Come prevenire il rischio della cadute: le indicazioni del San Camillo in aiuto dei pazienti

2020-07-01
Come prevenire il rischio della cadute: le indicazioni del San Camillo in aiuto dei pazienti

La caduta è un evento accidentale e improvviso. Soprattutto inaspettato, perché sorprende il singolo nella sua quotidianità. Secondo quanto riporta il ministero della Salute nel suo piano nazionale linee guida, rappresenta la prima causa di incidente domestico, nonché la prima causa di ricovero e decesso in tale casistica. Gli anziani sono la categoria a maggior rischio caduta: ogni anno quasi un terzo delle persone di oltre 65 anni ne è vittima, con una percentuale che si innalza al 50% per gli over 80.

Per questo motivo il San Camillo ha voluto redigere un opuscolo con le norme di comportamento base nella prevenzione delle cadute. Queste sono infatti il più comune evento avverso anche negli ospedali e nelle strutture residenziali, con un rischio diverso e naturalmente presente in realtà come il Presidio Sanitario, dove i pazienti si trovano in un regime di ricovero per riabilitazione, alle prese con compiti funzionali sempre più complessi per il raggiungimento e il mantenimento della statica eretta e il recupero della deambulazione.

Oltre alle conseguenze sul piano fisico, la caduta introduce poi un forte senso di insicurezza, andando a minare le possibilità di un successo della riabilitazione. Talvolta può anche subentrare una sindrome ansiosa post caduta (post fall syndrome) in cui la persona riduce movimento e attività per timore di un nuovo incidente. Le conseguenze sono la diminuzione della forza muscolare e il peggioramento della deambulazione, con un ulteriore aumento del rischio. Ma le cadute possono essere prevenute, agendo su fattori che sono modificabili grazie all'intervento coordinato dell'équipe riabilitativa multidisciplinare. 

Nei prossimi articoli vedremo quali precauzioni prendere per diminuire il rischio di cadute in struttura ospedaliera e a casa, e quali siano gli strumenti di aiuto per i pazienti con difficoltà di deambulazione.

La Riabilitazione al San Camillo: una proposta di eccellenza grazie a un lavoro di équipe

2020-06-25
La Riabilitazione al San Camillo: una proposta di eccellenza grazie a un lavoro di équipe

Uno dei punti di forza del San Camillo è la sua funzione di ospedale specializzato in Recupero e rieducazione funzionale (RRF). In questo modo il Presidio Sanitario fornisce attività di riabilitazione intensiva rivolta a pazienti affetti da menomazioni e disabilità, acquisite e modificabili, di natura neurologica e mio-osteo-articolare. L'obiettivo è favorire e potenziare i processi di recupero dell’autonomia del paziente, compatibilmente con le menomazioni presenti, attraverso interventi valutativi, diagnostici e terapeutici personalizzati, seguendo un Progetto riabilitativo individuale (PRI).

Si tratta di un lavoro di équipe, che comprende una serie di figure e servizi individuati allo scopo di offrire un servizio completo sotto ogni punto di vista: fisiatri, geriatri, consulenza specialistica cardiologica, ortopedica, foniatrica, infermieri professionali, operatori sociosanitari, fisioterapisti, terapisti occupazionali, logopedisti, neuropsicologi, psicologi, musicoterapeuta e assistente sociale. Ognuno di loro collabora in forma interdisciplinare - con le famiglie e con le strutture sociali - per garantire continuità del Progetto riabilitativo personale, individuato e avviato durante la degenza.

Le aree operative della Riabilitazione sono: Fisioterapia, Trattamenti interventistici in riabilitazione, Disturbi dello spettro autistico, Neuropsicologia, Psicologia clinica e Terapia occupazionale. Vi possono accedere, in regime di ricovero ordinario, i pazienti provenienti da struttura ospedaliera che necessitano di un intervento riabilitativo intensivo. Possono essere seguiti anche pazienti esterni che si rivolgono al San Camillo in convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale oppure in forma privata.




 

Gli esami diagnostici al San Camillo: un servizio puntuale per i pazienti, interni ed esterni

2020-06-18
Gli esami diagnostici al San Camillo: un servizio puntuale per i pazienti, interni ed esterni

Nella prima parte dell'intervista la dottoressa Laura Grande, direttore dell'unità di Diagnostica per immagini, ci ha raccontato quali siano i servizi presenti al San Camillo. In questa seconda parte analizza chi sono i pazienti che si rivolgono al Presidio, illustrando le modalità di accesso.

Avete una tipologia di paziente identificata oppure no?
L’attività diagnostica è rivolta sia ai pazienti ricoverati presso la struttura (quindi di tipo ortopedico e neurologico) sia all’utenza ambulatoriale esterna. Pertanto il paziente ricoverato necessita di esami radiologici inerenti l’apparato muscolo-scheletrico e vascolare periferico (radiografie, densitometria ossea, ecografia, eco-color-doppler). Anche controlli radiografici del torace in caso di sintomatologia respiratoria ed esami radiografici ed ecografici per sintomatologia addominale.
Il
paziente ambulatoriale esterno effettua esami radiografici dell’apparato scheletrico, dell’apparato respiratorio, dell’addome; ecografie addominali, muscolo-scheletriche, tissutali, ghiandolari, testicolari, peniene, mammarie, transrettali, per molteplici patologie o sintomatologie specifiche o per controlli periodici nel caso di patologie croniche o neoplastiche.

Qual è il rapporto con il servizio di Riabilitazione?
Con il servizio di Riabilitazione si ha un buon rapporto di collaborazione, in quanto sovente il paziente ha necessità di fare esami Rx dello scheletro e/o di ecografie muscolari, in maniera che il fisioterapista sappia come approcciarsi col paziente e quali trattamenti può effettuare.

Un paziente esterno che percorso segue per accedere al vostro servizio?
I pazienti ambulatoriali esterni sono inviati dai medici di base o da specialisti, come primo esame diagnostico o per controlli periodici, in base alla patologia. Le prestazioni sono erogate con il Servizio Sanitario Nazionale o privatamente o tramite convenzioni con casse mutua o assicurazioni. È sempre necessaria la prescrizione medica (del proprio medico di base o di uno specialista privato o convenzionato). La prenotazione degli esami si può effettuare in loco o telefonicamente.

Quali sono i tempi di attesa?
Generalmente brevi (rispetto alla tempistica degli ospedali torinesi) e ogni paziente esegue l’esame all’orario stabilito. Inoltre moltissimi pazienti ambulatoriali esterni, essendo soddisfatti dei servizi offerti, della professionalità e accoglienza, usufruiscono in maniera costante e continuativa (anche da oltre dieci anni) del nostro servizio di Radiologia per i loro controlli periodici.

Foto: it.freepik.com

Al San Camillo riprendono i corsi di alta formazione con la possibilità di presenza per i partecipanti

Al San Camillo riprendono i corsi di alta formazione con la possibilità di presenza per i partecipanti

Anche nei giorni complicati dell'emergenza Covid-19 non si è fermata l'attività formativaper i professionisti sanitari organizzata dal Presidio Sanitario San Camillo. Quando le tematiche lo consentivano, i corsi sono stati organizzati online, per mantenere una continuità di insegnamento.

Da giugno è però possibile riprendere anche la formazione in presenza, seguendo le indicazioni del DPGR 66 della Regione Piemonte. È stato così predisposto un nuovo regolamento che permette di svolgere gli eventi tutelando la salute dei partecipanti e di tutte le persone che afferiscono al Presidio.

E a settembre si riparte con una programmazione riaggiornata per i corsi saltati durante l'emergenza e confermata per quelli già previsti in questo periodo. Si parte con Oral Motor Therapy(16-17 settembre) per proseguire con Approccio riabilitativo con il metodo Pilates(18-20 settembre) eBasi di PNL(26-27 settembre).

 

Al San Camillo ripartono i corsi di formazione avanzata: uno strumento prezioso per gli operatori

2020-06-09
Al San Camillo ripartono i corsi di formazione avanzata: uno strumento prezioso per gli operatori

Il graduale ritorno alla normalità dopo la pandemia da Covid-19 che ha colpito l'Italia significa per il San Camillo Torino riattivare i corsi di formazione avanzata, che rappresentano uno dei fiori all'occhiello del Presidio Sanitario. Come il “Corso di alta formazione in Neuropsicologia dell'età evolutiva e disturbi del neurosviluppo: dalla teoria alla pratica clinica”. Il corso è ricominciato e propone i seguenti appuntamenti.

 

Modulo terzo
Deficit dell'attenzione e disturbo oppositivo provocatorio
Martedì 16 giugno ore 18-20

lezione online con la dottoressa Chiara Davico
Descrizione e clinica del Disturbo Oppositivo Provocatorio


Modulo introduttivo

Mentalità riabilitativa
Venerdì 19 giugno ore 11-13

lezione con la dottoressa Patrizia Gindri

Modulo secondo
(conclusione)

Disturbi dello spettro dell'autismo
Venerdì19 giugno ore 14-18

lezione con il l dottor Gianni Neni Geninatti
"Approccio clinico diagnostico integrato: l'inquadramento clinico
diagnostico nell'ambiente di vita del bambino".

Modulo terzo

Deficit dell'attenzione e disturbo oppositivo provocatorio
Sabato 20 giugno ore 9-13 e 14-18

lezione con la dottoressa Raffaella Fiorella
"Strumenti e metodologia riabilitativa"

L'unità di Diagnostica per immagini: quali sono i servizi disponibili al San Camillo

2020-06-03
L'unità di Diagnostica per immagini: quali sono i servizi disponibili al San Camillo

Al San Camillo è presente anche il reparto di Diagnostica per immagini. Il direttore dell'unità è la dottoressa Laura Grande, specialista in Radiologia diagnostica che, in questa prima parte dell'intervista, ci racconta quali esami siano effettuati al Presidio Sanitario.

Quali servizi offre il San Camillo?
La radiologia del San Camillo di Torino è una unità di Diagnostica per immagini che dispone dei servizi di radiologia convenzionale, osteodensitometria e diagnostica ecografica. Le prime due utilizzano radiazioni ionizzanti (raggi X), mentre la diagnostica ecografica utilizza radiazioni non ionizzanti, ovvero gli ultrasuoni. La radiologia
convenzionale si avvale di apparecchiature digitalizzate che permettono di erogare al paziente una ridotta esposizione alle radiazioni, conservando una alta qualità delle immagini. Le immagini radiografiche sono riversate su un supporto digitale (CD-rom) e su richiesta del paziente (a pagamento) si può effettuare la stampa tradizionale su pellicola radiografica. È presente un servizio di archiviazione e memorizzazione di tutti gli esami effettuati secondo le norme vigenti e nel rispetto della privacy.

Quando si ricorre alla radiologia tradizionale?
La radiologia convenzionale è la metodica più conosciuta e utilizzata da più anni per la valutazione di tutto l’apparato scheletrico e dell’apparato cardio-polmonare, dell’addome e delle arcate dentarie. Nell’ambito dell’apparato scheletro viene effettuata anche la morfometria vertebrale, che permette di identificare le fratture vertebrali (anche asintomatiche) di grado lieve, medio e grave nel paziente affetto da osteoporosi.

Che cosa è invece l'osteodensitometria?
L’osteodensitometria viene considerata dall’Oms una tecnica radiologica precisa e affidabile per la misurazione della densità ossea e quindi del contenuto di calcio nelle ossa misurate (femore e rachide lombare). Sono utilizzate radiazioni ionizzanti a bassissima dose. È un esame importante nella diagnosi di osteoporosi e quindi nella valutazione del rischio di frattura e nel monitoraggio della risposta alla terapia specifica.

E la diagnostica ecografica?
La diagnostica ecografica è un esame che riproduce le immagini del corpo umano: è un esame indolore, non invasivo, privo di controindicazioni, che si effettua ponendo una sonda sulla cute della regione da esaminare e che in alcuni casi necessita di una preventiva preparazione intestinale (ecografia addominale). Sono effettuate tutte le indagini ecografiche riguardanti l’apparato muscolare e articolare, il tessuto sottocutaneo, gli organi addominali (fegato, vie biliari, pancreas, sistema linfatico, apparato urogenitale maschile e femminile, testicoli, pene), il sistema linfonodale, le ghiandole salivari, le ghiandole mammarie, la ghiandola tiroidea ed anche l’ecografia prostatica con approccio transrettale, avendo in dotazione anche una sonda dedicata endocavitaria. Nella diagnostica ecografica rientra l’eco-color-doppler (esame sempre non invasivo), che utilizza l’effetto Doppler per studiare in tempo reale l’apparato vascolare venoso e arterioso degli arti inferiori e superiori, dei tronchi sovra-aortici, dell’aorta, degli assi iliaco-femorali, delle arterie renali e distrettuali e la vascolarizzazione di organi e apparati.

Al San Camillo riapre il reparto di radiologia: è di nuovo possibile sottoporsi agli esami specialistici

2020-05-28
Al San Camillo riapre il reparto di radiologia: è di nuovo possibile sottoporsi agli esami specialistici

Il San Camillo Torino compie i primi passi verso un ritorno alla normalità, dopo la gestione della complicata emergenza legata alla pandemia da Covid-19. Riapre infatti il reparto di radiologia, per tornare a un'operatività a pieno regime.

È così nuovamente possibile presentarsi al Presidio Sanitario per poter usufruire degli strumenti disponibili per la diagnostica per immagini. Al San Camillo ci si può sottoporre agli esami di radiologia convenzionale, diagnostica ecografica e osteondensitometria, un servizio rivolto sia ai pazienti ricoverati e sia all'utenza ambulatoriale esterna.

Sabato 30 maggio si celebra in tutto il mondo la giornata dedicata alla sclerosi multipla

2020-05-27
Sabato 30 maggio si celebra in tutto il mondo la giornata dedicata alla sclerosi multipla

Quella iniziata il 25 maggio, e che si conclude martedì 2 giugno, è la Settimana nazionale della sclerosi multipla, che avrà il suo momento mondiale, in oltre settanta Paesi, sabato 30 con il claim “Dare visibilità alla sclerosi multipla”. Parliamo di una malattia del sistema nervoso centrale cronica e spesso progressivamente invalidante, che si manifesta sovente in maniera improvvisa. Colpisce una persona ogni tre ore, con un rapporto di due donne malate per ogni uomo. È inoltre la prima causa di disabilità nei giovani rimasti vittima di un incidente stradale.

La settimana in corso serve per avere una conoscenza diretta della malattia, soprattutto perché chi è vittima della sclerosi multipla non sia abbandonato a se stesso. È inoltre il momento privilegiato per fare il punto sulla ricerca scientifica e sui risultati che sono stati raggiunti.

Di sclerosi multipla si occupa anche il San Camillo Torino, con il suo servizio di Neurologia. È il primo passo di un lavoro di équipe per affrontare la malattia e che coinvolge anche gli specialisti che seguono i servizi di Riabilitazione e di Psicologia clinica.

La musicoterapia per il recupero delle facoltà motorie: come si lavora al San Camillo

2020-05-19
La musicoterapia per il recupero delle facoltà motorie: come si lavora al San Camillo

In questa seconda parte del suo intervento il professor Maurizio Scarpa, ci racconta come funziona il servizio di Musicoterapia all'interno del Presidio Sanitario San Camillo.

All’interno del Presidio S. Camillo di Torino il programma di musicoterapia prende il nome di P.R.C. (Percezione Ritmico Corporea) e si svolge con gruppi di dieci/dodici persone. La prima parte del training è dedicata all’apprendimento delle tecniche di respirazione legate alla produzione di suoni vocali. Questa attività accentra l’attenzione sulle varie parti del corpo in cui si diffonde la vibrazione prodotta dalla voce, a seconda del tipo di suono generato. In questo modo le persone riescono a vivere la sensazione del rilassamento profondo, come avviene nella meditazione, sviluppando contemporaneamente maggiori capacità percettive e propriocettive, fondamentali per il buon controllo del movimento.
La seconda parte è di musicoterapia attiva e, come descritto precedentemente, ogni persona suona strumenti di facile utilizzo come quelli a percussione, per esempio. Viene così stimolata l'intenzione all'utilizzo di entrambi gli arti superiori, in una giusta alternanza ritmica e, di conseguenza, motoria. Il controllo del movimento ritmico conterrà anche la dinamica e l'ampiezza. È inoltre possibile lavorare sui vari livelli attentivi, sul doppio compito e sull'esplorazione spaziale.
Infine, la terza parte, che ha come obiettivo il miglioramento della qualità del cammino, si svolge attraverso l’utilizzo di musiche registrate e proposte a diverse velocità. Consiste nell’esecuzione dinamica del movimento e della deambulazione, partendo da un impulso ritmico musicale per consentire un processo di interiorizzazione autonoma del ritmo. Sulle musiche proposte si svolgono diverse attività, al fine di sperimentare il movimento e la percezione del ritmo anche in assenza di musica, i cambi di direzione, i passaggi complessi ola corretta ripresa del cammino dopo una sosta.
Ciò che è stato descritto si basa su principi scientifici e ormai comprovati ma, in aggiunta, è fondamentale un pensiero che rivolge l’attenzione alla persona, al di là della “patologia”. Si parla quindi di relazione, emozione, socializzazione, riprogrammazione, ascolto reciproco… Si parla senza dubbio di “qualità di vita”. La musicoterapia contiene tutto questo e molto altro, perché, come detto, l’uomo è “musica”.

QUI il link alla prima parte dell'intervento

Giornata mondiale dell'infermiere: il tributo a chi ogni giorno è in prima linea

2020-05-12
Giornata mondiale dell'infermiere: il tributo a chi ogni giorno è in prima linea

Il ruolo del personale medico è emerso in maniera drammatica in questo 2020, segnato dalla pandemia da Covid-19. In prima linea ci sono state (e ci sono) tutte quelle persone che fanno della cura del malato lo scopo della propria esistenza, a cominciare da medici e infermieri, sempre pronti a rispondere a un problema sanitario.

Martedì 12 maggio si celebra la Giornata mondiale dell'infermiere, una ricorrenza resa ancora più significativa dalla ricorrenza per i duecento anni dalla nascita di Florence Nightingale, considerata la madre dell'infermieristica moderna in un 2020 che l'Organizzazione mondiale della sanità ha reso ancora più particolare, proclamandolo l'anno dell'infermiere.

Sono ricorrenze cui il San Camillo contribuisce con l'agire concreto di tutte quelle persone che si sono alternate (e si alternano) negli ospedali nati dal carisma del santo. Come accade quotidianamente nel nostro Presidio Sanitario, che non è mai venuto meno al motto “Più cuore in quelle mani”, slogan che indica un modo di vivere il lavoro di infermiere al di là dell'aspetto professionale, con la consapevolezza di avere di fronte a sé non soltanto un malato, ma una persona nella sua interezza e che, come tale, richiede di essere assistita sotto ogni punto di vista.

Un'attitudine che, ogni giorno, si rifà a quanto chiese san Camillo de Lellis ai primi confratelli con cui stava costruendo l'opera dedicata a chi soffriva: “Curare il malato come la madre cura un figlio”. Come fanno ogni giorno i nostri infermieri.

Il 5 maggio è la Giornata mondiale per il lavaggio delle mani: un gesto semplice ma decisivo

2020-05-05
Il 5 maggio è la Giornata mondiale per il lavaggio delle mani: un gesto semplice ma decisivo

Lavarsi le mani è un gesto che troppe volte è stato preso in scarsa considerazione. Invece si tratta di un atto importantissimo per evitare la trasmissione dei microrganismi all'origine di molte malattie e messo drammaticamente al centro nei giorni della pandemia da Covid-19. Pulirsi con attenzione le mani significa infatti ridurre le possibilità di trasmissione del virus, limitando i rischi di una co-infezione.

Per questo motivo, dal 2005, il 5 maggio è diventata la Giornata mondiale per il lavaggio delle mani. Lo ha voluto l'Organizzazione mondiale della sanità per focalizzare l'attenzione su una modalità semplice, ma fondamentale, per la cura dell'igiene e su un mezzo a nostra disposizione per evitare la diffusione di contagi in ogni ambito: famiglia, luogo di lavoro, strutture assistenziali, ambiti ospedalieri.

Per il 5 maggio 2020 lo slogan scelto è legato alla drammatica situazione di questi giorni in tutto il mondo: “Proteggi la vita. Lavati le mani”. Un messaggio che, come accaduto in passato, il San Camillo fa nuovamente suo.

 

QUI le indicazioni del ministro della Salute su come lavare correttamente le mani

Il Pilates clinico per eliminare il dolore e ritrovare nuove energie, insieme al senso di benessere

2020-04-28
Il Pilates clinico per eliminare il dolore e ritrovare nuove energie, insieme al senso di benessere

La riabilitazione al San Camillo prevede un percorso completo per i pazienti ospitati o per quelli che si rivolgono da esterni alla struttura. C'è un aspetto legato alla fisioterapia, costituito da tragitti personali in cui si viene trattati da un professionista di riferimento per il numero di sedute indicate. E c'è un aspetto legato al Pilates clinico, che integra il lavoro fatto con i fisioterapisti nelle palestre che si trovano al primo piano sottoterra del Presidio Sanitario.
Il Pilates clinico è una metodica riabilitativa costituita da esercizi volti a incrementare la flessibilità e la forza della muscolatura della zona centrale del corpo. Combina respirazione profonda, coordinata al movimento, con allungamento e rafforzamento dei muscoli, senza stress su articolazioni e legamenti. Sono molti gli effetti benefici, a cominciare dalla diminuzione del dolore. Vengono migliorate le funzioni biomeccaniche, viene corretta la postura, si recupera una maggiore energia, mentre aumenta il senso di benessere.
I corsi, che si svolgono in regime privato, sono indicati per pazienti con problematiche ortopediche e neurologiche in fase sub-acuta o cronica, idonei a svolgere esercizi con tutti i distretti corporei. Sono aperti a un massimo di sei persone, con moduli di dodici sedute, e sono diretti dai fisioterapisti del San Camillo. Non occorre un abbigliamento specifico, ai partecipanti viene solo chiesto di portare un asciugamano da stendere sui tappetini che vengono adoperati. È necessaria una visita medica fisiatrica di idoneità.

 

Sospesi a marzo i corsi di formazione avanzata San Camillo: come verranno calendarizzati

2020-03-25
Sospesi a marzo i corsi di formazione avanzata San Camillo: come verranno calendarizzati

La pandemia Covid-19 ha rivoluzionato la vita del Presidio Sanitario San Camillo, con una severa revisione dei criteri di ingresso alla struttura. Una situazione che ha inevitabilmente condotto anche alla sospensione dei corsi di formazione avanzata, uno degli strumenti più preziosi e importanti a disposizione dell'ospedale per l'aggiornamento dei suo dipendenti e di chi si iscrive dall'esterno.

Non è stato così possibile effettuare quello dedicato all'“Acceptance e commitment therapy in contesto clinico sanitario”, in programma il 14 e 15 marzo. È saltata anche la prima lezione del “Corso di alta formazione in Neuropsicologia dell'età evolutiva e disturbi del neurosviluppo: dalla teoria alla pratica clinica”, in calendario il 27 e 28 marzo.

La lezione della professoressa Patrizia Gindri verrà recuperata nella mattinata di venerdì 17 aprile, mentre quelle del professor Cesare Cornoldi e della professoressa Simona Moschini saranno fissate in data da destinarsi.

Rinviato al 15 maggio l'inizio del corso di "Alta formazione in neuropsicologia dell'età evolutiva"

2020-04-15
Rinviato al 15 maggio l'inizio del corso di

Il prolungarsi dell'emergenza provocato dalla pandemia Covid-19 obbliga il San Camillo Torino a riformulare l'offerta della propria formazione avanzata. Tra i corsi che avrebbero dovuto attivarsi nel 2020 c'era quello dedicato all'“Alta formazione in neuropsicologia dell'età evolutiva e disturbi del neurosviluppo: dalla teoria alla pratica clinica”, finalizzato alla presa in carica integrata di un minore.

L'impossibilità di sostenere lezioni pubbliche ha costretto la segreteria organizzativa ad annullare gli appuntamenti del 27-28 marzo e del 17-18 aprile, compreso l'incontro appositamente ricalendarizzato per venerdì 17 aprile con la dottoressa Patrizia Gindri, responsabile del servizio di Psicologia al Presidio Sanitario. L'inizio del corso è così spostato a venerdì 15 e sabato 16 maggio, mentre le lezioni saltate verranno comunque garantite in un secondo tempo.

In questa pagina è contenuta ogni informazione in proposito.

"La distanza non divide, la musica unisce": un video con i cori degli afasici di Fossano e di Torino

2020-04-22

La distanza non divide, la musica unisce”: è questo lo slogan con cui è nato il video che vede protagonisti i cori degli afasici di ALIce Cuneo-Fossano e di "La voce dell'afasia" di Torino. Un canto a distanza, ognuno da casa propria, sulle note di Mbele Mama. “È fatto da persone che hanno vissuto per anni in isolamento - sottolinea Maurizio Scarpa, fondatore dell'associazione Musica e cura e responsabile del servizio di Musicoterapia al San Camillo -. Con il canto hanno ritrovato la socialità e il video conferma ancora una volta di più che la musica unisce”.

Il Presidio Sanitario da anni promuove la musicoterapia come strumento per la riabilitazione di persone che hanno perso l'uso della voce a causa di un trauma. In quest'ottica lo scorso autunno è stato lanciato il progetto di creare un coro di afasici, progetto che ha trovato la risposta entusiasta dei malati. A dicembre c'era stata la prima presentazione al pubblico, con una canzone durante il concerto di Natale del San Camillo.

A maggio avrebbe dovuto svolgersi il primo concerto ufficiale, ma la pandemia Covid-19 lo ha per ora sospeso. Il video lo sostituisce, per regalare un momento di serenità in questo momento così difficile.

 

Guarda il Video:

La pandemia Covid-19 ha coinvolto anche il San Camillo: come potete aiutare concretamente la struttura

2020-04-08
La pandemia Covid-19 ha coinvolto anche il San Camillo: come potete aiutare concretamente la struttura

La pandemia Covid-19 ha inevitabilmente coinvolto anche il San Camillo. L'emergenza mette a dura prova tutti coloro che fanno parte del Presidio Sanitario: i malati, che affrontano un serio pericolo che si aggiunge alle problematiche già in atto; il personale medico e sanitario, che combatte con ogni forza una emergenza mai vista in Italia; il personale non sanitario, chiamato a gestire con ulteriore professionalità una situazione dai mille imprevisti.

In questa situazione il San Camillo chiede di non essere lasciato solo. Si può dare un aiuto concreto procurando materiale come mascherine chirurgiche, mascherine ffp2, mascherine fffp3, camici tnt, camici impermeabili, sovrascarpe, cuffie per la protezione dei capelli e sovraocchiali di protezione (il riferimento è Pina Nunnari, farmacia Presidio San Camillo. Tel. 0118199553 - farmacia@h-sancamillo.to.it) ed è possibile effettuare una donazione seguendo le indicazioni contenute in questa pagina. Molte persone si sono già mosse per dare una mano e le ringraziamo di cuore.

 

Il 2 aprile è la Giornata mondiale della Consapevolezza sull'autismo: il contributo del San Camillo

2020-04-01
Il 2 aprile è la Giornata mondiale della Consapevolezza sull'autismo: il contributo del San Camillo

Giovedì 2 aprile si celebra la Giornata mondiale della Consapevolezza sull'autismo, un appuntamento che cade in un momento estremamente delicato a causa del Covid-19. La pandemia ha sconvolto la vita delle persone, ancor più quella delle famiglie con un figlio autistico. Diventa difficile per questi ragazzi comprendere perché la loro routine sia stata stravolta, con l'obbligo di restare in casa a causa della diffusione del contagio e con un isolamento che aumenta ancor più.

Il Presidio Sanitario San Camillo è un punto di riferimento a Torino per chi soffre di disturbi dello spettro autistico. Ha provato a esserlo anche in questi giorni, in cui il servizio non può essere erogato come in precedenza. Per questo motivo l'équipe Vega ha voluto scrivere un messaggio di vicinanza ai ragazzi che segue e alle loro famiglie, realizzando due video di storie sociali al tempo del Coronavirus per aiutare i piccoli pazienti a comprendere al meglio la situazione che stanno vivendo.

Il servizio di Musicoterapia al San Camillo: una presenza importante nel lavoro di riabilitazione

2020-03-11
Il servizio di Musicoterapia al San Camillo: una presenza importante nel lavoro di riabilitazione

In questo primo articolo il professor Maurizio Scarpa, responsabile del servizio di Musicoterapia, ci spiega come la musica possa essere utile per il recupero di chi è colpito da afasia oppure dalla malattia di Parkinson.

All’interno del Presidio Sanitario San Camillo di Torino il servizio di Musicoterapia esiste da vent’anni. In questo lasso di tempo è stato possibile lavorare sul continuo perfezionamento delle metodologie riabilitative, in forma di cooperazione con gli altri servizi. Una “musica” ad ampio raggio. Dai trattamenti individuali per persone con danni neurologici importanti, gruppi di riabilitazione musicoterapica, e poi ancora concerti di musica dal vivo per pazienti e parenti durante tutto l’anno. Nell’ambito riabilitativo sono stati elaborati due modelli specifici di intervento: uno dedicato alle persone che hanno sviluppato un'afasia a seguito di un danno cerebrale e l’altro a chi soffre della malattia di Parkinson. Si tratta di metodologie che utilizzano la musica e, soprattutto, il ritmo per concorrere a ripristinare le capacità perse.

Per quanto riguarda l'afasia il protocollo applicato prende origine dalla MIT (Melodic intonationtherapy), modello musicoterapico standardizzato risalente agli anni Novanta. Successivamente sono state date dagli autori indicazioni di specifiche modifiche in relazione alle caratteristiche personali e patologiche del paziente. Questo nuovo modello prende il nome di MMIT (Modified intonationtherapy). Le reti neurali che sottendono lelaborazione linguistica sono molteplici. Sebbene la maggior parte dei compiti verbali sia lateralizzata nellemisfero sinistro, alcuni aspetti - come lelaborazione della prosodia (intonazione verbale) - prevedono la compartecipazione di aree cerebrali lateralizzate a destra.

Tali reti sono anche implicate nella decodifica dello stimolo musicale inerenti al profilo melodico. Il paziente afasico, con danno selettivo nellemisfero sinistro, mantiene preservate le capacità prosodiche grazie al supporto dellemisfero non compromesso. Attraverso la stimolazione dellemissione verbale accompagnata da unaccentuazione della prosodia (fino ad arrivare allintonazione e quindi al canto), il terapista può facilitare la connessione tra lintenzione comunicativa, i suoi significati e larticolazione bucco-facciale, indispensabile per la produzione verbale.

Non è quindi la parola a indurre il movimento atto alla sua produzione, ma il significato evocato dalla sua intonazione legato anche alla memoria uditiva, preservata nel paziente. Il movimento bucco-facciale viene indotto da suono e significato, per poi arrivare al suo collegamento con il lessico vero e proprio inaccessibile ma non dimenticato. Il paziente entra in contatto con se stesso e impara a percepire al meglio il proprio corpo e le proprie emozioni al fine di ottenere un maggior controllo emotivo, corporeo ed espressivo.

La stessa cosa avviene nel trattamento per persone con malattia di Parkinson, ma ovviamente indirizzata alle sue specificità. Sappiamo che chi soffre di questa malattia perde parte delle capacità di controllo del movimento e del cammino: disordinato, non a tempo, e che in tanti casi si blocca lasciando la persona incapace di riprendere un passo regolare. La musica offre in questo caso un valido aiuto. Basti pensare a quando, ascoltando un brano, senza pensarci cominciamo a battere un piede a tempo, quindi con regolarità. È un’azione praticamente inconscia che si interrompe automaticamente con il cessare della musica o con una nostra distrazione.

"Questa insolita Quaresima è diventata un tempo in cui dobbiamo aprirci al dono della vita

2020-03-18

La Quaresima è il momento più importante dell'anno nella vita della Chiesa. In questo 2020 è diventato ancora più significativo per il diffondersi della pandemia del coronavirus, che mette alla prova nel corpo le persone come accaduto a Cristo durante i giorni di Pasqua. Padre Nicola Docimo, uno dei componenti della comunità camilliana all'interno del Presidio Sanitario, ha scritto questa riflessione.

La Quaresima tradizionalmente è il tempo in cui tutta la Chiesa si prepara annualmente a vivere il mistero della Pasqua, fulcro della nostra fede. In questi quaranta giorni di attesa ogni battezzato è invitato a vivere un cammino di conversione e di revisione della propria vita; quaranta giorni da vivere intensamente tra digiuni, austerità e preghiera intensa.

Questo 2020 sarà però un anno in cui nulla resterà più lo stesso, un anno in cui anche la Quaresima ha assunto un sapore tutto particolare. Le rinunce, le privazioni e le riflessioni su di sé e sul senso della vita si stanno confrontando con un qualcosa di più grande di noi e d’imprevisto, con un qualcosa d’inimmaginabile fino a qualche settimana fa. L’epidemia del coronavirus che il mondo sta affrontando ci ha messo davanti alle nostre fragilità e al senso d’impotenza. La quarantena forzata cui siamo chiamati ci porta irrimediabilmente a riflettere su noi stessi e su tutte quelle cose fino a oggi date per scontate e che invece scopriamo che non lo sono per niente: il valore degli affetti, le relazioni spesso vissute con superficialità e che ci accorgiamo essere essenziali, la fragilità della condizione umana, il non essere onnipotenti, la bellezza di riscoprire la gioia della prossimità alle persone care, lo spaesamento dell’isolamento e della solitudine, la forza della speranza, il sostegno della preghiera, il calore di un abbraccio, la consolazione di una pacca sulle spalle...

Tutti i disagi che questo virus ci sta facendo vivere, anche se non vogliamo, ci mettono di fronte al mondo della malattia, del dolore e della morte. Tutti abbiamo preso coscienza di essere vulnerabili, tutti stiamo soffrendo, tutti ci percepiamo malati, anche senza esserlo fisicamente. Questo tempo di quarantena ci sta provando nel corpo e nello spirito ma, come sempre nella vita, anche i momenti difficili possono diventare un’opportunità di crescita. Tra le tante domande, dunque, una ci stimola particolarmente: questo tempo può diventare anche tempo di Grazia? A mio parere può esserlo se ci rendiamo consapevoli che tutto ciò che conta sono quelle cose essenziali che diventano sufficienti per vivere, e forse vivere anche meglio: l’importanza degli affetti, il valore della preghiera, la banalità del superfluo, il ritrovare un’unità smarrita o forse mai avuta, l’imprescindibile necessità del sostegno reciproco.

Questa insolita Quaresima ci sta facendo toccare con mano quanto tempo superficiale abbiamo vissuto fino a ora. Questa insolita Quaresima ci sta sbattendo in faccia tutti i limiti dell’uomo e di un mondo fragile. Questa insolita Quaresima ci sta insegnando a considerare la nostra piccolezza davanti a situazioni ed eventi che ci superano. 

Ma questa insolita Quaresima dovrebbe anche farci comprendere quanto sia necessario aprirci al dono della vita, che non ci è dovuto e che non è scontato. Questa insolita Quaresima dovrebbe anche aiutarci a capire che solo affidandoci alla grandezza del Signore il nostro sperare non è vano. Questa insolita Quaresima dovrebbe anche stimolarci a non cadere nella tentazione di preoccuparci solo del corpo da guarire senza pensare all’anima da salvare. Questa insolita Quaresima dovrebbe anche dirci che solo Dio può cambiare le sorti della storia.

Sì, noi speriamo in Dio e crediamo che andrà tutto bene... ma niente sarà più come prima, nemmeno la Quaresima.

 

Padre Nicola Docimo (M.I.)

La malattia di Parkinson: una problematica affrontata al San Camillo con un lavoro di équipe

2020-03-04
La malattia di Parkinson: una problematica affrontata al San Camillo con un lavoro di équipe

Il dottor Piero Bottino segue al Presidio Sanitario i progetti legati alla malattia di Parkinson. Ci racconta di che cosa si tratti e come debba venire affrontata.

Che cosa intendiamo per malattia di Parkinson?
La malattia di Parkinson è la seconda più frequente patologia neurodegenerativa dopo la malattia di Alzheimer. Il termine “neurodegenerativa” indica una condizione progressiva di danno neuronale che aumenta nel tempo. In questa patologia il danno si manifesta in una particolare zona del cervello, detta “sostanza nera”, dove è prodotta una sostanza, la “dopamina”, un neurotrasmettitore che permette il controllo dei movimenti e di altre importanti funzioni del corpo. Nelle persone con malattia di Parkinson la produzione della dopamina progressivamente diminuisce, all’aumentare della degenerazione dei neuroni.

In che modo si manifesta?
I sintomi caratteristici della malattia sono legati a una diminuzione delle capacità motorie, quali la rigidità, il tremore a riposo (forse il sintomo più noto), la bradicinesia (movimento lento). Sono presenti in modo variabile nei pazienti: alcuni, infatti, possono non manifestare il tremore ma essere particolarmente rigidi, altri possono tremare in modo marcato ma non avere rigidità e così via, in molteplici varianti sintomatologiche. Altri sintomi si associano ai più comuni, tra cui i disturbi dell’equilibrio, l’alterazione della postura che porta all’atteggiamento camptocormico (cioè con ginocchia flesse, busto e spalle in avanti, passi strisciati), la festinazione, che consiste in una difficoltà a mantenere il ritmo della camminata, che accelera fino alla caduta, se non contenuta. Proprio le cadute sono un grave e frequente problema. La persona con Parkinson perde facilmente l’equilibrio, non è abbastanza pronta ad adattare la propria postura e non riesce a proteggersi dalla caduta, che spesso causa danni ossei anche importanti. Durante il cammino si possono verificare blocchi improvvisi o difficoltà a superare spazi stretti (porte, strettoie), con un tipico atteggiamento di “congelamento” (freezing). In tali momenti il baricentro avanza ma i piedi rimangono incollati a terra, esponendo il soggetto a un elevato rischio di caduta. La postura può essere alterata anche da una flessione del tronco verso un lato (Sindrome di Pisa).

Ci sono sintomi slegati dalle capacità motorie?
Altri sintomi frequenti sono l’alterazione della voce, che diventa poco intellegibile, la disfagia, cioè la difficoltà a deglutire, la scialorrea, una anomala e abbondante presenza di saliva nel cavo orale. 
Sono inoltre presenti sintomi non motori come i disturbi del sonno, l’alterazione dell’olfatto o la depressione (che possono precedere anche di anni l’insorgenza della malattia). Influiscono sulla qualità di vita la stipsi, pressoché sempre presente, l’incontinenza urinaria, le disfunzioni sessuali. Viene alterato anche il controllo della pressione arteriosa. Soprattutto negli stadi più avanzati si possono manifestare disturbi cognitivi, con deficit di attenzione, di memoria, delle funzioni esecutive. Si perde, ad esempio, la capacità di svolgere più compiti contemporaneamente. I sintomi progrediscono nel tempo, tuttavia possono essere ben controllati dalla terapia con farmaci specifici. Dopo alcuni anni i trattamenti farmacologici richiedono aggiustamenti e aumento dei dosaggi. Si manifestano altri sintomi, sempre più invalidanti, e si riducono le autonomie personali.

Quali sono i soggetti più a rischio? C’è differenza di percentuale tra uomini e donne?
Sono state effettuate e sono in corso molte ricerche per determinare la causa della malattia di Parkinson. Tuttavia tale causa per non è nota e non sono conosciuti sicuri fattori di rischio. Alcuni farmaci possono causare sintomi simili alla malattia. L’esposizione ad alcune sostanze o a ripetuti traumi cranici (nello sport) sono stati studiati ma un chiaro legame non è sicuro. Certamente la prevalenza della malattia aumenta con l’età, in particolare dopo i 60 anni, ma sono presenti molte forme giovanili (dai 20 in poi). La distribuzione tra uomini e donne è sostanzialmente la stessa.

C’è qualche modo per prevenirlo?
La riabilitazione per la malattia di Parkinson prevede un approccio “multidisciplinare”, proprio per le molteplici difficoltà che emergono con il passare del tempo. La multidisciplinarietà, ormai riconosciuta come necessaria anche nella letteratura internazionale, prevede la contemporanea attuazione di strategie riabilitative diverse ma che si integrano tra loro. La fisioterapia permette di migliorare la postura, il cammino, la resistenza agli sforzi, la strategia per ridurre gli effetti del freezing e dei blocchi motori. A essa si associa la terapia occupazionale, attività riabilitativa mirata al rinforzo e al recupero delle autonomie quotidiane, oppure allo studio e alla messa in atto di strategie di compenso, quando alcune attività non sono più recuperabili nella loro pienezza. Queste attività, più motorie, non possono prescindere dall’analisi e dalla valutazione del quadro cognitivo, che influisce proprio sulle capacità di effettuare programmi motori, compiti specifici e in serie.

Quanto conta l'aspetto psicologico?
La componente psicologica influisce notevolmente sulle prestazioni. Molte persone sperimentano una maggiore difficoltà a muoversi e a compiere gli atti della vita quotidiana proprio nei momenti di maggiore stress e tensione, ad esempio quando ci si sente osservati da estranei. La psicologia, utilizzando tecniche di rilassamento, colloqui e mindfulness, cerca di alleviare queste fatiche. La logopedia permette di migliorare la deglutizione e la produzione del linguaggio, attraverso tecniche e strategie di sicurezza nella assunzione dei cibi e il rinforzo delle capacità di fonazione. La musicoterapia utilizza i suoni, le vibrazioni, il canto per ritrovare il ritmo del movimento e alleviare tensioni e paure. Il supporto degli infermieri e degli operatori sanitari è essenziale per gestire difficoltà nella gestione del quotidiano, delle terapie, della alimentazione e degli spostamenti.

Quali sono i metodi per la riabilitazione e per la cura dal Parkinson?
La riabilitazione è una attività sanitaria, svolta in contesto ospedaliero o ambulatoriale, che necessita di operatori specializzati ed è compresa nel mondo delle cure. È molto importante ricordare che il movimento, l’esercizio fisico e mentale, il coinvolgimento in attività ludiche sono essenziali per mantenere una buona mobilità e attività. È quindi importante partecipare a iniziative specifiche, non solo in ambito sanitario. La danza, il thai chi, il tango, la camminata sportiva e altre attività sono sempre più apprezzate per la loro efficacia.

Al San Camillo, com’è organizzata la struttura per la cura del Parkinson?
I trattamenti riabilitativi specifici per le persone con malattia di Parkinson sono effettuati tramite il ricovero in Day Hospital (ospedale di giorno). A seconda delle possibilità e delle esigenze dei pazienti, è possibile accedervi per due, tre o cinque giorni alla settimana, per cicli di ricovero della durata di quattro, cinque o tre settimane. Il programma è stabilito dal medico che prende in carico il paziente. L’accesso al DH deve sempre essere preceduto da una visita fisiatrica, durante la quale viene compilato il Progetto Riabilitativo Individuale, che costituisce il cardine della futura riabilitazione. È importante ricordare che la malattia di Parkinson spesso rende necessaria una sempre più importante assistenza da parte dei caregiver, spesso coniugi o familiari. A essi vanno riservati spazi di aiuto e ascolto. In terapia occupazionale si insegna loro la corretta gestione delle attività quotidiane: si cerca poi, quando possibile, di alleviare le ansie e le stanchezze che inevitabilmente insorgono con il passare del tempo. La logopedia coinvolge i parenti nella gestione della alimentazione in sicurezza. La neuropsicologia illustra e insegna a gestire le difficoltà cognitive, spesso difficili da capire e accettare. Gli infermieri svolgo un compito importante nell’assistere, consigliare, ascoltare chi si prende cura dei pazienti. I fisioterapisti mostrano ai caregiver le tecniche di mobilizzazione, di cammino, di trasferimento nella massima sicurezza e con la minor fatica possibile.

 

 

 

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Il servizio è rivolto a pazienti affetti da menomazioni e disabilità di natura neurologica e mio-osteo-articolare. Vi possono accedere anche persone esterne in convenzione con il SSN o in forma privata

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