Quando la corsa in montagna diventa un alleato della riabilitazione

2026-07-08
Quando la corsa in montagna diventa un alleato della riabilitazione

Circa un anno e mezzo fa, Tiziana Bodda, infermiera in forza al San Camillo, ha dovuto affrontare un'importante contrattura dello sternocleidomastoideo: un problema che ha coinvolto la muscolatura della schiena e del torace, causando anche intorpidimento e perdita di sensibilità degli arti superiori.

Il percorso di recupero si è articolato in sedute di ultrasuonoterapia e fisioterapia posturale. È stato proprio il fisioterapista a suggerirle di intraprendere un’attività fisica capace di allentare stress e tensioni muscolari: da lì è nato l’incontro con il trail running, la corsa in montagna su sentieri naturali e dislivelli impegnativi.

La rinascita sportiva e i successi agonistici

Quella che era iniziata come una terapia si è trasformata rapidamente in una serie di successi agonistici straordinari:

  • Lessinia Legend Run (10 km, 490 d+): al debutto assoluto, nonostante un infortunio subìto poco dopo la partenza, Tiziana conquista il 9° posto su 46 nella classifica femminile con il tempo di 1:14:02.
  • Toma Trail di Condove (16 km, 950 d+): l'11 ottobre 2025 arriva il traguardo più prestigioso, con il 1° posto nella classifica di categoria 18-39 anni (tempo 1:57:12).
  • Valmaremola Trail (16 km, 700 d+): l'8 febbraio 2026 ottiene il 12° posto nella classifica femminile in 1:41:09.
  • Trail delle Rocche del Roero (20 km, 650 d+): il 25 aprile 2026 si posiziona al 10° posto della classifica femminile fermando il cronometro a 2:06:00.

Proprio per legare questa sua passione alla sua storia di rinascita, durante le competizioni Tiziana indossa una maglietta tecnica speciale da lei disegnata, caratterizzata dai colori del San Camillo e dal logo ben visibile sul davanti, sulla spalla e sulla manica. Sul fronte spicca la scritta "Follow your path" (“Segui il tuo percorso”), un motto che esprime una profonda metafora: lo sport come specchio della terapia. La riabilitazione è infatti proprio come una corsa in montagna, dove si cade, ci si rialza e si affrontano le salite, ma con la giusta costanza si arriva sempre al traguardo.

A questo proposito, Tiziana racconta: "È stato ed è per me motivo di orgoglio portare il nome del San Camillo lungo questi percorsi, testimoniando con la mia storia personale e professionale il valore del lavoro che ogni giorno svolgiamo all'interno della struttura.”

Il valore umano, professionale e sociale di questa iniziativa è stato riconosciuto anche dalla Direzione del Presidio, che ha scelto di sostenere attivamente il progetto. La storia di Tiziana rappresenta infatti un modo concreto per raccontare il lavoro svolto quotidianamente dai professionisti della struttura, promuovendo un’immagine dinamica della riabilitazione, vicina alle persone e orientata al benessere.

 

 

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