stimolata l'intenzione all'utilizzo di entrambi gli arti superiori, in una giusta alternanza ritmica e, di conseguenza, motoria. Il controllo del movimento ritmico conterrà anche la dinamica e l'ampiezza. È inoltre possibile lavorare sui vari livelli attentivi, sul doppio compito e sull'esplorazione spaziale.
Infine, la terza parte, che ha come obiettivo il miglioramento della qualità del cammino, si svolge attraverso l’utilizzo di musiche registrate e proposte a diverse velocità. Consiste nell’esecuzione dinamica del movimento e della deambulazione, partendo da un impulso ritmico musicale per consentire un processo di interiorizzazione autonoma del ritmo. Sulle musiche proposte si svolgono diverse attività, al fine di sperimentare il movimento e la percezione del ritmo anche in assenza di musica, i cambi di direzione, i passaggi complessi ola corretta ripresa del cammino dopo una sosta.
Ciò che è stato descritto si basa su principi scientifici e ormai comprovati ma, in aggiunta, è fondamentale un pensiero che rivolge l’attenzione alla persona, al di là della “patologia”. Si parla quindi di relazione, emozione, socializzazione, riprogrammazione, ascolto reciproco… Si parla senza dubbio di “qualità di vita”. La musicoterapia contiene tutto questo e molto altro, perché, come detto, l’uomo è “musica”.

QUI il link alla prima parte dell'intervento
Degenza

Il Presidio sanitario San Camillo, in qualità di ospedale specializzato in Recupero e rieducazione funzionale...

Day Hospital

La degenza a ciclo diurno presso il Presidio sanitario San Camillo consiste in un ricovero programmato...

Prenotazione prestazioni private

In questa sezione potete richiedere la prenotazione per una prestazione ambulatoriale privata...

Convenzioni

Il Presidio Sanitario San Camillo è convenzionato con assicurazioni, fondi e casse integrative per l'erogazione...

Dopo il difficile periodo di lockdown per l'emergenza sanitaria dovuta alla pandemia da Covid-19, tutte le regolari attività della struttura stanno riprendendo a pieno regime, guardando con fiducia al futuro.

L'8 settembre è la giornata mondiale dedicata alla fisioterapia e il San Camillo celebra i fisioterapisti, alleati nella fase di riabilitazione e ripartenza nel percorso verso la salute.

I corsi si terranno presso il Presidio Cottolengo: al mattino saranno affrontate le tematiche legate al CAVS neuropsichiatria, mentre al pomeriggio si parlerà di come comportarsi con i pazienti stranieri