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Giornata Mondiale della malattia di Parkinson: dai sintomi alla riabilitazione
La Giornata Mondiale della malattia Parkinson ricorre ogni anno l’11 aprile. È un’occasione utile per aumentare la consapevolezza su una condizione neurologica evolutiva che coinvolge non solo chi riceve la diagnosi, ma anche familiari e caregiver.
Che cos’è la malattia di Parkinson?
La malattia di Parkinson è una patologia neurodegenerativa progressiva che interessa il sistema nervoso centrale e, con il tempo, può influire in modo sempre più evidente sul controllo del movimento. Tra i segni più caratteristici rientrano tremore, rigidità muscolare e bradicinesia, cioè un rallentamento motorio che può rendere più difficile iniziare o concludere un gesto.
Con l’evoluzione della malattia possono comparire anche difficoltà posturali e dell’equilibrio, con un impatto concreto sulle attività quotidiane, sugli spostamenti e sulla gestione della vita domestica.
Come funziona il percorso riabilitativo per la malattia di Parkinson
Il percorso riabilitativo del Presidio San Camillo nasce da una valutazione specialistica iniziale, fondamentale per inquadrare la fase evolutiva della malattia e definire un progetto personalizzato sulla base del quadro clinico, delle capacità funzionali e del contesto di vita del paziente.
Da anni, inoltre, il Presidio è impegnato nella ricerca clinica sulla malattia di Parkinson, in collaborazione con le Università di Medicina di Torino e di Genova, con l’obiettivo di approfondire la conoscenza della malattia e migliorare costantemente l’efficacia dei percorsi di neuroriabilitazione proposti.
Accanto al trattamento riabilitativo tradizionale, il centro mette a disposizione anche programmi dedicati:
- Power Moves! che lavora sul recupero e sul mantenimento delle funzioni motorie attraverso esercizi mirati in coppia o in piccoli gruppi;
- teleriabilitazione, pensata per garantire continuità terapeutica anche a domicilio con un ciclo di sedute online guidate dal fisioterapista, da svolgere con il supporto del caregiver;
- percorso Guida Sicura, sviluppato per supportare il ritorno alla guida in modo responsabile, attraverso una valutazione multidisciplinare delle abilità motorie e cognitive ed eventuali interventi di potenziamento quando necessari.
Dopo la riabilitazione: continuità e monitoraggio
Al termine del percorso, il lavoro non si interrompe. Il paziente riceve indicazioni per proseguire le attività a domicilio, in linea con gli orientamenti più attuali della neuroriabilitazione.
Quando possibile, viene proposto anche un monitoraggio nel tempo, utile per:
- intercettare nuovi bisogni
- rivalutare gli obiettivi
- attivare nuovi interventi mirati se necessari
Questo permette di accompagnare la persona in modo continuativo, adattando il percorso all’evoluzione della malattia.
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