Il 7 aprile è la Giornata Mondiale della Salute

2021-04-07
Il 7 aprile è la Giornata Mondiale della Salute

Il 7 aprile si celebra la Giornata Mondiale della Salute, istituita per sensibilizzare la comunità internazionale sull'importanza dell'accesso, da parte di ogni persona, a cure sanitarie di qualità. La campagna del World Health Day di quest'anno sottolinea il principio costituzionale dell'OMS secondo cui "il godimento del più alto standard di salute raggiungibile è uno dei diritti fondamentali di ogni essere umano senza distinzione di razza, religione, credo politico, condizione economica o sociale". Il messaggio lanciato dall'Oms è quello di monitorare le disuguaglianze sanitarie, garantire l'accesso alla cura per costruire un mondo più giusto e più sano.

Un giornata che intende quindi sensibilizzare alla salute mondiale e porre l'attenzione sull'accesso di ogni persona alle cure e all'assistenza, soprattutto in questo periodo di COVID19. Fondamentale diventa poi promuovere non solo una cultura della prevenzione e della diagnosi che garantiscono uno stato di salute ottimale, ma anche tutte quelle azioni riabilitative mirate, indispensabili nel percorso di recupero dell'autonomia complessiva.

E proprio come ospedale specializzato nella riabilitazione scendiamo in campo con l'impegno e il lavoro costante all'interno dei nostri ambulatori specifici di terapia occupazionale e di fisiatria.

Nell'ambulatorio di terapia occupazionale l'obiettivo è volto a riabilitare persone di tutte le età, con malattie e disabilità fisiche e/o psichiche, attraverso specifiche attività selezionate, graduate e finalizzate allo scopo di rendere il soggetto in grado di raggiungere la massima autonomia e indipendenza in tutti gli ambiti di vita. 

Le competenze e le attività di tutti i giorni possono venire compromesse dal punto di vista motorio e/o cognitivo a seguito di patologie acute come lo stroke ischemico/ emorragico, il trauma cranico o a seguito di patologie cronico-degenerative come la malattia di Parkinson, di Alzheimer o la sclerosi multipla.

Nell'ambulatorio di fisiatria interveniamo sulle conseguenze funzionali delle malattie che riguardano il sistema muscolo-scheletrico e quello nervoso: dagli esiti di traumi all'artrosi, dai postumi di protesizzazione di anca e ginocchio alle malattie infiammatorie articolari, oltre all'incontinenza vescicale, i disturbi dell'equilibrio, i trattamenti post ictus, malattie come il Parkinson o la sclerosi multipla. Inoltre abbiamo dedicato un ambulatorio specialistico dove grazie alla nuova disciplina della Medicina riabilitativa interventistica ci occupiamo della diagnosi e della cura dei dolori artro-mio-fasciali.

La terapia occupazionale, un aiuto importante per recuperare l’autonomia negli ambiti di vita quotidiana

2019-05-25
La terapia occupazionale, un aiuto importante per recuperare l’autonomia negli ambiti di vita quotidiana

Dottoressa Elena De Toma, di che cosa si occupa un terapista occupazionale?
Il terapista occupazionale è un professionista sanitario che si occupa di riabilitazione, la sua figura è stata riconosciuta dal ministero della Salute con il decreto n. 136 del 17/01/1997 (G.U. 25.05.1997, n. 119) e inserita nell'area delle Professioni Sanitarie Riabilitative con decreto ministeriale 29 marzo 2001 (G.U. 23 maggio 2001, n.118). È abilitato a esercitare con titolarità e autonomia professionale le attività dirette alla prevenzione, alla cura, alla riabilitazione e a procedure di valutazione funzionale, al fine di espletare le competenze previste dal profilo professionale. Si tratta di una professione conosciuta e molto sviluppata in tutta Europa, Stati Uniti e Canada, mentre in Italia è relativamente giovane e spesso le persone non ne conoscono le specificità di azione e intervento.

Quali sono le principali patologie che cerca di curare?
In riferimento alla diagnosi e alla prescrizione del medico, il terapista occupazionale tratta tutte le patologie di interesse riabilitativo, le disabilità temporanee e permanenti riguardanti sia la sfera fisica sia psichica, rivolgendosi a persone di tutte le età.

Come si svolge una seduta con un terapista occupazionale?
Le sedute di trattamento variano in base alle caratteristiche e alle problematiche del paziente, ma vengono sempre impostate sulla base di un’attenta valutazione funzionale che si avvale di test e scale validate dal punto di vista psicometrico. Molta attenzione viene posta agli interessi del paziente, in quanto l’obiettivo principale dell’intervento occupazionale è il recupero dell’autonomia negli ambiti di vita quotidiana per lui/lei prioritari. Questi possono essere la cura personale (abbigliamento, igiene, nutrimento, spostamenti in casa), la cura della casa, il lavoro, lo svago e il tempo libero.

Di quali strumenti si avvale il lavoro del terapista occupazionale?
Le possibilità di approccio sono molteplici ma si possono riassumere in 3 macro-aree: occupazioni e attività utilizzate a scopo terapeutico, tecniche e metodi preparatori, educazione. L’igiene e l’abbigliamento al mattino, la preparazione di un pasto, il riordino della cucina sono esempi di occupazioni su cui il terapista occupazionale lavora, mentre fare pratica nel selezionare i vestiti o nel manipolare cerniere e bottoni, cercare o ricordare una ricetta, stilare un elenco degli ingredienti e del materiale necessario sono tipicamente attività significative usate a scopo terapeutico che permettono al paziente di sviluppare le abilità utili per l’occupazione. Queste competenze possono venire compromesse dal punto di vista motorio e/o cognitivo a seguito di patologie acute come lo stroke ischemico/ emorragico, il trauma cranico o a seguito di patologie cronico-degenerative come la malattia di Parkinson, di Alzheimer o la sclerosi multipla. Il secondo approccio prevede l’uso di metodi e tecniche in preparazione o in contemporanea a occupazioni e attività. Ne fanno parte il lavoro sulla stimolazione tattile e pressoria per migliorare la sensibilità, la mobilizzazione passiva e/o attiva/assistita per preparare i muscoli all’attività, la fornitura di ortesi o splint per fornire supporto e favorire il movimento, il rinforzo muscolare della presa digito palmare e dell’arto superiore. Infine l’intervento di tipo educativo consiste nel fornire informazioni utili alla gestione in sicurezza delle attività di vita quotidiana e al mantenimento di un corretto stile di vita. Comprende la sensibilizzazione degli anziani alla necessità di mantenersi attivi e uscire di casa per prevenire il decalage fisico/cognitivo, la prevenzione delle cadute, le norme di protezione articolare nell’artrite reumatoide, la prevenzione della lussazione nella protesi d’anca, l’educazione all’utilizzo di dispositivi e ausili e la consulenza sulle modifiche necessarie a domicilio.

Qual è il percorso di studi che bisogna intraprendere per diventare terapista occupazionale?
Il titolo da conseguire per diventare terapista occupazionale è la laurea triennale. Nello specifico il percorso accademico prevede la laurea di primo livello direttamente abilitante alla professione e una laurea magistrale di secondo livello conseguibile da tutti coloro che appartengono alla classe della riabilitazione e che permette di acquisire competenze relative al management, alla didattica e alla ricerca clinica. I corsi di laurea sono organizzati presso le facoltà di Medicina e Chirurgia degli atenei di molte città italiane, tra queste: Vercelli, Milano, Pavia, Bolzano, Chieti, Roma e Modena. Il corso prevede diverse tipologie di attività didattica: lezioni frontali, laboratori didattici e tirocini professionalizzanti.

Come si svolge il lavoro in équipe con le altre specialità al San Camillo?
Il Presidio Sanitario San Camillo è organizzato in sei reparti, cinque di ricovero ordinario e uno di ricovero in Day Hospital, ciascuno di essi si avvale di un terapista occupazionale che lavora in collaborazione con l’équipe riabilitativa multiprofessionale composta da: medico, fisioterapista, terapista occupazionale, logopedista, psicologo clinico, neuropsicologo, musicoterapeuta e infermiere. All’interno del Progetto Riabilitativo Individuale (PRI), concordato in équipe e stabilito dal medico di reparto, il ruolo elettivo del terapista occupazionale è trasferire il recupero ottenuto in contesto ecologico. Per intenderci, laddove un paziente abbia recuperato una buona capacità di spostarsi e deambulare o sufficienti abilità mnesiche e attentive è necessario lavorare affinché lui/lei sia in grado di integrare queste competenze per la gestione a casa delle attività di vita quotidiana.

Com’è organizzato al Presidio Sanitario San Camillo il team dei terapisti occupazionali?
Il team di terapisti occupazionali del San Camillo è composto da sei persone che lavorano in sinergia ma in completa autonomia e responsabilità professionale. Ciascuno gestisce e controlla le richieste di trattamento inviate dal medico di uno dei sei reparti del presidio, adotta modalità di comunicazione e collaborazione con le altre figure professionali congeniali e funzionali al raggiungimento degli obiettivi stabiliti dal PRI, propone e sperimenta modalità di presa in carico dei pazienti in piccoli gruppi omogenei e concorda con il medico responsabile le priorità contingenti. La coordinatrice del Servizio presiede e supervisiona i processi, è chiamata a interagire ai tavoli decisionali con la direzione e risponde alle richieste dei portatori di interesse esterni al presidio.

 

Oggi si celebra la giornata mondiale della consapevolezza sull'autismo

2021-04-02
Oggi si celebra la giornata mondiale della consapevolezza sull'autismo

La giornata Mondiale della consapevolezza sull'autismo è stata istituita nel 2007 dall’Assemblea Generale dell’ONU. Questa ricorrenza, che cade ogni anno il 2 aprile, richiama l’attenzione di tutti sui diritti delle persone nello spettro autistico promuovendo la conoscenza dei disturbo dello spettro autistico.

Parliamo di un insieme eterogeneo di disturbi del neurosviluppo caratterizzati da una compromissione qualitativa nelle aree dell’interazione sociale e della comunicazione, e da modelli ripetitivi e stereotipati di comportamento, interessi e attività. I sintomi e la loro severità possono manifestarsi in modo differente da persona a persona, di conseguenza i bisogni specifici e la necessità di sostegno sono variabili e possono mutare nel tempo.

Il Presidio Sanitario San Camillo di Torino è diventato, nel corso degli anni, un punto di riferimento per quanto riguarda i disturbi dello spettro autistico grazie agli specialisti che lavorano nella struttura della riabilitazione e grazie alla possibilità di garantire a padri e madri un servizio che vada oltre la sola presa in carico della malattia.

Nel centro di riabilitazione, nato nel 2003 con il DH VEGA, prendiamo in carico i soggetti affetti da disturbo dello spettro autistico. Ci occupiamo di effettuare le valutazioni funzionali sottoponendo i pazienti a specifici test e poi un'esperta equipe multidisciplinare definisce i diversi trattamenti. Dal bilancio derivato dai test sopra citati, completato con ulteriori eventuali valutazioni logopediche, neuropsicomotorie, neuropsicologiche, deriva quindi il progetto riabilitativo individualizzato da cui scaturiscono i programmi per il trattamento.

Anche nel periodo delicato del lockdown che ha visto l'interruzione dei servizi e dei trattamenti del centro riabilitativo, il Presidio Sanitario ha voluto sostenere i bambini affetti da disturbo dello spettro autistico costretti a casa e dare supporto ai loro genitori. La risposta del team medico alle nuove necessità e la consapevolezza dell'importanza nella continuità della cura hanno spinto l’equipe VEGA a trovare nuove vie di comunicazione e di assistenza.

Il team medico si è così dotato di uno strumento immediato per essere d’aiuto ai bambini. Sono stati realizzati due video nei quali si dà risposta alle domande e alle esigenze dei bambini, in modo da comprendere meglio la situazione e dare loro degli spunti su ciò che si poteva e si può fare.

Garantire la continuità del trattamento, fornire delle risposte alle difficoltà quotidiane e supportare i genitori dei bambini affetti dai disturbi dello spettro autistico è l’impegno che il centro di riabilitazione del Presidio Sanitario continua a perseguire costantemente, nel pieno rispetto delle norme di sicurezza.

Il San Camillo su Springer Nature con un nuovo studio sulla Malattia di Parkinson

2021-03-24
Il San Camillo su Springer Nature con un nuovo studio sulla Malattia di Parkinson

Prosegue l'intensa attività di ricerca del Presidio Sanitario che continua a confermare la propria presenza in campo nazionale e internazionale. Questa volta oggetto di studio è stata la Malattia di Parkinson e in particolare l'importanza delle terapie fisiche.

Il lavoro intitolato Effectiveness of a dance-physiotherapy combined intervention in Parkinson’s disease: a randomized controlled pilot trial è stato curato da Elisa Frisaldi, Piero Bottino, Margherita Fabbri, Marco Trucco, Alessandra De Ceglia, Nadia Esposito, Diletta Barbiani, Eleonora Maria Camerone, Federico Costa, Cristina Destefanis, Edoardo Milano, Giuseppe Massazza, Maurizio Zibetti, Leonardo Lopiano, Fabrizio Benedetti, professionisti del Presidio Sanitario, dell'Università di Torino e dell'Università di Genova. L'articolo scientifico è stato pubblicato da Springer Nature, gruppo editoriale riconosciuto a livello globale nel campo della ricerca ed è disponibile online sul sito ufficiale.

Restiamo convinti che lo studio e l'aggiornamento costante in campo scientifico e tecnologico ci permette di offrire ai nostri pazienti un'assistenza sempre all'avanguardia. Perché per garantire efficienza nella cura è indispensabile una continua attività di ricerca come quelle che hanno interessato il campo della riabilitazione e della neurologia. Ricordiamo infatti gli studi e i protocolli sperimentali del Presidio Sanitario sulla teleriabilitazione e sulla neuropsicologia che procedono a grandi passi.

Il San Camillo mantiene alto il proprio standard contribuendo anche alla diffusione del sapere e dell'aggiornamento grazie all'attività di formazione avanzata e universitaria, rivolta a tutti i professionisti in campo medico, non solo all'interno della struttura ma anche verso l'esterno.

Il Presidio Sanitario incontra la Ministra Erika Stefani: il punto sulla presa in carico del paziente

2021-03-22
Il Presidio Sanitario incontra la Ministra Erika Stefani: il punto sulla presa in carico del paziente

Questa mattina 22 marzo, a partire dalle ore 11:45 il Presidio Sanitario San Camillo incontrerà Erika Stefani, Ministra per le Disabilità. L'argomento trattato durante l'incontro sarà quello della presa in carico del paziente da parte della nostra struttura.

Il Presidio è centro di riabilitazione d'eccellenza sul territorio, e le aree di specializzazione sono le patologie neurodegenerative come il Morbo di Parkinson, i Disturbi dello spettro autistico, i disturbi del linguaggio, della deglutizione e della comunicazione che trattiamo nell'ambulatorio di logopedia e foniatria.

Al centro della nostra assistenza e del lavoro di riabilitazione mettiamo sempre al primo posto la cura della persona per questo le equipe multidisciplinari elaborano, per i pazienti, il piano riabilitativo individuale, volto al recupero dell'autonomia nelle azioni di vita quotidiana.

I benefici della riabilitazione dopo la protesi dell’anca

2021-02-03
I benefici della riabilitazione dopo la protesi dell’anca

L’anca è un’articolazione dotata di grande mobilità e, come tutte, può subire dei danni. Quando i trattamenti conservativi come riabilitazione, fisioterapia e antidolorifici non risultano efficaci si è in presenza di un danno notevole o di una patologia cronica, come l’artrosi.

L’artrosi dell’anca per esempio può rendere complicato svolgere dei semplici movimenti ma può arrivare anche a compromettere la qualità della vita. In questi casi risulta difficile e doloroso svolgere azioni come accovacciarsi, salire le scale, allacciarsi le scarpe o anche camminare. É quindi necessario ricorrere ad una protesi dell’anca, se il paziente è idoneo al tipo di intervento.

 

Le patologie che portano all’intervento della protesi dell’anca

Quattro sono le patologie più comuni che possono portare ad un intervento di protesi d’anca.

L'artrosi è una patologia che riguarda la cartilagine di rivestimento delle superfici articolari la quale degenera e si usura, di conseguenza le due ossa che compongono l’anca, la testa del femore e l’acetabolo, vengono a contatto tra loro generando dolore e progressiva deformità. L’artrosi è la principale causa di protesizzazione dell’anca: può avere origine da una naturale degenerazione della cartilagine articolare oppure essere conseguenza di traumi o fratture e di alterazioni congenite o acquisite dall’anca.

Alcuni tipi di frattura del collo del femore possono essere trattate esclusivamente con la sostituzione protesica, mentre in altre situazioni la frattura può essere sostenuta da viti, placche o chiodi.

L'osteonecrosi della testa del femore è dovuta alla morte di un’area più o meno grande della testa del femore che in seguito crolla e si deforma originando dolore e impossibilità a muovere l’articolazione. L’origine della necrosi a volte può essere sconosciuta, altre invece si manifesta a seguito di un trauma violento del collo del femore, oppure in corso di malattie croniche. Oppure in altre condizioni come: malnutrizione, terapia cortisonica protratta, abuso di alcool, immersioni subacquee profonde.

L'artrite reumatoide è una malattia su base autoimmune che colpisce diverse articolazioni causandone gonfiore e deformazione. Come nel caso dell’artrosi sono presenti dolore e rigidità, presenti soprattutto al mattino. Nel caso colpisca l’articolazione dell’anca, quando l’impossibilità di usare l’arto inferiore e il dolore portano alla perdita di parte dell’autonomia nella vita di tutti i giorni, la soluzione è procedere con un’intervento di protesi all’anca.

 

La riabilitazione dopo l’intervento della protesi d’anca

La moderna chirurgia ortopedica consegue oggi risultati ottimali: è infatti possibile raggiungere un buon grado di autonomia già dai primi giorni post-operatori adottando tutte le norme precauzionali e le strategie facilitanti consigliate dai professionisti. Con il passare dei mesi e con un’accurata rieducazione funzionale e motoria è possibile acquistare poi maggiore autonomia, a volte con l’aiuto di semplici ausili.

L'intervento della protesi d'anca quindi permette il ritorno a una vita normale. Nel tempo sarà necessario salvaguardare la funzionalità articolare ottenuta grazie alla riabilitazione, cercando di non forzare mai i movimenti con l’anca e seguendo dei piccoli accorgimenti durante le attività della vita di tutti i giorni.

Chiude ufficialmente il reparto Covid al San Camillo

Chiude ufficialmente il reparto Covid al San Camillo

È con gioia che comunichiamo ufficialmente la chiusura del reparto Covid presso il nostro Presidio Sanitario. L'emergenza sanitaria dei mesi scorsi aveva portato la nostra struttura a supportare il Sistema Sanitario collaborando nella gestione della pandemia. Per questo dal 16 novembre abbiamo iniziato ad accogliere i pazienti affetti da Covid, al quale abbiamo dedicato due reparti del San Camillo. 

Dopo diversi mesi difficili, la sfida si è conclusa il 12 febbraio con la chiusura ufficiale, coronando lo straordinario lavoro di tutto il personale medico e infermieristico che con impegno costante ha garantito l'assistenza medica necessaria insieme alla vicinanza che la situazione richiedeva.

Nel video dedicato al prezioso lavoro di tutto il personale, ripercorriamo il periodo trascorso attraverso i sorrisi e la cura infinita con cui ogni giorno abbiamo lottato questa battaglia, donando un vero messaggio di speranza anche nei momenti più delicati.

L'impegno mantenuto durante i mesi scorsi per poter proseguire con l'erogazione delle prestazioni in SSN e private ai nostri pazienti in totale sicurezza, continua quindi con la normale attività nel massimo rispetto delle norme igienico sanitarie. 

 

Guarda il video

Emergenza Covid: un ringraziamento a Sport Line per il suo sostegno

2021-03-16
Emergenza Covid: un ringraziamento a Sport Line per il suo sostegno

In questo periodo di restrizioni ed emergenza stiamo riscoprendo un senso di comunità e di sostegno davvero enorme che ci riempie di gratitudine e di forza nel proseguire il nostro lavoro.

Esattamente un anno fa, nel momento più duro del lockdown, ci siamo trovati non solo a gestire un'emergenza sanitaria, ma a fronteggiarla con pochi mezzi disponibili: a mancare erano i dispositivi di protezione come mascherine e guanti. E proprio in quel momento complicato abbiamo ricevuto molte donazioni insieme al supporto prezioso da parte di Sport Line che, da allora ci fornisce prontamente i dispositivi dei quali più abbiamo bisogno.

Punto di riferimento in Italia e in Europa non solo nella vendita di articoli specializzati per il nuoto e le discipline acquatiche ma anche nella produzione di articoli sportivi per le competizioni automobilistiche, Sport Line è presente a Torino dagli anni sessanta con i suoi due store dedicati al mondo dello sport. 

Vogliamo quindi ringraziare Sport Line che continua a dimostrarci la sua vicinanza silenziosa, donandoci beni e denaro per acquistare una parte dell'attrezzatura necessaria, utile a fornire assistenza ai nostri pazienti, a salvaguardare i nostri lavoratori e a consentire di proseguire il nostro lavoro in sicurezza all'interno della struttura.

In questi mesi ci avete sostenuto spinti dalla voglia di aiutare, senza volere nessun riconoscimento in cambio.
Noi oggi ci sentiamo di esternare il nostro ringraziamento pubblicamente.
Grazie Sport Line per il vostro supporto.

Il metodo Pilates è un aiuto efficace alla realizzazione di una impalcatura muscolare di sostegno

2020-08-19
Il metodo Pilates è un aiuto efficace alla realizzazione di una impalcatura muscolare di sostegno

La pratica riabilitativa per la correzione e il sostegno del rachide deve restituire la dimensione di allenamento alle masse muscolari stabilizzatrici globali e parziali dei segmenti vertebrali. Il lavoro della ginnastica vertebrale non può più essere finalizzato alla sola mobilizzazione articolare e, per garantire un efficace intervento, occorre creare un’impalcatura muscolare di sostegno.

Il principio estrapolato dal lavoro di Jospeh Pilates si propone di identificare la muscolatura profonda dell’addome attraverso respirazioni diaframmatiche e, nel contempo, di creare esercizi articolari che mirino a un allungamento assiale. Per approfondire la materia il San Camillo Torino ha organizzato il corso “Approccio con il metodo Pilates”, in programma il 23, 24, 25 aprile 2021 presso il Presidio Sanitario.

Grazie alle lezioni della fisioterapista Michela Alvanini, i partecipanti conosceranno la giusta meccanica di attivazione muscolare per sviluppare forza nella muscolatura profonda, creare il supporto ideale per controllare la giusta posizione della colonna in neutro, organizzare una seduta di riabilitazione individualizzata alle esigenze e ai sintomi del cliente.

Quasi tutti i 40 esercizi originali del metodo Pilates verranno analizzati singolarmente sia in termini di corretta esecuzione sia come inquadramento in una specifica patologia. Verranno anche elaborati piani di trattamento su patologie di interesse riabilitativo. Parte fondamentale del corso è rappresentata dalle esercitazioni pratiche in cui i partecipanti svolgeranno gli esercizi per capirli e sentirli prima su loro stessi.

 

Per informazioni e iscrizioni scarica la brochure QUI

Presentazione online del libro “La persona con la malattia di Parkinson. Narrazioni di malattia, di vita e azioni di cura” giovedì 25 febbraio

2021-02-23
Presentazione online del libro “La persona con la malattia di Parkinson. Narrazioni di malattia, di vita e azioni di cura” giovedì 25 febbraio

Giovedì 25 febbraio alle ore 18:00 si terrà l'evento Aperitivo Pedagogico online, a cura di SIPeM (Società Italiana di Pedagogia Medica). Durante l'evento verrà presentato il libro “La persona con la malattia di Parkinson. Narrazioni di malattia, di vita e azioni di cura”

Il libro, a cura dei professionisti Carla Bena, Elisabetta Iacono Pezzillo, Piero Bottino e Lorenza Garrino, si propone di raccontare la Malattia di Parkinson da più punti di vista, quello clinico e quello dei reali bisogni dalla persona assistita e della sua famiglia. L’esperienza quotidiana delle persone malate, valorizzata dall’approccio narrativo del volume, diventa strumento concreto per la costruzione dei piani di assistenza e cura. Il libro vuole essere una fonte di suggerimenti pratici ed operativi per tutti coloro che si confrontano con questa malattia nella vita di tutti i giorni. È una sorta di “manuale narrativo” da utilizzare nella pratica quotidiana e da diffondere anche nella formazione continua ed accademica delle professioni della cura.

L’incontro sarà trasmesso in streaming sul canale YouTube di SIPeM al seguente link https://youtu.be/zDlN0sIrovY. Inoltre è possibile seguire tutte le attività sulla pagina Facebook di Pedagogia Medica.

Puoi scaricare la locandina QUI

 

Oggi si celebra la giornata mondiale della sindrome di Asperger

2021-02-18
Oggi si celebra la giornata mondiale della sindrome di Asperger

La giornata Mondiale dell’Asperger, dedicata alle persone affette da questa sindrome, nasce con l’obiettivo di sensibilizzare la popolazione e promuovere la conoscenza di questo determinato disturbo dello spettro autistico. In particolare si vuole porre l’attenzione sulle sfide quotidiane che le persone con neurodiversità si trovano ad affrontare.

Parliamo di un disturbo del neurosviluppo caratterizzato dall’elevato funzionamento cognitivo che non causa ritardi nello sviluppo del linguaggio o deficit cognitivi, ma compromette le abilità di interazione sociale, porta ad adottare comportamenti ripetitivi e a sviluppare interessi ristretti ed esclusivi.

Attualmente non sono note le cause dell’Asperger e gli interventi si basano sui training cognitivo-comportamentale individuali e di gruppo, i Parent training e i teacher training, stabiliti non prima di una valutazione da parte di un’equipe medica.

Nel centro di riabilitazione del Presidio Sanitario, il DH VEGA dopo aver preso in carico i soggetti affetti da disturbo dello spettro autistico, si occupa prima di effettuare le valutazioni funzionali sottoponendo i pazienti a specifici test e poi va a definire i diversi trattamenti grazie ad un’esperta equipe multidisciplinare. Dal bilancio derivato dai test sopra citati, completato con ulteriori eventuali valutazioni logopediche, neuropsicomotorie, neuropsicologiche, deriva quindi il progetto riabilitativo individualizzato da cui scaturiscono i programmi per il trattamento.

Anche nel periodo delicato del lockdown che ha visto l'interruzione dei servizi e dei trattamenti del centro riabilitativo, il Presidio Sanitario ha voluto sostenere i bambini affetti da disturbo dello spettro autistico costretti a casa e dare supporto ai loro genitori. La risposta del team medico alle nuove necessità e la consapevolezza dell'importanza nella continuità della cura hanno spinto l’equipe VEGA a trovare nuove vie di comunicazione e di assistenza.

Il team medico si è così dotato di uno strumento immediato per essere d’aiuto ai bambini. Sono stati realizzati due video nei quali si dà risposta alle domande e alle esigenze dei bambini, in modo da comprendere meglio la situazione e dare loro degli spunti su ciò che si poteva e si può fare.

Garantire la continuità del trattamento, fornire delle risposte alle difficoltà quotidiane e supportare i genitori dei bambini affetti dalla sindrome di Asperger è l’impegno che il centro di riabilitazione del Presidio Sanitario continua a perseguire costantemente, nel pieno rispetto delle norme di sicurezza.

Gli appuntamenti del San Camillo con la formazione: il calendario dei corsi 2021

2021-02-16
Gli appuntamenti del San Camillo con la formazione: il calendario dei corsi 2021

Torna il consueto appuntamento del Presidio Sanitario con la formazione avanzata, uno dei punti cardine della nostra struttura. Come Provider Regionale ECM l'obiettivo è garantire l'aggiornamento costante a tutto il personale e i professionisti che intendono approfondire determinate tematiche grazie agli eventi che abbiamo pensato e inserito nel ricco calendario di quest'anno.

Anche nella formazione continua il nostro impegno con la sicurezza: ogni evento di formazione è organizzato nel massimo rispetto delle norme igienico-sanitarie, al fine di garantire un corretto svolgimento dei corsi. Proprio per questa ragione, infatti, gli appuntamenti con il corso Basi di PNL per i professionisti sanitari si sono tenuti online.

I prossimi eventi saranno il 23-24 e 25 aprile con Approccio riabilitativo con il metodo Pilates, a maggio si inizierà ad approfondire Valutazione e trattamento dell’adulto con disturbi neurologici: concetto Bobath - corso IBITA livello base, un corso che si articola in diversi moduli e si concluderà a settembre.

Giugno sarà un mese impegnativo con ben due corsi in programma: il primo è Trattamento fisioterapico delle tendinopatie, alla quale saranno dedicate tre giornate il 12, 13 e 14 giugno. Il secondo evento di formazione è dedicato invece Oral motor therapy nella rieducazione del paziente adulto che si svolgerà il 22 e 23 giugno.

Dopo il periodo estivo settembre riprenderà con gli ultimi moduli riguardanti il corso IBITA iniziato a maggio, e poi a ottobre approfondiremo il tema della Nutrizione e infiammazione: il dolore cronico muscolo-osteo-legamentoso nel corso dedicato nei giorni 8, 9 e 10 ottobre.

Concludiamo il calendario con l'ultimo corso che inizierà a Novembre: Manipolazione della fascia 1° e 2° livello e si concluderà poi nel 2022 con i moduli in programma i prossimi febbraio e marzo.

Il messaggio di Padre Virginio Bebber nella giornata mondiale del malato

2021-02-11
Il messaggio di Padre Virginio Bebber nella giornata mondiale del malato

Il Papa ci ricorda come l’attuale pandemia abbia fatto emergere «tante inadeguatezze dei sistemi sanitari e carenze nell’assistenza alle persone malate. Agli anziani, ai più deboli e vulnerabili non sempre è garantito l’accesso alle cure, e non sempre lo è in maniera equa». Qual è stato, per contro, l'impegno dell'ospedalità religiosa in quest'anno terribile?

Dire “no” alla cultura dello scarto prendendosi cura delle persone più fragili; curare sempre, anche quando non è possibile la guarigione; passare proprio dal concetto di cura a quello del prendersi cura della persona malata. Non potevano che essere queste le linee direttrici di opere che, come le nostre, testimoniano la presenza della Chiesa nel mondo della sanità. il Papa riprende molti temi trattati nell’enciclica ‘Fratelli tutti’. Centrale il concetto di fratellanza, del prendersi cura, come il buon Samaritano che sente ‘prossimo’ l’uomo aggredito dai briganti e, senza preoccuparsi di chi fosse e da dove venisse, si ferma e lo soccorre. Questa drammatica emergenza che stiamo sperimentando ha messo a nudo non tanto, o almeno non solo l’inadeguatezza di tanti sistemi sanitari quanto piuttosto l’estrema fragilità umana. Una fragilità che si è rivelata non solo nell’aspetto fisico che ci appartiene come esseri umani ma anche e soprattutto una fragilità di comunità. Una comunità che ad un certo punto si è sentita padrona della vita dunque in grado di decidere secondo logiche consumistiche, individualiste e materialiste e soprattutto come se Dio non esistesse, quel Dio che è il vero Signore. Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti.

 

Un'altra immagine importante che ci dona il Santo Padre è quella dei volti dei malati: ci ricorda che la cura è sempre relazione. Come lo garantite nelle vostre strutture?

Il Papa ha parlato anche di fiducia. “La fiducia – ha detto - è un balsamo prezioso”. E la fiducia nasce proprio dal modo in cui si sviluppa la “relazione” tra medico e paziente. Il che vuol dire  potersi guardare negli occhi e scoprire l’amore che ci vincola. Quello che ci ha strappato di mani la pandemia è purtroppo il tempo: impossibile fermarsi: l’efficienza e la carenza di personale costringono a ritmi accelerati. C’è poco spazio per i sentimenti. In questi tragici giorni ai nostri operatori accanto ai letti dei malati abbiamo raccomandato proprio di non far mancare una testimonianza del nostro amore. E l’ultima carezza di tanti fratelli che se ne sono andati in solitudine l’hanno ricevuta proprio dalle loro mani. Fiducia sì, ma non manchi mai l’amore.

 

A ben vedere, un altro volto della relazione è il coordinamento che mette in relazione le risorse ospedaliere. Cosa state facendo in questa direzione?

Stiamo cercando di smascherare soprattutto un altro demone di cui il Papa ha parlato: l’ipocrisia. Nessuno ne è immune! E pensare che l’ipocrisia è un male gravissimo perché ci porta spesso a dimenticarci della nostra “creaturialità”, dunque del nostro essere figli di un unico Padre e dunque fratelli universali, che hanno bisogno gli uni degli altri e tutti del Padre. Purtroppo l’ipocrisia ci colpisce a fondo. In che modo? Molto semplice: se c’è da muovere critiche alle nostre strutture, in modo peraltro strumentale, tutti sono pronti ad unirsi al coro “crocifigge! crocifigge!”; quando poi si tratta guardare onestamente al contributo che,  anche in momenti così drammatici, come l’attuale, diamo per il bene della comunità, mettendoci del nostro, sacrificandoci come fanno i nostri pari del servizio pubblico, senza pretendere nulla di più di quanto messo a disposizione degli altri, nessuno spende mezza parola. Anzi…

 

Sta nascendo un nuovo governo. Qual è l'auspicio dell'Aris?

Giusto un auspicio, perché sono cose viste e riviste e come vede siamo ancora qui a sperare. Confidiamo comunque in una persona che ha dato sempre l’impressione di un certo spessore umano e di un’indiscussa capacità professionale. Se posso augurare qualcosa che cambi nel comparto sanitario del Paese non è, o almeno lo è solo in parte, un’abbondante pioggia di soldi: cambi piuttosto il modo di concepire e di fare sanità, una sanità che sia per tutti e uguale per tutti. Noi ci siamo e vogliamo esserci. Speriamo che ci si accorga di noi, strutture no profit, testimoni della presenza della Chiesa accanto al malato.

                                  Padre Virginio Bebber - Presidente ARIS - Amm. delegato Fondazione Opera San Camillo

XXIX Giornata Mondiale del Malato: le parole di Papa Francesco

2021-02-11
XXIX Giornata Mondiale del Malato: le parole di Papa Francesco

Nella XXIX Giornata Mondiale del Malato Papa Francesco ci offre un messaggio di fratellanza, vicinanza e assistenza alla fragilità. L'attenzione è rivolta la malato e a chi lo assiste, a tutti coloro che hanno prestato cure e solidarietà durante tutto l'anno passato e continuano ad offrire tutta la loro dedizione.
Il nostro Presidio continua l'impegno di fratellanza e assistenza con l'erogazione delle prestazioni in SSN e private ai nostri pazienti in totale sicurezza, abbracciando a pieno il messaggio del Santo Padre, che riportiamo qui sotto.

 

Uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli (Mt 23,8).

La relazione di fiducia alla base della cura dei malati

 

Cari fratelli e sorelle!

La celebrazione della XXIX Giornata Mondiale del Malato, che ricorre l’11 febbraio 2021, memoria della Beata Vergine Maria di Lourdes, è momento propizio per riservare una speciale attenzione alle persone malate e a coloro che le assistono, sia nei luoghi deputati alla cura sia in seno alle famiglie e alle comunità. Il pensiero va in particolare a quanti, in tutto il mondo, patiscono gli effetti della pandemia del coronavirus. A tutti, specialmente ai più poveri ed emarginati, esprimo la mia spirituale vicinanza, assicurando la sollecitudine e l’affetto della Chiesa.

1. Il tema di questa Giornata si ispira al brano evangelico in cui Gesù critica l’ipocrisia di coloro che dicono ma non fanno (cfr Mt 23,1-12). Quando si riduce la fede a sterili esercizi verbali, senza coinvolgersi nella storia e nelle necessità dell’altro, allora viene meno la coerenza tra il credo professato e il vissuto reale. Il rischio è grave; per questo Gesù usa espressioni forti, per mettere in guardia dal pericolo di scivolare nell’idolatria di sé stessi, e afferma: «Uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli» (v. 8).

La critica che Gesù rivolge a coloro che «dicono e non fanno» (v. 3) è salutare sempre e per tutti, perché nessuno è immune dal male dell’ipocrisia, un male molto grave, che produce l’effetto di impedirci di fiorire come figli dell’unico Padre, chiamati a vivere una fraternità universale.

Davanti alla condizione di bisogno del fratello e della sorella, Gesù offre un modello di comportamento del tutto opposto all’ipocrisia. Propone di fermarsi, ascoltare, stabilire una relazione diretta e personale con l’altro, sentire empatia e commozione per lui o per lei, lasciarsi coinvolgere dalla sua sofferenza fino a farsene carico nel servizio (cfr Lc 10,30-35).

2. L’esperienza della malattia ci fa sentire la nostra vulnerabilità e, nel contempo, il bisogno innato dell’altro. La condizione di creaturalità diventa ancora più nitida e sperimentiamo in maniera evidente la nostra dipendenza da Dio. Quando siamo malati, infatti, l’incertezza, il timore, a volte lo sgomento pervadono la mente e il cuore; ci troviamo in una situazione di impotenza, perché la nostra salute non dipende dalle nostre capacità o dal nostro “affannarci” (cfr Mt 6,27).

La malattia impone una domanda di senso, che nella fede si rivolge a Dio: una domanda che cerca un nuovo significato e una nuova direzione all’esistenza, e che a volte può non trovare subito una risposta. Gli stessi amici e parenti non sempre sono in grado di aiutarci in questa faticosa ricerca.

Emblematica è, al riguardo, la figura biblica di Giobbe. La moglie e gli amici non riescono ad accompagnarlo nella sua sventura, anzi, lo accusano amplificando in lui solitudine e smarrimento. Giobbe precipita in uno stato di abbandono e di incomprensione. Ma proprio attraverso questa estrema fragilità, respingendo ogni ipocrisia e scegliendo la via della sincerità verso Dio e verso gli altri, egli fa giungere il suo grido insistente a Dio, il quale alla fine risponde, aprendogli un nuovo orizzonte. Gli conferma che la sua sofferenza non è una punizione o un castigo, non è nemmeno uno stato di lontananza da Dio o un segno della sua indifferenza. Così, dal cuore ferito e risanato di Giobbe, sgorga quella vibrante e commossa dichiarazione al Signore: «Io ti conoscevo solo per sentito dire, ma ora i miei occhi ti hanno veduto» (42,5).

3. La malattia ha sempre un volto, e non uno solo: ha il volto di ogni malato e malata, anche di quelli che si sentono ignorati, esclusi, vittime di ingiustizie sociali che negano loro diritti essenziali (cfr Enc. Fratelli tutti, 22). L’attuale pandemia ha fatto emergere tante inadeguatezze dei sistemi sanitari e carenze nell’assistenza alle persone malate. Agli anziani, ai più deboli e vulnerabili non sempre è garantito l’accesso alle cure, e non sempre lo è in maniera equa. Questo dipende dalle scelte politiche, dal modo di amministrare le risorse e dall’impegno di coloro che rivestono ruoli di responsabilità. Investire risorse nella cura e nell’assistenza delle persone malate è una priorità legata al principio che la salute è un bene comune primario. Nello stesso tempo, la pandemia ha messo in risalto anche la dedizione e la generosità di operatori sanitari, volontari, lavoratori e lavoratrici, sacerdoti, religiosi e religiose, che con professionalità, abnegazione, senso di responsabilità e amore per il prossimo hanno aiutato, curato, confortato e servito tanti malati e i loro familiari. Una schiera silenziosa di uomini e donne che hanno scelto di guardare quei volti, facendosi carico delle ferite di pazienti che sentivano prossimi in virtù della comune appartenenza alla famiglia umana.

La vicinanza, infatti, è un balsamo prezioso, che dà sostegno e consolazione a chi soffre nella malattia. In quanto cristiani, viviamo la prossimità come espressione dell’amore di Gesù Cristo, il buon Samaritano, che con compassione si è fatto vicino ad ogni essere umano, ferito dal peccato. Uniti a Lui per l’azione dello Spirito Santo, siamo chiamati ad essere misericordiosi come il Padre e ad amare, in particolare, i fratelli malati, deboli e sofferenti (cfr Gv 13,34-35). E viviamo questa vicinanza, oltre che personalmente, in forma comunitaria: infatti l’amore fraterno in Cristo genera una comunità capace di guarigione, che non abbandona nessuno, che include e accoglie soprattutto i più fragili.

A tale proposito, desidero ricordare l’importanza della solidarietà fraterna, che si esprime concretamente nel servizio e può assumere forme molto diverse, tutte orientate a sostegno del prossimo. «Servire significa avere cura di coloro che sono fragili nelle nostre famiglie, nella nostra società, nel nostro popolo» (Omelia a La Habana, 20 settembre 2015). In questo impegno ognuno è capace di «mettere da parte le sue esigenze e aspettative, i suoi desideri di onnipotenza davanti allo sguardo concreto dei più fragili. […] Il servizio guarda sempre il volto del fratello, tocca la sua carne, sente la sua prossimità fino in alcuni casi a “soffrirla”, e cerca la promozione del fratello. Per tale ragione il servizio non è mai ideologico, dal momento che non serve idee, ma persone» (ibid.).

4. Perché vi sia una buona terapia, è decisivo l’aspetto relazionale, mediante il quale si può avere un approccio olistico alla persona malata. Valorizzare questo aspetto aiuta anche i medici, gli infermieri, i professionisti e i volontari a farsi carico di coloro che soffrono per accompagnarli in un percorso di guarigione, grazie a una relazione interpersonale di fiducia (cfr Nuova Carta degli Operatori Sanitari [2016], 4). Si tratta dunque di stabilire un patto tra i bisognosi di cura e coloro che li curano; un patto fondato sulla fiducia e il rispetto reciproci, sulla sincerità, sulla disponibilità, così da superare ogni barriera difensiva, mettere al centro la dignità del malato, tutelare la professionalità degli operatori sanitari e intrattenere un buon rapporto con le famiglie dei pazienti.

Proprio questa relazione con la persona malata trova una fonte inesauribile di motivazione e di forza nella carità di Cristo, come dimostra la millenaria testimonianza di uomini e donne che si sono santificati nel servire gli infermi. In effetti, dal mistero della morte e risurrezione di Cristo scaturisce quell’amore che è in grado di dare senso pieno sia alla condizione del paziente sia a quella di chi se ne prende cura. Lo attesta molte volte il Vangelo, mostrando che le guarigioni operate da Gesù non sono mai gesti magici, ma sempre il frutto di un incontro, di una relazione interpersonale, in cui al dono di Dio, offerto da Gesù, corrisponde la fede di chi lo accoglie, come riassume la parola che Gesù spesso ripete: “La tua fede ti ha salvato”.

5. Cari fratelli e sorelle, il comandamento dell’amore, che Gesù ha lasciato ai suoi discepoli, trova una concreta realizzazione anche nella relazione con i malati. Una società è tanto più umana quanto più sa prendersi cura dei suoi membri fragili e sofferenti, e sa farlo con efficienza animata da amore fraterno. Tendiamo a questa meta e facciamo in modo che nessuno resti da solo, che nessuno si senta escluso e abbandonato.

Affido tutte le persone ammalate, gli operatori sanitari e coloro che si prodigano accanto ai sofferenti, a Maria, Madre di misericordia e Salute degli infermi. Dalla Grotta di Lourdes e dagli innumerevoli suoi santuari sparsi nel mondo, Ella sostenga la nostra fede e la nostra speranza, e ci aiuti a prenderci cura gli uni degli altri con amore fraterno. Su tutti e ciascuno imparto di cuore la mia benedizione.

Roma, San Giovanni in Laterano, 20 dicembre 2020, IV Domenica di Avvento.

Francesco

Mal di schiena: prevenzione e cura

2021-01-27
Mal di schiena: prevenzione e cura

Il mal di schiena rappresenta oggi uno dei malesseri con più incidenza sulla popolazione. Colpisce individui di qualsiasi età e le cause possono essere le più variabili.

Il mal di schiena abbraccia numerose problematiche che possono andare dall’ernia al disco alle contratture muscolari, con dolori localizzati in un’area specifica: la colonna vertebrale o rachide. Questo avviene perché la colonna vertebrale è la protagonista principale del movimento, contiene organi vitali e la sua struttura risente positivamente e negativamente delle relazioni dell’ambiente esterno.

Il tronco infatti non ha solo la funzione di mantenimento della posizione e del sostegno, è anzi una struttura dinamica e complessa, che permette ai vari sistemi funzionali come braccia, gambe, vista, udito, tatto, di raccogliere informazioni. Il tronco poi coordina l’azione degli arti permettendo dinamicamente l’equilibrio in stazione eretta o seduta e assicurando, inoltre, la caduta del baricentro entro la base di appoggio. Riconoscere il ruolo del tronco, mantenere costantemente una posizione corretta e agire attivamente in caso di mal di schiena è utile ad una corretta prevenzione.

Alterazioni comuni e trattamenti

Le alterazioni più comuni sono l’artrosi, l’osteoporosi, l’ernia a disco, le contratture muscolari, iperlordosi e ipercifosi. Per comprendere la natura del malessere è necessario capire se la patologia è legata ad un problema muscolo-scheletrico, o se invece è derivato da stress, posizioni scorrette, movimenti bruschi, dolori articolari sforzi o affaticamenti. È necessario quindi rivolgersi ad un medico che, all’evenienza, potrà ritenere opportuno approfondire la diagnosi con altri esami come per esempio la radiografia.

La ginnastica non è quindi l’unico modo per affrontare il problema del mal di schiena: esistono diversi tipi di interventi terapeutici alternativi o di supporto ad essa.

  • Farmaci: antinfiammatori di effetto immediato che però agiscono sul sintomo e non sulla causa,
  • Terapie fisiche: tutti i trattamenti che sfruttano energia meccanica, elettrica e termica per un effetto di media durata,
  • Trazioni: allungamento meccanico della muscolatura contratta,
  • Massaggi: terapie manuali che agiscono a livello superficiale sulla muscolatura contratta rilassandola,
  • Manipolazioni: terapie manuali che agiscono sulle strutture muscolari e scheletriche,
  • Cure termali: utili nel dolore cronico.

Prevenire il mal di schiena

La prima buona regola per la prevenzione del mal di schiena riguarda la postura, da tenere in maniera corretta quando si è seduti, in piedi e a riposo. In generale qualsiasi posizione tenuta a lungo risulta stancante e dannosa per la schiena quindi è consigliato cambiare posizione almeno ogni due ore.

Contro il dolore e la rigidità muscolare dovuta a contratture, è bene eseguire determinati esercizi fisici: di allungamento per i muscoli contratti e di rinforzo per i muscoli deboli, quadricipiti e addominali. Combattere la vita sedentaria con l’attività fisica e lo stretching rimane la miglior arma di prevenzione per una schiena in salute.

Il San Camillo è sulla rivista scientifica internazionale Frontiers con uno studio sulla Neuroriabilitazione

2021-01-20
Il San Camillo è sulla rivista scientifica internazionale Frontiers con uno studio sulla Neuroriabilitazione

Insieme all'erogazione delle prestazioni, prosegue anche l'intensa attività di ricerca al San Camillo, che conferma la propria presenza in campo nazionale e internazionale. L'articolo scientifico A Multidimensional Virtual Reality Neurorehabilitation Approach to Improve Functional Memory: Who Is the Ideal Candidate? a cura di Carlotta Castiglioni, Patrizia Gindri e Marco Salza insieme a Sonia di Tella, Sara Isernia, Francesca Baglio e Johanna Jonsdottir del IRCCS Fondazione Don Carlo Gnocchi ONLUS di Milano e a Cristina Gramigna, Samuela Canobbio e Franco Molteni di Villa Beretta, Centro di Riabilitazione dell'Ospedale Valduce di Como, è stato pubblicato sulla rivista internazionale Frontiers.

Frutto di un intenso lavoro di ricerca, lo studio è stato approvato da un'equipe scientifica internazionale e poi pubblicato sulla rivista leader mondiale nel campo della ricerca. L'articolo scientifico è disponibile online su Frontiers, nella sezione Neurologia

Nonostante il periodo delicato e le grandi energie impiegate nella gestione dell'emergenza, l'impegno del Presidio Sanitario con la ricerca continua. Siamo convinti che solo grazie allo lo studio e all'aggiornamento in campo scientifico e tecnologico possiamo offrire ai nostri pazienti un'assistenza sempre all'avanguardia. Perché per garantire efficienza nella cura è indispensabile un costante aggiornamento, come quelli che hanno interessato il campo della riabilitazione e della neurologia. Gli ultimi studi e i protocolli sperimentali del Presidio sulla teleriabilitazione e la neuropsicologia stanno, infatti, compiendo grandi passi in avanti.

Il San Camillo mantiene alto il proprio standard contribuendo anche alla diffusione del sapere e dell'aggiornamento grazie all'attività di formazione avanzata e universitaria, rivolta a tutti i professionisti in campo medico, non solo all'interno della struttura ma anche verso l'esterno.

 

L'articolo scientifico è disponibile qui

Martedì 15 ottobre riparte il corso “Organizzazione aziendale della continuità assistenziale”

2019-09-24
Martedì 15 ottobre riparte il corso “Organizzazione aziendale della continuità assistenziale”

Avviato il 19 febbraio, il corso “Organizzazione aziendale della continuità assistenziale” prevede cinque appuntamenti per fornire una formazione concreta, fruibile nella prassi quotidiana, e per formulare possibili suggerimenti di miglioramento organizzativo. Due gli obiettivi. Interesse nazionale: integrazione tra assistenza territoriale e ospedaliera. Formativi di processo: sviluppo delle competenze nelle attività e nelle procedure idonee a promuovere il miglioramento di qualità, efficacia, appropriatezza e sicurezza degli specifici processi di produzione delle attività sanitarie.

Dopo la pausa estiva si riprende con un doppio appuntamento. Martedì 15 ottobre, al mattino (dalle 9 alle 13), verrà affrontato il tema “Organizzazione aziendale della continuità assistenziale: presidi e ausili” mentre nel pomeriggio si approfondirà l'altro tema “Organizzazione aziendale della continuità assistenziale: Uvg e Umvd”. Entrambi i corsi si terranno nel Presidio Cottolengo: èprevisto un numero massimo di 50 partecipanti con profili sanitari e assistenti sociali. Ha priorità il personale dei NOCC e dei NDCC delle aziende e dei presidi. Il corso è gratuito


ORGANIZZAZIONE AZIENDALE DELLA CONTINUITÀ ASSISTENZIALE: PRESIDI E AUSILI

QUANDO
15 ottobre, dalle alle 13

DOVE
Presidio Cottolengo - via Cottolengo, 15 - Torino

RESPONSABILE SCIENTIFICO
dottor Paolo Bruni, Direttore sanitario Presidio San Camillo

PROGETTISTADEL CORSO
dottoressa Daniela Corsi, medico NOCC –Direzione Sanitaria Città della salute Torino

DOCENTI
dottoressa Daniela Corsi - Città della salute di Torino
dottor Piero Artuso - ASL Città di Torino
dottor Giorgio Avataneo - ASLTO 5
dottoressa Teresa Cuzzupi - ASLTO 4
dottor Antonio Lenzini - ASLTO 3

SEGRETERIA ECM E ORGANIZZATIVA
Alessia Donati

Telefono: 0118199555 -3346151681
Cellulare: 3346151681
Fax: 0118199431
Orario: lunedì-venerdì 9/13
Email: segreteria.formazione.torino@camilliani.net

QUOTA DI PARTECIPAZIONE
gratuita

NUMERO MASSIMO PARTECIPANTI
50

CREDITI
5 crediti Ecm

INFORMAZIONI E PROGRAMMA
Per informazioni e programma completo cliccare QUI

 

ORGANIZZAZIONE AZIENDALE DELLA CONTINUITÀ ASSISTENZIALE: UVG E UMVD

QUANDO
15 ottobre, dalle 14 alle 18

DOVE
Presidio Cottolengo - via Cottolengo, 15 - Torino

RESPONSABILE SCIENTIFICO
dottor Paolo Bruni, Direttore sanitario Presidio San Camillo

PROGETTISTADEL CORSO
dottoressa Daniela Corsi, medico NOCC –Direzione Sanitaria Città della salute Torino

DOCENTI
dottoressa Daniela Corsi - Città della salute di Torino

dottoressa Giuseppina Dassio - ASL Città di Torino
dottoressa Livia Florio Plà - ASLTO 5
dottor Carlo Pontillo - ASL Ciità di Torino
dottoressa Federica Rossignoli - ASLTO 3
dottoressa Fulvia Vallero - ASLTO3
dottoressa Ornella Vota - ASLTO 4


SEGRETERIA ECM E ORGANIZZATIVA
Alessia Donati

Telefono: 0118199555 -3346151681
Cellulare: 3346151681
Fax: 0118199431
Orario: lunedì-venerdì 9/13
Email: segreteria.formazione.torino@camilliani.net

QUOTA DI PARTECIPAZIONE
gratuita

NUMERO MASSIMO PARTECIPANTI
50

CREDITI
5 crediti Ecm

INFORMAZIONI E PROGRAMMA
Per informazioni e programma completo cliccare QUI


 


 

 

La formazione a 360° al San Camillo: dopo le vacanze estive è pronto un calendario ricco di appuntamenti

2019-06-03
La formazione a 360° al San Camillo: dopo le vacanze estive è pronto un calendario ricco di appuntamenti

Il Presidio Sanitario San Camillo a Torino ha preparato una proposta di formazione a 360 gradi che renderà interessante e intensa la ripresa dopo la vacanze estive. Si tratta di corsi di aggiornamento di alto profilo che, oltre a erogare crediti ECM, propongono temi di grande attualità, affrontati dal punto di vista teorico e pratico con l'aiuto di docenti altamente qualificati. Si comincia il 14 e 15 settembre con “Approfondimento al metodo Pilates in campo riabilitativo” per continuare il 4 e 5 ottobre con “Lesioni muscolari e dolore miofasciale: gestione e trattamento fisioterapico”.

Quindi doppio appuntamento con “Trattamento fisico dell'edema linfovenoso”, dal 24 al 27 ottobre e dal 12 al 15 dicembre. Si torna ad approfondire il Pilates con “Approccio riabilitativo col metodo Pilates”, dal 15 al 17 novembre, per poi passare a “Core stability”, il 23 e 24 novembre, e a “Basi di Pnl”, il 20 novembre e 1° dicembre. Infine triplo appuntamento con “Riabilitazione neuromuscoloscheletrica e sportiva dell'arto inferiore”: il 6 e 7 dicembre e, nel 2020, il 7 e 8 febbraio e il 7 e 8 marzo.

Per informazioni contattare la segreteria organizzativa segreteria.formazione.torino@camilliani.net Oppure si possono consultare QUI i moduli di iscrizione ai singoli corsi, in cui sono disponibili tutte le notizie riguardanti gli appuntamenti: le tematiche e le modalità di iscrizione.

Il corso di “Manipolazione della fascia 1°-2° livello”: approccio innovativo nel trattamento di disfunzioni e dolori

2019-09-23
Il corso di “Manipolazione della fascia 1°-2° livello”: approccio innovativo nel trattamento di disfunzioni e dolori

La Manipolazione della Fascia nasce dagli studi e dalla lunga pratica di Luigi Stecco, fisioterapista che ha elaborato un approccio innovativo nel trattamento delle disfunzioni e dei dolori a carico dell'apparato locomotore. L'elemento fasciale si presenta come il tensore e coordinatore dell'azione dei vettori muscolari nella loro azione sui tre piani dello spazio, realizzando le unità funzionali del nostro apparato locomotore: le Unità Mio Fasciali.

Il corso di “Manipolazione della fascia 1°-2° livello” vuole aiutare i fisioterapisti nel lavoro di individuazione delle zone di tessuto da trattare. L'intervento manipolativo restituisce alla Fascia la giusta elasticità e scorrevolezza, permettendo al fisioterapista e al paziente di valutare immediatamente, al termine della seduta, del proprio lavoro.

Le lezioni forniscono agli allievi le nozioni teoriche di anatomia e chinesiologia e la manualità necessaria per praticare un intervento manipolativo già alla fine della prima sessione.

 

QUANDO
24-25-26 gennaio 2020
7-8-9 febbraio 2020
15-16-17 maggio 2020
29-30-31 maggio 2020

 

DOVE
Presidio Sanitario San Camillo
strada Santa Margherita 136 - Torino

 

PROGETTISTA DEL CORSO
Marco Trucco, fisioterapista Presidio Sanitario San Camillo Torino

 

RESPONSABILE SCIENTIFICO E DOCENTE
Mirco Branchini, fisioterapista

 

SEGRETERIA SCIENTIFICA
Marco Trucco, fisioterapista Presidio Sanitario San Camillo Torino

 

SEGRETERIA ECM E ORGANIZZATIVA
Alessia Donati

Telefono: 0118199555 -3346151681
Cellulare: 3346151681
Fax: 0118199431
Orario: lunedì-venerdì 9/13
Email: segreteria.formazione.torino@camilliani.net

 

QUOTA DI PARTECIPAZIONE
costo del corso: 1.700 euro
(comprensivo dei due libri ufficiali di Manipolazione della fascia)

 

NUMERO MASSIMO PARTECIPANTI
20 con un docente, 33 con due docenti

 

CREDITI
corso accreditato Ecm

 

INFORMAZIONI E ISCRIZIONI
Per informazioni e iscrizioni cliccare QUI

 

 

"Approfondimento al metodo Pilates in campo riabilitativo": un corso per riprendere i principi riabilitativi

2019-05-27

APPROFONDIMENTO AL METODO PILATES IN CAMPO RIABILITATIVO

Approfondimento al metodo Pilates in campo riabilitativo”: è il tema del corso organizzato e ospitato dal Presidio Sanitario San Camillo a Torino sabato 14 e domenica 15 settembre, dalle 9 alle 18. L'evento nasce dopo le tre giornate dedicate ai “Principi riabiltativi del Pilates” e, per questo motivo, si auspica che i partecipanti all'approfondimento siano stati presenti a questo appuntamento. L'intento è quello di confrontarsi sulle sequenze di esercizi che erano state affrontate e sulle quelle poi realmente utilizzate. Si lavorerà quindi per la costruzione di protocolli riabilitativi per le principali patologie, in campo muscolo-scheletrico e neurologico, con una parte del corso riservata a esercitazioni pratiche.
L'obiettivo della due giorni è quello di riprendere i concetti di Pilates Clinical appresi nel corso base: i fisioterapisti saranno guidati nella valutazione e nel trattamento degli squilibri muscolari.

 

QUANDO
14 e 15 settembre, dalle 9 alle 18

 

DOVE
Presidio Sanitario San Camillo
strada Santa Margherita 136 - Torino

 

PROGETTISTA DEL CORSO
Marco Trucco, fisioterapista Presidio Sanitario San Camillo Torino

 

RESPONSABILE SCIENTIFICO E DOCENTE
Michela Alvanini, fisioterapista

 

SEGRETERIA SCIENTIFICA
Marco Trucco, fisioterapista Presidio Sanitario San Camillo Torino

 

SEGRETERIA ECM E ORGANIZZATIVA
Alessia Donati

Telefono: 0118199555 -3346151681
Cellulare: 3346151681
Fax: 0118199431
Orario: lunedì-venerdì 9/13
Email: segreteria.formazione.torino@camilliani.net

 

QUOTA DI PARTECIPAZIONE
Fisioterapisti iscritti AIFI Piemonte Valle d'Aosta: 200 euro
Fisioterapisti non iscritti: 300 euro

 

NUMERO MASSIMO PARTECIPANTI
24

 

CREDITI
23 crediti ECM

 

INFORMAZIONI E ISCRIZIONI
Per informazioni e iscrizioni cliccare QUI

Degenza

Il Presidio sanitario San Camillo, in qualità di ospedale specializzato in Recupero e rieducazione funzionale...

Day Hospital

La degenza a ciclo diurno presso il Presidio sanitario San Camillo consiste in un ricovero programmato...

Prenotazione prestazioni private

In questa sezione potete richiedere la prenotazione per una prestazione ambulatoriale privata...

Convenzioni

Il Presidio Sanitario San Camillo è convenzionato con assicurazioni, fondi e casse integrative per l'erogazione...