Portale della Fondazione Opera San Camillo - Giornata Mondiale dell’Ictus Cerebrale 2026 - Torino
Giornata Mondiale dell’Ictus Cerebrale 2026
Ogni minuto conta. È questo il messaggio al centro della Giornata Mondiale dell’Ictus 2026, che ricorre il 29 ottobre con l’obiettivo di sensibilizzare la popolazione sull’importanza di riconoscere tempestivamente i sintomi e attivare i soccorsi.
L’ictus si verifica quando l’afflusso di sangue a una parte del cervello viene interrotto a causa dell’ostruzione di un vaso sanguigno oppure in seguito a un’emorragia cerebrale. In entrambi i casi, le conseguenze possono compromettere diverse capacità, dal movimento al linguaggio, fino alla memoria e all’attenzione.
Come riconoscere un ictus? Il metodo FAST
Individuare i primi segnali può fare una differenza decisiva. Chi assiste a un episodio sospetto rappresenta infatti il primo anello di una catena di interventi che può contribuire a salvare una vita.
Per facilitare il riconoscimento dei sintomi, la World Stroke Organization promuove il metodo FAST, un acronimo inglese che aiuta a ricordare tre segnali d'allarme e l'azione da compiere.
- F - Face (viso): un lato del volto appare improvvisamente debole o asimmetrico, con difficoltà a sorridere.
- A - Arms (braccia): una persona non riesce a sollevare entrambe le braccia o presenta un’improvvisa debolezza a un braccio.
- S - Speech (linguaggio): le parole risultano confuse, la pronuncia è alterata o diventa difficile parlare e comprendere ciò che viene detto.
- T - Time (tempo): è il momento di agire, chiamando immediatamente il 118.
Questi non sono gli unici possibili sintomi dell’ictus, che può manifestarsi anche con improvvisi disturbi della vista, perdita di equilibrio o un mal di testa particolarmente intenso e insolito.
In presenza di segnali sospetti, anche se tendono a scomparire, è fondamentale non aspettare e chiamare immediatamente i soccorsi. Un intervento rapido favorisce l’accesso tempestivo alle cure appropriate e può ridurre il rischio di conseguenze neurologiche.
Riabilitazione post-ictus al Presidio Sanitario San Camillo
Le conseguenze dell'ictus sono differenti da paziente a paziente e possono interessare la forza muscolare, l'equilibrio, la coordinazione, la comunicazione e le funzioni cognitive. Per questo è importante definire un programma personalizzato, costruito sulle condizioni cliniche, sulle capacità residue e sugli obiettivi individuali.
Nella nostra struttura, un'équipe multidisciplinare composta da fisiatri, fisioterapisti, neurologi, neuropsicologi, logopedisti e terapisti occupazionali interviene sulle diverse difficoltà che possono emergere dopo un evento cerebrovascolare.
Attraverso attività specifiche, il lavoro riabilitativo punta a favorire il recupero delle funzionalità compromesse e a migliorare la partecipazione alla vita quotidiana, tenendo conto anche delle esigenze familiari e sociali della persona.
Tornare alla guida dopo un ictus: il progetto Guida Sicura
Riprendere a guidare può rappresentare un traguardo importante per chi desidera recuperare la propria indipendenza negli spostamenti. Tuttavia, un ictus può alterare alcune abilità indispensabili per la sicurezza stradale. Per verificare le capacità necessarie a tornare alla guida in sicurezza, il Presidio San Camillo propone Guida Sicura, un servizio dedicato alla valutazione multidisciplinare delle abilità richieste per guidare e, quando indicato, alla loro riabilitazione.
Il centro di II livello per le malattie metaboliche dell’osso è riconosciuto nel panorama torinese come punto di eccellenza per la salute delle ossa.
Anche la nostra struttura aderisce con le vaccinazioni per pazienti ricoverati e dipendenti.
Un importante appuntamento scientifico per approfondire nuovi approcci, strumenti e prospettive multidisciplinari nel trattamento di questa patologia neurodegenerativa.