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Come capire se si hanno problemi di memoria?
A tutti capita di dimenticare qualcosa: il portafoglio prima di uscire di casa, il nome di una persona conosciuta, un appuntamento o una parola durante una conversazione. Sono cose che accadono normalmente nella vita quotidiana, ma che diventano oggetto di attenzione quando aumenta la frequenza con cui accadono.
Attenzione ai campanelli d'allarme per i problemi di memoria
Se durante una conversazione si perde più volte il filo del discorso, non si rintracciano più le parole precise per esprimere un concetto, oppure si ripetono le stesse domande, allora diventa opportuno effettuare un approfondimento diagnostico. Ci sono altre situazioni a cui prestare attenzione, come lo smarrimento continuo di oggetti in casa, tanto da dover individuare dei luoghi fissi per riporli e poterli ritrovare o episodi di disorientamento spaziale in strade e luoghi conosciuti.
Nel caso di patologie degenerative, spesso sono i familiari o le persone vicine a notare i primi segnali di un calo della memoria, notando un cambiamento rispetto al passato. Lo psicologo, attraverso una valutazione cognitiva, sarà in grado di distinguere se si tratta di un declino fisiologico associato all’età oppure l'insorgere di un decadimento cognitivo.
Il dottor Villare è stato ospite in Senato per raccontare la genesi e gli sviluppi del servizio VEGA, il Day hospital dedicato ai Disturbi dello Spettro Autistico del Presidio.
Grazie al Rotary è stato possibile l’acquisto delle innovative apparecchiature di stimolazione transcranica: oggi la consegna ufficiale.
Un momento di presenza concreta, fatto di parole semplici e ascolto nelle aree di degenza della struttura.