Convivere con una malattia incurabile: la parola ai nostri specialisti

Convivere con una malattia incurabile: la parola ai nostri specialisti

Come è possibile sostenere psicologicamente le persone con una malattia cronica che non ha una cura, ma solo terapie che ne rallentano il decorso?

Non tutti sanno che la famosissima cantante Célin Dion convive da molto tempo con una malattia molto rara, la Sindrome della Persona Rigida; in un articolo pubblicato ieri su Vanity Fair si parla del grande coraggio che la star internazionale sta dimostrando nel convivere con questa condizione.

Partendo proprio da questa esperienza di vita, il giornalista chiede quanto sia importante il sostegno psicologico per i pazienti affetti da questo tipo di malattie. Patrizia Gindri, psicologa e psicoterapeuta del nostro Presidio, risponde soffermandosi sui metodi per coltivare la motivazione necessaria in situazioni così delicate, che spesso comprendono trattamenti medici impegnativi e dolorosi.  

In casi come questo, è utile porsi degli obiettivi? 

«Certamente porsi degli obiettivi specifici relativi alla propria vita e salute basati sui valori personali per dare vita ai giorni può essere un grande aiuto per la persona che soffre per una malattia cronica. Una volta stabiliti gli obiettivi è bene creare un piano di azione dettagliato su come raggiungerli magari coinvolgendo familiari e amici con cui condividere le sfide e ricevere sostegno».

La dottoressa Gindri prosegue soffermandosi sull’importanza del lavoro da compiere su di sé, fondamentale per affrontare la propria condizione con resilienza e fiducia.
«Mettere a fuoco e riconoscere quelli che sono i propri valori fondamentali e agire in linea con essi. Per saper scegliere ciò che è buono per sé: il prerequisito essenziale, però, è comprendere a fondo chi siamo. Questa è la consapevolezza più preziosa da coltivare, che permette all’essere umano di accettare la propria realtà del momento e vivere con pienezza ogni giorno».

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