Al servizio dei pazienti

Il Progetto di Servizio Civile “Al servizio dei pazienti: coloriamo la riabilitazione” che si è svolto all’interno del Presidio Sanitario San Camillo di Torino (di seguito Presidio) è iniziato il 15 Gennaio 2019 per una durata di 12 mesi. L’obiettivo generale era quello di creare un contesto ospedaliero “accogliente” attraverso il potenziamento dei servizi dedicati alla persona, con l’attenzione e la cura degli aspetti relazionali nonché motivazionali in quanto incidono positivamente sullo “star bene” percepito dal paziente stesso.

La volontà è stata quella di far sì che il paziente venisse seguito in un percorso che non si limitasse al periodo della degenza ma andasse a svilupparsi anche nel periodo successivo alle dimissioni e che potesse portare un beneficio sui risultati del percorso riabilitativo- sanitario.

Gli obiettivi specifici prefissati e raggiunti sono stati i seguenti:

  • Sostegno ai pazienti neurologici presenti in struttura attraverso l’ascolto, l’assistenza ed occasioni di socializzazione attraverso attività ludiche e giochi che allenassero la mente e favorissero le relazioni sociali in modo da stimolare la messa in campo delle risorse cognitive residue;
  • Aver favorito attraverso il “gioco mirato” un atteggiamento più collaborativo per il raggiungimento rapido ed efficace degli obiettivi che potesse apportare un benefico effetto sul senso di autostima, di autonomia e di autoefficacia in generale;
  • Sostegno alle famiglie dei pazienti affiancando il personale sanitario negli incontri di formazione- informazione a cadenza periodica durante il periodo di ricovero;
  • Aver offerto tutte le informazioni necessarie per un maggiore orientamento nella fase di dimissione attraverso un’informativa dettagliata e a “misura” del bisogno richiesto.

Tra gli obiettivi vi era dunque quello di individuare, tra i soggetti ricoverati, i pazienti che fanno parte di una categoria “fragile”: con una condizione di salute non così grave da essere segnalati all’Ufficio Relazioni con il Pubblico e con una rete sociale non molto affermata ma preservati e autonomi.

A tal fine è stato creato un database che ha raccolto l’elenco dei pazienti coinvolti con i rispettivi dati anagrafici. Per la raccolta di tali informazioni è stato costruito un questionario dedicato da somministrare a tutti i pazienti in ingresso, volto ad indagare le aree di interesse e a raccogliere informazioni utili a guidare la scelta del materiale da reperire per le dimissioni. Sono state individuate sul territorio, attraverso la mappatura della città di Torino, le strutture utili ai pazienti e alle loro famiglie in merito al rientro presso il domicilio.

Si è voluta offrire la possibilità di ottenere tutte le informazioni utili che potessero facilitare il rientro al domicilio; pertanto, veniva fissato un giorno dedicato alla consegna e alla presentazione del materiale informativo in accordo con il paziente interessato prima delle dimissioni.

Non meno importante è stata l’attenzione rivolta alla stimolazione cognitiva dei pazienti. A tal proposito, insieme al sostegno e all’appoggio della Responsabile del Servizio di Psicologia (Dott.ssa Patrizia Gindri), è stato creato un laboratorio che ha preso il nome “LudicaMente” in cui sono state svolte attività di stimolazione cognitiva su base ludica o di ascolto in base alle necessità dei pazienti; In particolare per i pazienti con diagnosi neurologica, si è voluta stimolare la loro ricettività proponendo giochi “su misura” a seconda delle capacità di ciascun partecipante.

Al fine di occupare il tempo libero dei pazienti si è collaborato anche con il Circolo dei Lettori e con l’Associazione A.V.O. Con i primi, attraverso il progetto “Pagine in corsia”, sono stati creati momenti di lettura condivisa; mentre, con l’associazione di volontariato, si è voluto implementare lo svolgimento di attività di svago.

Importanti si sono rivelati momenti di ascolto“spontanei”, sia individuali sia di gruppo, durante i quali i pazienti e i loro parenti hanno potuto esprimere e condividere le proprie difficoltà, in tali casi le Volontarie hanno provveduto a segnalare e/o mettere in contatto il nucleo paziente-famiglia con la figura di riferimento adeguata per la risoluzione della problematica riportata; anche attraverso un contatto costante con l’Ufficio Relazioni con il Pubblico (URP).

Infine, per ottenere un feedback sulle attività proposte del Servizio Civile, è stato redatto un questionario da far compilare al momento delle dimissioni il cui risultato ha evidenziato quanto sia stata rilevante ed utile l’attività proposta.

Di seguito alcuni grafici che evidenziano la distribuzione tra le varie attività offerte e l’indice di gradimento:
Il grafico 1 mostra la distribuzione di un totale di 173 pazienti nelle tre attività proposte: il laboratorio Ludicamente, le letture con il Circolo dei Lettori e la avvenuta consegna del materiale informativo per il rientro presso il domicilio.

 

 

Il grafico 2 mostra la percentuale di coloro che hanno ritenuto utili i servizi offerti (il 91%) su un totale di 173 questionari raccolti. Il 9% non ha compilato la parte del questionario presa in esame.

 

 

Il grafico 3 mostra il livello di soddisfazione dei pazienti in riferimento alle attività proposte, con punteggio su una scala che va da 1=per niente soddisfatto a 5=del tutto soddisfatto.

 

 

Il grafico 4 mostra la percentuale di coloro che hanno ritenuto utile il servizio nonostante non abbiano preso parte attivamente alle attività proposte (89% su un totale di 188 questionari raccolti). L’11% non ha espresso alcun parere in merito.

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Guarda il video di presentazione e scopri tutte le iniziative sociali del Presidio Sanitario San Camillo

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Bilancio Sociale sui dati 2020: i racconti emozionanti, i ringraziamenti e lo sguardo verso una nuova assistenza

2021-11-29
Bilancio Sociale sui dati 2020: i racconti emozionanti, i ringraziamenti e lo sguardo verso una nuova assistenza

Venerdì abbiamo parlato di cura, quella per i pazienti, per i più fragili, ma anche della cura per la struttura, per il lavoro, per le persone, sottolineando come, anche trovando nuovi espedienti, l’assistenza, la cura non si siano mai fermate. Lo abbiamo raccontato proprio attraverso le storie più emozionanti, le testimonianze di resistenza, di coraggio e di unione, perché, come ha concluso Padre Virginio Bebber, Amministratore Delegato di Fondazione Opera San Camillo, “solo uniti possiamo guardare a nuovi modelli di assistenza”.

Nella presentazione del Bilancio Sociale sui dati 2020, giunta ormai alla sua decima edizione, sono state esplorate le matrici di materialità, nonché i capisaldi del documento finale del Bilancio Sociale:

Di grande importanza gli interventi delle istituzioni che hanno dato il loro contributo prezioso indicando il Presidio come una presenza importante nel mondo camilliano, d’avanguardia nel campo della riabilitazione e dell’autismo. Sono intervenuti il Direttore Sanitario dott. Francesco Arnoletti, il dott. Francesco Tresso, Servizi demografici e statistici e protezione civile, il dott. Carlo Picco, Direttore Generale ASL Città di Torino, Ivan Raimondi, in rappresentanza della Diocesi di Torino, il prof. Marco Minetto, Direttore Scuola di Specialità di Riabilitazione, con i saluti ricevuti del prof. Giuseppe Massazza, Responsabile Dipartimento Ortopedia e Riabilitazione di Città della Salute.

“Come spesso accade, è nei momenti più bui che si trovano le risorse per proseguire ed addirittura per migliorare i risultati già eccellenti che si è riusciti a conseguire”: le parole del dott. Luigi Genesio Icardi, Assessore alla Sanità Regione Piemonte.

Si è parlato anche di futuro e di ricerca grazie alla presenza di A.L.B.A. Robot, piattaforma che integra la guida autonoma ed assistita a veicoli personali quali carrozzine per la mobilità dei pazienti in ospedale, progetto rivoluzionario e unico al mondo a cui il San Camillo collabora da due anni.

Gli interventi sono stati presentati dal dott. Paolo Bruni che ha moderato tutta la serata, caratterizzata anche da momenti di grade emozione, come la presentazione del video report, registrato durante la seconda ondata di Covid-19 e curato dal servizio infermieristico, insieme a momenti di ringraziamento per il supporto ricevuto, da enti e dalla comunità tutta, il quale ha consentito di continuare l’attività del Presidio in sicurezza. Preziosa inoltre la presenza di una mamma che ha riportato la propria testimonianza, parlando della difficoltà che la pandemia ha comportato nella gestione di un bimbo affetto da disturbo dello spettro autistico durante il lockdown.

Insieme ai racconti dell'impegno di tutti coloro i quali nel 2020 hanno cercato e sperimentato nuove strade, contro la distanza, per continuare a garantire cure e assistenza ai più fragili.