Portale della Fondazione Opera San Camillo - Bilancio Sociale sui dati 2020: i racconti emozionanti, i ringraziamenti e lo sguardo verso una nuova assistenza - Torino
Di valore internazionale
Il Servizio di Neuropsicologia del Presidio Sanitario San Camillo si occupa di valutazione e riabilitazione delle disfunzioni cognitive e comportamentali conseguenti a un danno cerebrovascolare, a un trauma cranico, a tumori cerebrali e a malattie di tipo degenerativo.
Dal 2000 è attiva una collaborazione tra il Presidio San Camillo e il Dipartimento di Psicologia dell’Università di Torino che ha permesso a studenti e neolaureati della facoltà di completare la loro formazione universitaria con il periodo annuale di tirocinio. Ogni anno il Servizio di Psicologia riesce ad accogliere una ventina di tirocinanti per lo svolgimento delle 1000 ore previste.
La dottoressa Patrizia Gindri, responsabile del Servizio, da anni collabora attivamente con il Dipartimento di Psicologia dell’Università di Torino su temi di ricerca inerenti alla consapevolezza motoria e consapevolezza corporea.
A seguito di danni cerebrovascolari, come l’Ictus, possono emergere deficit nella capacità di monitorare le nostre azioni e di prevederne le conseguenze (consapevolezza motoria) oppure nella capacità di riconoscere le parti del nostro corpo distinguendole da quelle degli altri (consapevolezza corporea).
Dalla collaborazione tra il Servizio di Psicologia e il Dipartimento di Psicologia, negli ultimi anni sono state svolte 17 ricerche di grande interesse per la comunità clinica e scientifica, pubblicate su importanti riviste internazionali quali Cortex, Brain, Current Biology ecc.. che hanno messo in luce i meccanismi neurocognitivi che sottendono la consapevolezza motoria e corporea.
In particolare, l’attività di ricerca che si svolge presso il Presidio San Camillo è caratterizzata dall'adozione di un approccio neuropsicologico, che sfrutta il comportamento patologico mostrato dai pazienti cerebrolesi come modello per comprendere aspetti che sarebbero altrimenti nascosti nel funzionamento normale del cervello.
Grazie alla strumentazione messa a disposizione dal Dipartimento di Psicologia, le ricerche svolte su pazienti colpiti da ictus nell’ultimo decennio hanno visto l’utilizzo sia di tecniche comportamentali, come valutazioni ad hoc, test e registrazione dei tempi di reazione, sia fisiologiche, come la risonanza magnetica funzionale, l’elettroencefalogramma, l’elettromiografia e la registrazione della conduttanza cutanea.
Tra le varie ricerche svolte, durante il Bilancio Sociale, verranno presentati due protocolli sperimentali su cui stiamo attualmente lavorando.
Il primo, sfruttando tecniche elettrofisiologiche, ha l’obiettivo di predire in pazienti con deficit motori l’outcome riabilitativo. Più dettagliatamente, stiamo indagando in pazienti affetti da emiplegia post-stroke il correlato elettrofisiologico responsabile dell’inibizione motoria (componente P300) durante un compito in cui viene richiesto di inibire dei movimenti (Go/Nogo task). La nostra idea è che se il sistema ha appreso di non poter muovere un arto, per il cervello diventa inutile implementare un meccanismo inibitorio, come quello che elicita la P300. Nel contesto dell’emiplegia, la presenza di una normale risposta di P300 potrebbe predire un buon outcome riabilitativo, fornendo un parametro in più in base a cui quantificare l’efficacia di un trattamento riabilitativo nel rifocalizzare il paziente sulla possibilità di muovere l’arto affetto dal deficit motorio.
Il secondo, prendendo spunto da una nota illusione percettiva, l’Illusione della Mano di Gomma, ha permesso di ideare una nuova valutazione in grado di cogliere importanti deficit della rappresentazione corporea. Nello specifico, nel setting classico dell’Illusione della Mano di Gomma, si induce in individui sani la sensazione che una mano di gomma possa essere la propria mano. In anni recenti, portando presso il Presidio San Camillo una versione modificata di questo paradigma da sottoporre ai pazienti cerebrolesi, è stato possibile descrivere per la prima volta un disturbo subdolo della consapevolezza corporea, chiamato embodiment patologico.
Questa scoperta ha permesso di mettere in luce la fragilità della consapevolezza corporea, rendendo quindi necessaria la valutazione di questi aspetti al fine di orientare il percorso riabilitativo del paziente.
Il rapporto di collaborazione fra il Presidio Sanitario San Camillo e l'Università degli Studi di Torino è una realtà..
Guarda il video di presentazione e scopri i progetti realizzati con la collaborazione dell'Università di Torino
Bilancio Sociale sui dati 2020: i racconti emozionanti, i ringraziamenti e lo sguardo verso una nuova assistenza
Venerdì abbiamo parlato di cura, quella per i pazienti, per i più fragili, ma anche della cura per la struttura, per il lavoro, per le persone, sottolineando come, anche trovando nuovi espedienti, l’assistenza, la cura non si siano mai fermate. Lo abbiamo raccontato proprio attraverso le storie più emozionanti, le testimonianze di resistenza, di coraggio e di unione, perché, come ha concluso Padre Virginio Bebber, Amministratore Delegato di Fondazione Opera San Camillo, “solo uniti possiamo guardare a nuovi modelli di assistenza”.
Nella presentazione del Bilancio Sociale sui dati 2020, giunta ormai alla sua decima edizione, sono state esplorate le matrici di materialità, nonché i capisaldi del documento finale del Bilancio Sociale:
- Salute e sicurezza del paziente,
- Progetti,
- Covid-19,
- Formazione e Università,
- Quadro economico, finanziario e organizzativo.
Di grande importanza gli interventi delle istituzioni che hanno dato il loro contributo prezioso indicando il Presidio come una presenza importante nel mondo camilliano, d’avanguardia nel campo della riabilitazione e dell’autismo. Sono intervenuti il Direttore Sanitario dott. Francesco Arnoletti, il dott. Francesco Tresso, Servizi demografici e statistici e protezione civile, il dott. Carlo Picco, Direttore Generale ASL Città di Torino, Ivan Raimondi, in rappresentanza della Diocesi di Torino, il prof. Marco Minetto, Direttore Scuola di Specialità di Riabilitazione, con i saluti ricevuti del prof. Giuseppe Massazza, Responsabile Dipartimento Ortopedia e Riabilitazione di Città della Salute.
“Come spesso accade, è nei momenti più bui che si trovano le risorse per proseguire ed addirittura per migliorare i risultati già eccellenti che si è riusciti a conseguire”: le parole del dott. Luigi Genesio Icardi, Assessore alla Sanità Regione Piemonte.
Si è parlato anche di futuro e di ricerca grazie alla presenza di A.L.B.A. Robot, piattaforma che integra la guida autonoma ed assistita a veicoli personali quali carrozzine per la mobilità dei pazienti in ospedale, progetto rivoluzionario e unico al mondo a cui il San Camillo collabora da due anni.
Gli interventi sono stati presentati dal dott. Paolo Bruni che ha moderato tutta la serata, caratterizzata anche da momenti di grade emozione, come la presentazione del video report, registrato durante la seconda ondata di Covid-19 e curato dal servizio infermieristico, insieme a momenti di ringraziamento per il supporto ricevuto, da enti e dalla comunità tutta, il quale ha consentito di continuare l’attività del Presidio in sicurezza. Preziosa inoltre la presenza di una mamma che ha riportato la propria testimonianza, parlando della difficoltà che la pandemia ha comportato nella gestione di un bimbo affetto da disturbo dello spettro autistico durante il lockdown.
Insieme ai racconti dell'impegno di tutti coloro i quali nel 2020 hanno cercato e sperimentato nuove strade, contro la distanza, per continuare a garantire cure e assistenza ai più fragili.