Il servizio di Neurologia al San Camillo: un lavoro di équipe che ha come scopo il bene del paziente

2019-10-09
Il servizio di Neurologia al San Camillo: un lavoro di équipe che ha come scopo il bene del paziente

Dottoressa Elisabetta Bo, a cosa facciamo riferimento quando parliamo di neurologia?
La neurologia è una specialità medica che si occupa delle malattie del sistema nervoso sia centrale sia periferico. E quindi coinvolge tutta una serie di sintomi collegati a queste patologie: disturbi del cammino e dell’andatura in generale, mal di testa, vertigini, debolezza di un arto, di metà parte del corpo, paresi muscolare, riduzione della sensibilità o sensazioni anomale tipo bruciori, formicolii, in assenza di particolari motivi, discoordinazione motoria, disequilibrio, crisi epilettiche, rallentamento motorio, difficoltà nei movimenti fini e della scrittura, nevralgie.  

Quindi è in presenza di queste situazioni che un paziente deve rivolgersi a un neurologo?
Assolutamente sì. Ma siccome, prima degli anni Settanta, psichiatria e neurologia erano unite in un’unica specialità neuropsichiatria, molti pazienti si rivolgono anche per problemi psichiatrici, quindi depressione, ansia, sintomi psicotici. In realtà tutto questo sarebbe di pertinenza della psichiatria, ma al neurologo afferiscono anche pazienti con ansia e depressione modesta, un po’ per tradizione e un po’ per i timori di andare dallo psichiatra. Non è peraltro esclusivamente che questi disturbi in effetti possano anche essere la prima manifestazione di un problema neurologico organico. 

Come opera la neurologia al Presidio Sanitario San Camillo di Torino?
Mi occupo delle visite neurologiche convenzionate esterne, come uno specialista ambulatoriale, e poi facciamo le visite neurologiche interne, nei vari reparti e anche in day hospital, in particolare nel day hospital dedicato al morbo di Parkinson. Inoltre, lavorando anche come fisiatra nel day hospital neurologico del San Camillo, gestisco vari problemi neurologici nell’ambito appunto del day hospital neurologico.

Come funziona il lavoro in équipe al San Camillo?
È una delle nostre caratteristiche più importanti. Come consulente dei reparti, se un mio collega ha bisogno, mettiamo a disposizione tutta una serie di operatori, come fisioterapisti, terapisti occupazionali, logopediste, neuropsicologi, psicologi, con i quali collaboro costantemente. In particolare, sono previste riunioni interdisciplinari ogni settimana: quindi, oltre al contatto telefonico o personale, ci sono incontri strutturati nei quali ci confrontiamo sotto la mia coordinazione per le problematiche emergenti. 

Se un paziente vuole fare una visita neurologica presso il Presidio San Camillo che cosa deve fare?
Si fa fare l’impegnativa dal medico, telefona e gli verrà indicata una data dalla quale partono le prenotazioni. In quella data o viene o telefona, o se le prenotazioni sono già in corso può prenotare immediatamente. I posti non sono tanti, ecco il motivo per cui occorre prenotarsi. A quel punto occorre preparare tutta la documentazione pregressa. Il giorno della visita, se il paziente ha problematiche cognitive, è bene che sia accompagnato. Ovviamente dovrà esporre i suoi sintomi, mentre io effettuerò l’anamnesi neurologica molto accurata, per una storia approfondita della malattia. Poi c'è l’esame obiettivo neurologico che è molto particolare per valutare le varie funzioni, dopodiché si fa l’ipotesi diagnostica, con eventuali esami strumentali. E infine indico la terapia.

Mercoledì 4 marzo nuovo appuntamento con Update for lunch. L'incontro che ha per tema “Drive for Life" e si terrà dalle 12 alle 13 nella sala convegni del Presidio San Camillo

Racconta il dottor Martini: "Colpisce 10 italiani su 100, spesso si vergognano di affrontarla. Al San Camillo lavoriamo in équipe nel centro fisiatrico, individuando percorsi riabilitativi personali"

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