Ricerca per la malattia di Parkinson

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Il Presidio Sanitario San Camillo rappresenta un punto di riferimento per la riabilitazione delle persone con malattia di Parkinson, grazie a un approccio specialistico che integra competenze multidisciplinari e metodologie innovative.

A questa esperienza clinica si affianca un'importante attività di ricerca scientifica, sviluppata in collaborazione con diverse università italiane, con l'obiettivo di ampliare le conoscenze sulla patologia e contribuire al miglioramento dei percorsi riabilitativi.

 

Valutazione del rischio di caduta

In collaborazione con l'Università di Genova, lo studio analizza l'impiego del test motorio 5 Times Sit to Stand strumentato. Attraverso pedane di forza e sensori inerziali, il test consente di rilevare diversi parametri della prestazione motoria, fornendo informazioni utili sulla stabilità e sul rischio di caduta nelle persone con Parkinson.

Eye-tracking ed esplorazione dello spazio

La ricerca condotta con l'Università di Torino esplora l'impiego dell'eye-tracking, una tecnologia che consente di registrare e analizzare i movimenti oculari. L'osservazione delle modalità con cui i pazienti esplorano lo spazio può fornire informazioni sulle competenze cognitive e attentive coinvolte nel movimento.

Stimolazione Elettrica Transcranica (tES)

Questa linea di ricerca approfondisce i possibili effetti della Stimolazione Elettrica Transcranica (tES) sulla bradicinesia, uno dei principali sintomi motori del Parkinson, caratterizzato dal rallentamento dei movimenti. Attraverso trial clinici controllati, vengono studiati gli effetti di questa tecnica di neuromodulazione non invasiva, per valutarne le potenzialità in ambito terapeutico e riabilitativo.

Valutazione vestibolare

In collaborazione con l'Università di Bologna, la ricerca approfondisce il ruolo del sistema vestibolare, coinvolto nel controllo dell'equilibrio e dell'orientamento spaziale. L'impiego di strumenti diagnostici come il vHIT (Video Head Impulse Test) permette di analizzare la funzionalità vestibolare e studiarne il coinvolgimento nelle alterazioni dell'equilibrio associate alla malattia di Parkinson.

Bioimpedenziometria (BIA) e composizione corporea

Lo studio condotto in collaborazione con l’Università di Torino si concentra sull'analisi della composizione corporea attraverso la Bioimpedenziometria (BIA), una metodica non invasiva che consente di stimare diversi parametri, tra cui la massa muscolare. L'obiettivo è approfondire le conseguenze della perdita di massa muscolare nelle persone con Parkinson e il suo possibile impatto sulle capacità funzionali e sull'autonomia.

 

Le attività di ricerca illustrate saranno presentate il 4 novembre 2026, in occasione del convegno “Open Innovation - Tecnologie e ricerca per la malattia di Parkinson. Dal test motorio all’eye-tracking: predire il rischio di cadute”, organizzato dal Presidio Sanitario San Camillo.