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Come si identifica un linfedema?
La diagnosi di linfedema è essenzialmente clinica: il medico linfologo specialista farà un’anamnesi, un esame obiettivo e poi un’eventuale diagnosi di linfedema.
Quali sono gli esami che possono essere prescritti a supporto della diagnosi?
- Se si tratta di linfedema primario, in quanto malattia ereditaria, si svolgono esami genetici.
- Se si tratta di linfedema secondario (generalmente dovuto a interventi di chirurgia, molto spesso di tipo oncologico), vengono effettuate TAC e risonanze magnetiche per individuare la sede del tumore primitivo, e un’eventuale costrizione estrinseca del sistema linfatico.
Infine, si può valutare la possibilità dell’ecodoppler (un esame strumentale di semplice esecuzione e non invasivo che si basa sul principio dell’ecografia) o la linfoscintigrafia (esame diagnostico non invasivo utile per lo studio del sistema linfatico e per la visualizzazione dei linfonodi), nel caso il medico sospettasse dei danni terziari dovuti al linfedema.
Cambio al vertice al Presidio dopo che il direttore generale, Marco Salza, ha concluso il proprio incarico per pensionamento.
La sua prevalenza aumenta con l'età e si stima che in Italia tra il 2% e il 15% della popolazione ne sia affetto.
Le origini del linfedema possono essere diverse.