Il 2 aprile è la Giornata mondiale della Consapevolezza sull'autismo: il contributo del San Camillo

2020-04-01
Il 2 aprile è la Giornata mondiale della Consapevolezza sull'autismo: il contributo del San Camillo

Giovedì 2 aprile si celebra la Giornata mondiale della Consapevolezza sull'autismo, un appuntamento che cade in un momento estremamente delicato a causa del Covid-19. La pandemia ha sconvolto la vita delle persone, ancor più quella delle famiglie con un figlio autistico. Diventa difficile per questi ragazzi comprendere perché la loro routine sia stata stravolta, con l'obbligo di restare in casa a causa della diffusione del contagio e con un isolamento che aumenta ancor più.

Il Presidio Sanitario San Camillo è un punto di riferimento a Torino per chi soffre di disturbi dello spettro autistico. Ha provato a esserlo anche in questi giorni, in cui il servizio non può essere erogato come in precedenza. Per questo motivo l'équipe Vega ha voluto scrivere un messaggio di vicinanza ai ragazzi che segue e alle loro famiglie, realizzando due video di storie sociali al tempo del Coronavirus per aiutare i piccoli pazienti a comprendere al meglio la situazione che stanno vivendo.

La musicoterapia per il recupero delle facoltà motorie: come si lavora al San Camillo

La musicoterapia per il recupero delle facoltà motorie: come si lavora al San Camillo

In questa seconda parte del suo intervento il professor Maurizio Scarpa, ci racconta come funziona il servizio di Musicoterapia all'interno del Presidio Sanitario San Camillo.

All’interno del Presidio S. Camillo di Torino il programma di musicoterapia prende il nome di P.R.C. (Percezione Ritmico Corporea) e si svolge con gruppi di dieci/dodici persone. La prima parte del training è dedicata all’apprendimento delle tecniche di respirazione legate alla produzione di suoni vocali. Questa attività accentra l’attenzione sulle varie parti del corpo in cui si diffonde la vibrazione prodotta dalla voce, a seconda del tipo di suono generato. In questo modo le persone riescono a vivere la sensazione del rilassamento profondo, come avviene nella meditazione, sviluppando contemporaneamente maggiori capacità percettive e propriocettive, fondamentali per il buon controllo del movimento.
La seconda parte è di musicoterapia attiva e, come descritto precedentemente, ogni persona suona strumenti di facile utilizzo come quelli a percussione, per esempio. Viene così stimolata l'intenzione all'utilizzo di entrambi gli arti superiori, in una giusta alternanza ritmica e, di conseguenza, motoria. Il controllo del movimento ritmico conterrà anche la dinamica e l'ampiezza. È inoltre possibile lavorare sui vari livelli attentivi, sul doppio compito e sull'esplorazione spaziale.
Infine, la terza parte, che ha come obiettivo il miglioramento della qualità del cammino, si svolge attraverso l’utilizzo di musiche registrate e proposte a diverse velocità. Consiste nell’esecuzione dinamica del movimento e della deambulazione, partendo da un impulso ritmico musicale per consentire un processo di interiorizzazione autonoma del ritmo. Sulle musiche proposte si svolgono diverse attività, al fine di sperimentare il movimento e la percezione del ritmo anche in assenza di musica, i cambi di direzione, i passaggi complessi ola corretta ripresa del cammino dopo una sosta.
Ciò che è stato descritto si basa su principi scientifici e ormai comprovati ma, in aggiunta, è fondamentale un pensiero che rivolge l’attenzione alla persona, al di là della “patologia”. Si parla quindi di relazione, emozione, socializzazione, riprogrammazione, ascolto reciproco… Si parla senza dubbio di “qualità di vita”. La musicoterapia contiene tutto questo e molto altro, perché, come detto, l’uomo è “musica”.

QUI il link alla prima parte dell'intervento

Il servizio di Musicoterapia al San Camillo: una presenza importante nel lavoro di riabilitazione

2020-03-11
Il servizio di Musicoterapia al San Camillo: una presenza importante nel lavoro di riabilitazione

In questo primo articolo il professor Maurizio Scarpa, responsabile del servizio di Musicoterapia, ci spiega come la musica possa essere utile per il recupero di chi è colpito da afasia oppure dalla malattia di Parkinson.

All’interno del Presidio Sanitario San Camillo di Torino il servizio di Musicoterapia esiste da vent’anni. In questo lasso di tempo è stato possibile lavorare sul continuo perfezionamento delle metodologie riabilitative, in forma di cooperazione con gli altri servizi. Una “musica” ad ampio raggio. Dai trattamenti individuali per persone con danni neurologici importanti, gruppi di riabilitazione musicoterapica, e poi ancora concerti di musica dal vivo per pazienti e parenti durante tutto l’anno. Nell’ambito riabilitativo sono stati elaborati due modelli specifici di intervento: uno dedicato alle persone che hanno sviluppato un'afasia a seguito di un danno cerebrale e l’altro a chi soffre della malattia di Parkinson. Si tratta di metodologie che utilizzano la musica e, soprattutto, il ritmo per concorrere a ripristinare le capacità perse.

Per quanto riguarda l'afasia il protocollo applicato prende origine dalla MIT (Melodic intonationtherapy), modello musicoterapico standardizzato risalente agli anni Novanta. Successivamente sono state date dagli autori indicazioni di specifiche modifiche in relazione alle caratteristiche personali e patologiche del paziente. Questo nuovo modello prende il nome di MMIT (Modified intonationtherapy). Le reti neurali che sottendono lelaborazione linguistica sono molteplici. Sebbene la maggior parte dei compiti verbali sia lateralizzata nellemisfero sinistro, alcuni aspetti - come lelaborazione della prosodia (intonazione verbale) - prevedono la compartecipazione di aree cerebrali lateralizzate a destra.

Tali reti sono anche implicate nella decodifica dello stimolo musicale inerenti al profilo melodico. Il paziente afasico, con danno selettivo nellemisfero sinistro, mantiene preservate le capacità prosodiche grazie al supporto dellemisfero non compromesso. Attraverso la stimolazione dellemissione verbale accompagnata da unaccentuazione della prosodia (fino ad arrivare allintonazione e quindi al canto), il terapista può facilitare la connessione tra lintenzione comunicativa, i suoi significati e larticolazione bucco-facciale, indispensabile per la produzione verbale.

Non è quindi la parola a indurre il movimento atto alla sua produzione, ma il significato evocato dalla sua intonazione legato anche alla memoria uditiva, preservata nel paziente. Il movimento bucco-facciale viene indotto da suono e significato, per poi arrivare al suo collegamento con il lessico vero e proprio inaccessibile ma non dimenticato. Il paziente entra in contatto con se stesso e impara a percepire al meglio il proprio corpo e le proprie emozioni al fine di ottenere un maggior controllo emotivo, corporeo ed espressivo.

La stessa cosa avviene nel trattamento per persone con malattia di Parkinson, ma ovviamente indirizzata alle sue specificità. Sappiamo che chi soffre di questa malattia perde parte delle capacità di controllo del movimento e del cammino: disordinato, non a tempo, e che in tanti casi si blocca lasciando la persona incapace di riprendere un passo regolare. La musica offre in questo caso un valido aiuto. Basti pensare a quando, ascoltando un brano, senza pensarci cominciamo a battere un piede a tempo, quindi con regolarità. È un’azione praticamente inconscia che si interrompe automaticamente con il cessare della musica o con una nostra distrazione.

Sospesi a marzo i corsi di formazione avanzata San Camillo: come verranno calendarizzati

2020-03-25
Sospesi a marzo i corsi di formazione avanzata San Camillo: come verranno calendarizzati

La pandemia Covid-19 ha rivoluzionato la vita del Presidio Sanitario San Camillo, con una severa revisione dei criteri di ingresso alla struttura. Una situazione che ha inevitabilmente condotto anche alla sospensione dei corsi di formazione avanzata, uno degli strumenti più preziosi e importanti a disposizione dell'ospedale per l'aggiornamento dei suo dipendenti e di chi si iscrive dall'esterno. Non è stato così possibile effettuare quello dedicato all'“Acceptance e commitment therapy in contesto clinico sanitario”, in programma il 14 e 15 marzo. È saltata anche la prima lezione del “Corso di alta formazione in Neuropsicologia dell'età evolutiva e disturbi del neurosviluppo: dalla teoria alla pratica clinica”, in calendario il 27 e 28 marzo. La lezione della professoressa Patrizia Gindri verrà recuperata nella mattinata di venerdì 17 aprile, mentre quelle del professor Cesare Cornoldi e della professoressa Simona Moschini saranno fissate in data da destinarsi.

"Questa insolita Quaresima è diventata un tempo in cui dobbiamo aprirci al dono della vita

2020-03-18

La Quaresima è il momento più importante dell'anno nella vita della Chiesa. In questo 2020 è diventato ancora più significativo per il diffondersi della pandemia del coronavirus, che mette alla prova nel corpo le persone come accaduto a Cristo durante i giorni di Pasqua. Padre Nicola Docimo, uno dei componenti della comunità camilliana all'interno del Presidio Sanitario, ha scritto questa riflessione.

La Quaresima tradizionalmente è il tempo in cui tutta la Chiesa si prepara annualmente a vivere il mistero della Pasqua, fulcro della nostra fede. In questi quaranta giorni di attesa ogni battezzato è invitato a vivere un cammino di conversione e di revisione della propria vita; quaranta giorni da vivere intensamente tra digiuni, austerità e preghiera intensa.

Questo 2020 sarà però un anno in cui nulla resterà più lo stesso, un anno in cui anche la Quaresima ha assunto un sapore tutto particolare. Le rinunce, le privazioni e le riflessioni su di sé e sul senso della vita si stanno confrontando con un qualcosa di più grande di noi e d’imprevisto, con un qualcosa d’inimmaginabile fino a qualche settimana fa. L’epidemia del coronavirus che il mondo sta affrontando ci ha messo davanti alle nostre fragilità e al senso d’impotenza. La quarantena forzata cui siamo chiamati ci porta irrimediabilmente a riflettere su noi stessi e su tutte quelle cose fino a oggi date per scontate e che invece scopriamo che non lo sono per niente: il valore degli affetti, le relazioni spesso vissute con superficialità e che ci accorgiamo essere essenziali, la fragilità della condizione umana, il non essere onnipotenti, la bellezza di riscoprire la gioia della prossimità alle persone care, lo spaesamento dell’isolamento e della solitudine, la forza della speranza, il sostegno della preghiera, il calore di un abbraccio, la consolazione di una pacca sulle spalle...

Tutti i disagi che questo virus ci sta facendo vivere, anche se non vogliamo, ci mettono di fronte al mondo della malattia, del dolore e della morte. Tutti abbiamo preso coscienza di essere vulnerabili, tutti stiamo soffrendo, tutti ci percepiamo malati, anche senza esserlo fisicamente. Questo tempo di quarantena ci sta provando nel corpo e nello spirito ma, come sempre nella vita, anche i momenti difficili possono diventare un’opportunità di crescita. Tra le tante domande, dunque, una ci stimola particolarmente: questo tempo può diventare anche tempo di Grazia? A mio parere può esserlo se ci rendiamo consapevoli che tutto ciò che conta sono quelle cose essenziali che diventano sufficienti per vivere, e forse vivere anche meglio: l’importanza degli affetti, il valore della preghiera, la banalità del superfluo, il ritrovare un’unità smarrita o forse mai avuta, l’imprescindibile necessità del sostegno reciproco.

Questa insolita Quaresima ci sta facendo toccare con mano quanto tempo superficiale abbiamo vissuto fino a ora. Questa insolita Quaresima ci sta sbattendo in faccia tutti i limiti dell’uomo e di un mondo fragile. Questa insolita Quaresima ci sta insegnando a considerare la nostra piccolezza davanti a situazioni ed eventi che ci superano. 

Ma questa insolita Quaresima dovrebbe anche farci comprendere quanto sia necessario aprirci al dono della vita, che non ci è dovuto e che non è scontato. Questa insolita Quaresima dovrebbe anche aiutarci a capire che solo affidandoci alla grandezza del Signore il nostro sperare non è vano. Questa insolita Quaresima dovrebbe anche stimolarci a non cadere nella tentazione di preoccuparci solo del corpo da guarire senza pensare all’anima da salvare. Questa insolita Quaresima dovrebbe anche dirci che solo Dio può cambiare le sorti della storia.

Sì, noi speriamo in Dio e crediamo che andrà tutto bene... ma niente sarà più come prima, nemmeno la Quaresima.

 

Padre Nicola Docimo (M.I.)

La malattia di Parkinson: una problematica affrontata al San Camillo con un lavoro di équipe

2020-03-04
La malattia di Parkinson: una problematica affrontata al San Camillo con un lavoro di équipe

Il dottor Piero Bottino segue al Presidio Sanitario i progetti legati alla malattia di Parkinson. Ci racconta di che cosa si tratti e come debba venire affrontata.

Che cosa intendiamo per malattia di Parkinson?
La malattia di Parkinson è la seconda più frequente patologia neurodegenerativa dopo la malattia di Alzheimer. Il termine “neurodegenerativa” indica una condizione progressiva di danno neuronale che aumenta nel tempo. In questa patologia il danno si manifesta in una particolare zona del cervello, detta “sostanza nera”, dove è prodotta una sostanza, la “dopamina”, un neurotrasmettitore che permette il controllo dei movimenti e di altre importanti funzioni del corpo. Nelle persone con malattia di Parkinson la produzione della dopamina progressivamente diminuisce, all’aumentare della degenerazione dei neuroni.

In che modo si manifesta?
I sintomi caratteristici della malattia sono legati a una diminuzione delle capacità motorie, quali la rigidità, il tremore a riposo (forse il sintomo più noto), la bradicinesia (movimento lento). Sono presenti in modo variabile nei pazienti: alcuni, infatti, possono non manifestare il tremore ma essere particolarmente rigidi, altri possono tremare in modo marcato ma non avere rigidità e così via, in molteplici varianti sintomatologiche. Altri sintomi si associano ai più comuni, tra cui i disturbi dell’equilibrio, l’alterazione della postura che porta all’atteggiamento camptocormico (cioè con ginocchia flesse, busto e spalle in avanti, passi strisciati), la festinazione, che consiste in una difficoltà a mantenere il ritmo della camminata, che accelera fino alla caduta, se non contenuta. Proprio le cadute sono un grave e frequente problema. La persona con Parkinson perde facilmente l’equilibrio, non è abbastanza pronta ad adattare la propria postura e non riesce a proteggersi dalla caduta, che spesso causa danni ossei anche importanti. Durante il cammino si possono verificare blocchi improvvisi o difficoltà a superare spazi stretti (porte, strettoie), con un tipico atteggiamento di “congelamento” (freezing). In tali momenti il baricentro avanza ma i piedi rimangono incollati a terra, esponendo il soggetto a un elevato rischio di caduta. La postura può essere alterata anche da una flessione del tronco verso un lato (Sindrome di Pisa).

Ci sono sintomi slegati dalle capacità motorie?
Altri sintomi frequenti sono l’alterazione della voce, che diventa poco intellegibile, la disfagia, cioè la difficoltà a deglutire, la scialorrea, una anomala e abbondante presenza di saliva nel cavo orale. 
Sono inoltre presenti sintomi non motori come i disturbi del sonno, l’alterazione dell’olfatto o la depressione (che possono precedere anche di anni l’insorgenza della malattia). Influiscono sulla qualità di vita la stipsi, pressoché sempre presente, l’incontinenza urinaria, le disfunzioni sessuali. Viene alterato anche il controllo della pressione arteriosa. Soprattutto negli stadi più avanzati si possono manifestare disturbi cognitivi, con deficit di attenzione, di memoria, delle funzioni esecutive. Si perde, ad esempio, la capacità di svolgere più compiti contemporaneamente. I sintomi progrediscono nel tempo, tuttavia possono essere ben controllati dalla terapia con farmaci specifici. Dopo alcuni anni i trattamenti farmacologici richiedono aggiustamenti e aumento dei dosaggi. Si manifestano altri sintomi, sempre più invalidanti, e si riducono le autonomie personali.

Quali sono i soggetti più a rischio? C’è differenza di percentuale tra uomini e donne?
Sono state effettuate e sono in corso molte ricerche per determinare la causa della malattia di Parkinson. Tuttavia tale causa per non è nota e non sono conosciuti sicuri fattori di rischio. Alcuni farmaci possono causare sintomi simili alla malattia. L’esposizione ad alcune sostanze o a ripetuti traumi cranici (nello sport) sono stati studiati ma un chiaro legame non è sicuro. Certamente la prevalenza della malattia aumenta con l’età, in particolare dopo i 60 anni, ma sono presenti molte forme giovanili (dai 20 in poi). La distribuzione tra uomini e donne è sostanzialmente la stessa.

C’è qualche modo per prevenirlo?
La riabilitazione per la malattia di Parkinson prevede un approccio “multidisciplinare”, proprio per le molteplici difficoltà che emergono con il passare del tempo. La multidisciplinarietà, ormai riconosciuta come necessaria anche nella letteratura internazionale, prevede la contemporanea attuazione di strategie riabilitative diverse ma che si integrano tra loro. La fisioterapia permette di migliorare la postura, il cammino, la resistenza agli sforzi, la strategia per ridurre gli effetti del freezing e dei blocchi motori. A essa si associa la terapia occupazionale, attività riabilitativa mirata al rinforzo e al recupero delle autonomie quotidiane, oppure allo studio e alla messa in atto di strategie di compenso, quando alcune attività non sono più recuperabili nella loro pienezza. Queste attività, più motorie, non possono prescindere dall’analisi e dalla valutazione del quadro cognitivo, che influisce proprio sulle capacità di effettuare programmi motori, compiti specifici e in serie.

Quanto conta l'aspetto psicologico?
La componente psicologica influisce notevolmente sulle prestazioni. Molte persone sperimentano una maggiore difficoltà a muoversi e a compiere gli atti della vita quotidiana proprio nei momenti di maggiore stress e tensione, ad esempio quando ci si sente osservati da estranei. La psicologia, utilizzando tecniche di rilassamento, colloqui e mindfulness, cerca di alleviare queste fatiche. La logopedia permette di migliorare la deglutizione e la produzione del linguaggio, attraverso tecniche e strategie di sicurezza nella assunzione dei cibi e il rinforzo delle capacità di fonazione. La musicoterapia utilizza i suoni, le vibrazioni, il canto per ritrovare il ritmo del movimento e alleviare tensioni e paure. Il supporto degli infermieri e degli operatori sanitari è essenziale per gestire difficoltà nella gestione del quotidiano, delle terapie, della alimentazione e degli spostamenti.

Quali sono i metodi per la riabilitazione e per la cura dal Parkinson?
La riabilitazione è una attività sanitaria, svolta in contesto ospedaliero o ambulatoriale, che necessita di operatori specializzati ed è compresa nel mondo delle cure. È molto importante ricordare che il movimento, l’esercizio fisico e mentale, il coinvolgimento in attività ludiche sono essenziali per mantenere una buona mobilità e attività. È quindi importante partecipare a iniziative specifiche, non solo in ambito sanitario. La danza, il thai chi, il tango, la camminata sportiva e altre attività sono sempre più apprezzate per la loro efficacia.

Al San Camillo, com’è organizzata la struttura per la cura del Parkinson?
I trattamenti riabilitativi specifici per le persone con malattia di Parkinson sono effettuati tramite il ricovero in Day Hospital (ospedale di giorno). A seconda delle possibilità e delle esigenze dei pazienti, è possibile accedervi per due, tre o cinque giorni alla settimana, per cicli di ricovero della durata di quattro, cinque o tre settimane. Il programma è stabilito dal medico che prende in carico il paziente. L’accesso al DH deve sempre essere preceduto da una visita fisiatrica, durante la quale viene compilato il Progetto Riabilitativo Individuale, che costituisce il cardine della futura riabilitazione. È importante ricordare che la malattia di Parkinson spesso rende necessaria una sempre più importante assistenza da parte dei caregiver, spesso coniugi o familiari. A essi vanno riservati spazi di aiuto e ascolto. In terapia occupazionale si insegna loro la corretta gestione delle attività quotidiane: si cerca poi, quando possibile, di alleviare le ansie e le stanchezze che inevitabilmente insorgono con il passare del tempo. La logopedia coinvolge i parenti nella gestione della alimentazione in sicurezza. La neuropsicologia illustra e insegna a gestire le difficoltà cognitive, spesso difficili da capire e accettare. Gli infermieri svolgo un compito importante nell’assistere, consigliare, ascoltare chi si prende cura dei pazienti. I fisioterapisti mostrano ai caregiver le tecniche di mobilizzazione, di cammino, di trasferimento nella massima sicurezza e con la minor fatica possibile.

 

 

 

Organizzazione aziendale della continuità assistenziale: doppio appuntamento il 24 marzo

2020-02-26
Organizzazione aziendale della continuità assistenziale: doppio appuntamento il 24 marzo

Doppio appuntamento con l'organizzazione aziendale della continuità assistenziale. Se ne parlerà martedì 24 marzo presso l'ospedale Mauriziano a Torino (aula Carle, largo Turati 62). Il corso - gratuito e destinato a medici, infermieri e assistenti sociali dei gruppi NOCC e NDCC - ha come responsabile il dottor Paolo Bruni, direttore sanitario del San Camillo e prevede la partecipazione di docenti altamente qualificati. Al mattino, dalle 9 alle 13, si parlerà di CAVS neuropsichiatrico con riferimento a tipologia e criterio di inserimento dei pazienti, alle loro dimissioni, alle esigenze dell'ospedale, alle problematiche di budget e di percorso dopo l'uscita del paziente dalla struttura. Al pomeriggio, dalle 14 alle 18, si affronterà quindi il tema dei pazienti stranieri, con attenzione focalizzata su aspetti epidemiologici e organizzativi, diritto al welfare, problemi di budget e permesso per cure mediche. Entrambi i corsi assegnano 4 crediti ECM.

 

Mercoledì 4 marzo nuovo appuntamento con Update for lunch: "Drive for Life"

2020-02-21
Mercoledì 4 marzo nuovo appuntamento con Update for lunch:

Mercoledì 4 marzo nuovo appuntamento con Update for lunch. L'incontro ha come tema “Drive for life”, progetto del servizio di terapia occupazionale che mira a creare un percorso di ritorno alla guida responsabile e sicuro per i nostri utenti, aumentando l'importanza e la sensibilità verso tale argomento.

Il paziente avrà la possibilità di essere accompagnato, grazie al lavoro dell'équipe multidiscipilinare e alla collaborazione con il Centro di Mobilità di Torino, in tutte le fasi del percorso di valutazione ed eventuale riabilitazione delle abilità di guida fino al giudizio definitivo.

Questo percorso ha dunque l'obiettivo di mettere a conoscenza il paziente sui rischi dovuti ad un ritorno alla guida affrettato, ma anche incoraggiare, laddove ci siano le condizioni, a riprendere in mano la propria libertà di movimento.

 

QUANDO
mercoledì 4 marzo, dalle 12 alle 13

 

DOVE
aula terzo piano, sala convegni

 

RELATORI
Anna Vittone e Caterina Unio

 

INFORMAZIONI E ISCRIZIONI
Per informazioni e iscrizioni cliccare qui

L'incontinenza urinaria è un problema che non deve essere ignorato in ogni fascia di età

2020-02-19
L'incontinenza urinaria è un problema che non deve essere ignorato in ogni fascia di età

L'incontinenza urinaria è una della problematiche affrontate nel servizio di Riabilitazione del Presidio Sanitario San Camillo. Ne abbiamo parlato con il dottor Marco Martini.

Che cos’è e come si manifesta l’incontinenza urinaria?
L'
incontinenza urinaria viene propriamente definita come “qualsiasi perdita involontaria di urina attraverso l’uretra”, e può manifestarsi in occasione di sforzi, tosse e starnuti oppure accompagnarsi a un improvviso e improcrastinabile desiderio di urinare, che non consente di raggiungere in tempo un servizio igienico. Da questa classificazione basata sul sintomo deriva di riflesso la classificazione eziopatologica, ovvero incontinenza urinaria da sforzo nel primo caso e incontinenza urinaria da urgenza nel secondo caso. Esistono poi le forme miste in cui coesistono le due condizioni, da sforzo e da urgenza.

Quali sono le cause?
Per quanto riguarda l'
incontinenza urinaria da sforzo le cause vanno ricercate in un deficit dei meccanismi di chiusura a livello uretrale, per un indebolimento sfinterico oppure per una riduzione del tono dei muscoli del pavimento pelvico o dei sistemi fasciali che sostengono la vescica e l’uretra. Per quanto riguarda l'incontinenza urinaria da urgenza alla base esiste una disfunzione vescicale, generalmente in senso di “iperattività” della muscolatura vescicale, di tipo “idiopatica” o secondaria a cause infiammatorie o neurologiche. Nel maschio è prevalentemente legata a interventi chirurgici sulla ghiandola prostatica.

Chi colpisce? È più maschile o femminile?
Sappiamo che l'
incontinenza urinaria è una patologia che coinvolge un elevato numero di persone, giovani e anziani, uomini e donne. Purtroppo oggi l’incontinenza rappresenta ancora un tabù, nonostante la sua eccezionale rilevanza sociale: in Italia sono incontinenti almeno 5,1 milioni di persone sopra i 18 anni (3,7 milioni di donne e 1,4 milioni di uomini, con un rapporto di 2,7 a 1 tra i due sessi). In altri termini, su 100 italiani, almeno 10 soffrono di incontinenza urinaria, 6% tra gli uomini e 14% circa tra le donne, con un sensibile incremento della prevalenza al crescere dell’età. Tuttavia questi numeri potrebbero essere anche più alti, in quanto l'incontinenza urinaria (ma anche quella fecale) sono condizioni sottostimate proprio perché le persone che ne soffrono spesso non denunciano il problema, o per un senso di pudore o perché non dispongono delle informazioni e degli strumenti atti a comprendere la patologia stessa.

Quali sono le fasce di età interessate?
La prevalenza dell'incontinenza urinaria aumenta con l’aumentare dell’età, dopo la menopausa nella donna e nell’età geriatrica in entrambi i sessi, ma non dobbiamo dimenticare che è una condizione che può insorgere anche in donne giovani, soprattutto in seguito al parto e in atlete che praticano attività sportive ad alto livello.

Com'è strutturato il centro del San Camillo?
Premetto che la Regione Piemonte è in una posizione di assoluta avanguardia in Italia per l'attenzione che dedica al tema incontinenza, e, a partire dal 2006, ha strutturato una rete di centri specialistici, denominata Rete Incontinenza Piemonte, diversificati in centri fisiatrici, urologici e ginecologici. Al San Camillo di Torino, dal 2008, è attivo il centro fisiatrico per la prevenzione e cura dell'
incontinenza urinaria, costituito da medici specialisti in fisiatria e da un team di fisioterapisti esperti in riabilitazione del pavimento pelvico. È dotato di sale visita e due sale di riabilitazione, in cui si svolgono i programmi terapeutici di tipo riabilitativo. Le persone che necessitano di cure vengono presi in carico in regime ambulatoriale o day hospital a seconda della complessità del caso.

Quali patologie cura?
I benefici della terapia riabilitativa in questo settore sono ormai documentati nelle linee guida pubblicate da autorevoli società scientifiche; la riabilitazione rappresenta infatti il primo approccio terapeutico nelle forme di incontinenza non complicate, non è invasiva e non compromette una eventuale successiva procedura chirurgica. Nel nostro centro vengono trattate in via conservativa tutte le forme di
incontinenza urinaria femminile e maschile, e in generale tutte le disfunzioni del pavimento pelvico, come le alterazioni della statica pelvica, il dolore pelvico cronico, l'incontinenza fecale e la stipsi. Il centro, oltre a svolgere una attività di tipo ambulatoriale per i pazienti che afferiscono al nostro ospedale, collabora con i reparti di degenza e il day hospital per garantire un supporto diagnostico-terapeutico per i casi di maggiore complessità, sostenuti da malattie del sistema nervoso centrale e periferico, malattia di Parkinson e sclerosi multipla.

Quale è il percorso di cura?
Su suggerimento del medico curante o dello specialista urologo o ginecologo, il paziente che necessita di una terapia riabilitativa esegue una visita fisiatrica con i medici del centro, da cui scaturisce il progetto di cura che viene messo in atto dal fisioterapista. Il paziente segue un percorso riabilitativo individuale che può prolungarsi anche sino a due mesi, al termine del quale verrà rivalutato per quantificare i miglioramenti ottenuti e decidere eventuali ulteriori opzioni terapeutiche.

"Riabilitiamo la riabilitazione": è il progetto del San Camillo da votare al Contest di Reale Foundation

2020-02-12

Riabilitiamo la riabilitazione” è il progetto ideato dal Presidio sanitario San Camillo e che prende parte al contest ideato da Reale Foundation. Il progetto prevede un differente approccio riabilitativo, con l'introduzione di nuove tecnologie. In questo modo scompare la separazione tra riabilitazione tecnologica e riabilitazione motoria, lasciando spazio a un progetto riabilitativo mirato al paziente nel suo complesso.

Il contest selezionil progetto che riceverà il maggior gradimento da parte della Community del web attraverso canali social e via e-mail.

Si può esprimere la preferenza votando dal proprio computer o dal proprio smartphone 24 ore su 24.

Al San Camillo un giro del mondo guidato dalla musica insieme con l'Accademia Musicale Sabauda

2020-02-11
Al San Camillo un giro del mondo guidato dalla musica insieme con l'Accademia Musicale Sabauda

Terzo appuntamento con la la rassegna “Musica in ospedale”, organizzata dall'associazione Musica e Cura momento caratterizzante dell'attività del San Camillo. Si tratta di una serie di concerti organizzati nel Presidio Sanitario non soltanto come momento di svago e di socializzazione, ma pensati anche all'interno del percorso di Musicoterapia, una delle attività di riabilitazione comprese nella proposta dell'ospedale.

Dopo aver assistito il 30 novembre all'esibizione del Blue note Gospel Choir e aver applaudito il 18 gennaio la vivacità del vocal pop del coro Full of life, sabato 15 febbraio toccal “Giro del mondo in musica”, a cura dell'Accademia Musicale Sabaudail trio formato da Massimo Rissone al clarinetto, Carlo Bettarini al violino e Luigi Canestro al violino. Si comincia alle 16.30 per uno spettacolo in cui “lo spettatore va in giro per il mondo accompagnato da brani conosciuti”.

 

I corsi di formazione del San Camillo: il calendario 2020 è ricco di appuntamenti importanti

2020-02-03
I corsi di formazione del San Camillo: il calendario 2020 è ricco di appuntamenti importanti

L'attività di formazione avanzata e continua è uno dei tratti distintivi che caratterizza il San Camillo. Per il 2020 il Presidio Sanitario ha organizzato una serie di eventi allo scopo di aiutare gli operatori del settore a rimanere aggiornati e ad approfondire tematiche riguardanti la loro attività.
A febbraio, dal 24 al 28 febbraio, terzo e ultimo appuntamento con il Corso Ibita livello base, concetto Bobath mentre, nel mese successivo (14 e 15 marzo), l'attenzione sarà puntata su ACT, ovvero Acceptance & commitment therapy in ambito sanitario. Marzo è anche il mese in cui prende avvio il corso Neurologia dell'età evolutiva e disturbi del neurosviluppo: dalla teoria alla pratica clinica. Dieci moduli che impegneranno i partecipanti dal 27-28 marzo fino ad aprile 2021.
Il 12 maggio si affronterà la Oral motor therapy nella rieducazione del paziente adulto, mentre il 13 e 14 giugno saranno nuovamente approfondite le Basi di PNL per professionisti sanitari. Dopo l'estate si riprende con Approccio riabilitativo con il metodo Pilates, dal 18 al 20 settembre, cui seguirà il corso su Valutazione e trattamento delle tendinopatie, dal 2 al 4 ottobre. Si chiude a dicembre con Riabilitazione neuromuscoloscheletrica e sportiva dell'arto inferiore, tre appuntamenti che sfoceranno nel 2021 con i moduli in programma a febbraio e a marzo.

Al San Camillo secondo appuntamento con il corso sulla manipolazione della fascia di 1° e 2° livello

2020-01-30
Al San Camillo secondo appuntamento con il corso sulla manipolazione della fascia di 1° e 2° livello

La Manipolazione della fascia, nasce dagli studi e dalla pratica trentennale del fisioterapista Luigi Stecco, che ha elaborato un approccio innovativo nel trattamento delle disfunzioni e dei dolori a carico dell’apparato locomotore. In anatomia si osserva come il tessuto connettivo denso, denominato “fascia corporis”, sia una struttura senza soluzione di continuità che non solo ricopre e penetra i singoli muscoli, ma pure offre loro inserzione, collegando insieme fibre appartenenti a muscoli differenti ma che funzionalmente agiscono all’unisono nel movimento segmentario e globale. L’elemento fasciale si presenta come il tensore e coordinatore dell’azione di questi vettori muscolari nella loro azione sui tre piani dello spazio. Vettori muscolari e fascia realizzano le unità funzionali del nostro apparato locomotore: le unità miofasciali. Fattori interni o esterni, meccanici o chimici, sono in grado di incidere sulla normale omeostasi fasciale stimolando il tessuto connettivo stesso a una reazione protettiva di ispessimento e sovrapposizione delle proprie fibre collagene. Questa alterazione della struttura fasciale incide sulla normale coordinazione muscolare procurando nel tempo un derangement articolare che sarà la conseguenza finale lamentata dal paziente.

A questo proposito il San Camillo Torino, nell'ambito dell'offerta di formazione avanzata, ha organizzato il corso Manipolazione della fascia 1° e 2° livello, il cui secondo appuntamento è programmato dal al 9 febbraio. Lo scopo è far sì che il fisioterapista, dopo aver verificato il movimento doloroso riferito dal paziente e palpata la presenza di alterazioni tessutali in aree specifiche (definite centri di coordinazione), sia in grado di risalire alla zona di tessuto da trattare. L’intervento manipolativo, mirato a uno o più punti precisi del corpo, è in grado di restituire alla Fascia la giusta elasticità e scorrevolezza, e permette a fisioterapista e paziente di valutare immediatamente, alla fine della singola seduta, il risultato del lavoro.

"Riabilitazione neuromuscoloscheletrica e sportiva dell'arto inferiore" al San Camillo

2020-01-23

Il corso Riabilitazione neuromuscoloscheletrica e sportiva dell'arto inferiore è rivolto ai fisioterapisti nell'ambito degli appuntamenti organizzati dal San Camillo e dedicati alla formazione avanzata. Il suo scopo è quello di approfondire l’argomento della riabilitazione dell’arto inferiore per migliorare le capacità di valutazione dei problemi e il conseguente trattamento riabilitativo in patologie di frequente riscontro nella pratica clinica in ambito sportivo e non (patologia degenerativa, traumatica e da overuse).

Dopo aver affrontato a dicembre le tematiche riguardanti il piede e la caviglia, il prossimo appuntamento è dedicato al ginocchio. Il corso si svolgerà al Presidio Sanitario di Torino venerdì 7 e sabato 8 febbraio, dalle 9 alle 17.

 

Al San Camillo un concerto pieno di energia e vitalità con i ragazzi di "Full of Life"

2020-01-15
Al San Camillo un concerto pieno di energia e vitalità con i ragazzi di

Musica in corsia” è la rassegna organizzata dall'associazione Musica e Cura. Si tratta di una serie di concerti che, oltre a essere un momento di svago e socializzazione all'interno del San Camillo, sono individuati anche come tappa del percorso di Musicoterapia, una delle attività di riabilitazione proposte dal Presidio Sanitario.
Sabato 18 gennaio, alle 16.30, si esibisce
Full of Life, il coro che raduna i giovani di Villanova d'Asti e dintorni. Nato nell'ottobre 2017, è composto da una trentina di elementi tra i 13 e 28 anni, che hanno scelto un nome che rappresentata il loroobiettivo. È quello di un coro “pieno di vita”, per portare energia e un sorriso a chi li ascolta mentre cantano. I ragazzi di Full of life si sono esibiti in oltre venti concerti in chiese, teatri e case di riposo, mentre l'8 dicembre è uscito il loro primo video, l'Hallelujah di Cohen. Una interpretazione vitale, nello spirito di un coro pronto a entusiasmare pazienti, amici e tutti quelli che vorranno passare dal San Camillo.

La Manipolazione della fascia: approccio innovativo nel trattamento delle disfunzioni e dei dolori

2020-01-08
La Manipolazione della fascia: approccio innovativo nel trattamento delle disfunzioni e dei dolori

La Manipolazione della fascia, nasce dagli studi e dalla pratica trentennale del fisioterapista Luigi Stecco, che ha elaborato un approccio innovativo nel trattamento delle disfunzioni e dei dolori a carico dell’apparato locomotore. In anatomia si osserva come il tessuto connettivo denso, denominato “fascia corporis”, sia una struttura senza soluzione di continuità che non solo ricopre e penetra i singoli muscoli, ma pure offre loro inserzione, collegando insieme fibre appartenenti a muscoli differenti ma che funzionalmente agiscono all’unisono nel movimento segmentario e globale. L’elemento fasciale si presenta come il tensore e coordinatore dell’azione di questi vettori muscolari nella loro azione sui tre piani dello spazio. Vettori muscolari e fascia realizzano le unità funzionali del nostro apparato locomotore: le unità miofasciali. Fattori interni o esterni, meccanici o chimici, sono in grado di incidere sulla normale omeostasi fasciale stimolando il tessuto connettivo stesso a una reazione protettiva di ispessimento e sovrapposizione delle proprie fibre collagene. Questa alterazione della struttura fasciale incide sulla normale coordinazione muscolare procurando nel tempo un derangement articolare che sarà la conseguenza finale lamentata dal paziente.

A questo proposito il San Camillo Torino, nell'ambito dell'offerta di formazione avanzata, ha organizzato il corso Manipolazione della fascia 1° e 2° livello, il cui primo appuntamento è programmato dal 24 al 26 gennaio. Lo scopo è far sì che il fisioterapista, dopo aver verificato il movimento doloroso riferito dal paziente e palpata la presenza di alterazioni tessutali in aree specifiche (definite centri di coordinazione), sia in grado di risalire alla zona di tessuto da trattare. L’intervento manipolativo, mirato a uno o più punti precisi del corpo, è in grado di restituire alla Fascia la giusta elasticità e scorrevolezza, e permette a fisioterapista e paziente di valutare immediatamente, alla fine della singola seduta, il risultato del lavoro.

 

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Ritorna l'appuntamento con "Musica in corsia", i concerti organizzati all'interno del San Camillo

2019-11-28
Ritorna l'appuntamento con

L'associazione Musica e Cura da anni cura la Rassegna “Musica in ospedale”, momento caratterizzante dell'attività del San Camillo. Si tratta di una serie di concerti organizzati nel Presidio Sanitario non soltanto come momento di svago e di socializzazione, ma pensati anche all'interno del percorso di Musicoterapia, una delle attività di riabilitazione comprese nella proposta dell'ospedale.

Si comincia sabato 30 novembre, alle 16.30, con il Blue note Gospel Choir, primo appuntamento cui farà seguito l'ormai classico Concerto di Natale che, domenica 22 dicembre, vede protagonista l'associazione Musica e Cura. Sabato 18 gennaio sarà la volta del vocal pop in Full of life, mentre sabato 15 febbraio toccherà al Giro del mondo in musica, a cura dell'Accademia Musicale Sabauda.

"Il Natale al San Camillo: è il tempo per vivere una riabilitazione fisica e una spirituale"

2019-12-18

Padre Nicola e padre Marco fanno parte della comunità camilliana, che vive e opera nel Presidio Sanitario. Una presenza discreta ma costante, con caratteristiche diverse rispetto al passato - dovute all'evolversi dei tempi -, però sempre nel solco del carisma di San Camillo de Lellis. Con loro abbiamo fatto una lunga chiacchierata, quanto mai opportuna in un periodo importante per i fedeli (ma non solo) come quello di Natale.

Padre Nicola e padre Marco, ci raccontate la vostra vita al San Camillo a Torino?
Siamo una comunità di quattro religiosi più un seminarista. Ci occupiamo di pastorale giovanile, con un appuntamento fisso al sabato pomeriggio in via Garibaldi davanti alla chiesa della Santissima Trinità. Nel presidio siamo in appoggio: aiutiamo padre Giancarlo Alessandria, il cappellano. La nostra è una è pastorale di prossimità, stiamo vicini agli ammalati. Li seguiamo da un punto di vista spirituale in un momento di criticità qual è quello della malattia. È un passaggio che ci pone di fronte ai limiti umani, quando si sente il bisogno di avere accanto qualcuno che ci aiuti.

Che incontri fate al San Camillo?
Si tratta di una realtà un po' anomala per il suo scopo, che è la riabilitazione. Si arriva in seguito a un evento traumatico invece che per colpa di una malattia cronica. Episodi che accadono all'improvviso, nella quotidianità. È una situazione delicata ma anche una condizione di passaggio, che ha in sé la speranza del recupero di una normalità o, perlomeno, di una mobilità. Il cappellano si mette a fianco del trauma e della speranza: siamo chiamati a dare una parola di speranza a chi non è più tanto autonomo.

L'insegnamento di San Camillo de Lellis è ancora attuale?
San Camillo ci ha lasciato un'eredità: seguire gli ammalati come una madre segue il suo unico figlio infermo. Un invito a “mettere più cuore in quelle mani”. Il nostro compito è quello di avvicinarci ai malati, ai loro parenti e amici, agli operatori con quell'amore che anima una madre. I conventi camilliani sono gli ospedali: senza i malati non ci sono i camilliani. Come camilliani eravamo cappellani in diversi ospedali torinesi ma, per la crisi della chiesa, l'età media dei sacerdoti è molto alta, quindi ci occupiamo di tutto. Una volta si era divisi tra padri, per la vita spirituale, e fratelli, ovvero laici consacrati, per la cura corporale. Basti ricordare l'opera di fratel Ettore a Milano.

Oltre a confortare i malati, che cosa altro fate?
Ci muoviamo secondo le linee della pastorale dei sacramenti, di quelli legati alle persone in queste condizioni: confessione, comunione e unzione degli infermi, molto rara al San Camillo. Poi ci sono gi appuntamenti quotidiani nella cappella al secondo piano: il rosario alle 17.15 e la santa messa alle 17.30. Alla domenica viene celebrata alle 10.30. E il giorno di Natale la celebrazione sarà presieduta alle 19 da padre Walter Dall'Osto, il superiore della nostra comunità.

Qual è oggi il messaggio del Natale?
È espresso dal presepe nell'atrio del San Camillo: la Sacra Famiglia in primo piano e Torino dietro. Per i nostri pazienti la capanna coincide con il punto da cui si vede la città, ai loro occhi è lì che c'è la clinica, un luogo che è quello della Sacra Famiglia. Il paziente vive il Natale partendo dal dato di fatto che le illusioni si sono sciolte: quelle della sua gioventù, quelle della società, quelle che ti illudono di valere qualcosa soltanto se sei indipendente. Al San Camillo scopri invece di essere, come persona, una totale dipendenza. Scopri che la tua realtà è fatta del bisogno di un altro, come capita ai bimbi e agli anziani. È la scoperta del limite. La clinica e il tempo di Natale possono diventare una opportunità, una riabilitazione fisica e spirituale. E qui entra in gioco il cappellano, per tenere il passo delle due riabilitazioni, facendo fare al paziente esperienza di Dio.

"Trattamento fisico dell'edema linfovenoso": un corso di tre giorni al San Camillo

2019-12-11

La Terapia Decongestiva Complessa (TDC), è considerata, nelle Linee Guida della Società Internazionale di Linfologia (ISL), il trattamento d’eccellenza per la cura del linfedema. La maggior parte delle tecniche in uso hanno, ancora oggi, un fondamento puramente empirico. Il metodo insegnato nel corso deriva dalle metodiche storiche di Vodder e Leduc. Questi metodi sono stati revisionati grazie a metodiche di studio dei vasi linfatici all’avanguardia, che consentono di valutare l’efficacia delle tecniche usate per la decongestione dell’edema in tempo reale. Il metodo si basa quindi su sperimentazioni cliniche ampiamente documentate nelle più rappresentative riviste scientifiche internazionali ed è considerato tra i più efficaci dalla comunità internazionale di Linfologia. L’unità di ricerca in Linfologia dell’Università Libera di Bruxelles persegue attivamente questa attività, in collaborazione con altri centri di ricerca europei, per ottimizzare costantemente le tecniche.

Per affrontare il tema del Trattamento fisico dell'edema linfovenoso il San Camillo Torino, nell'ambito del suo lavoro per la formazione, ha organizzato un corso di formazione avanzata dal 12 al 15 dicembre, in cui il docente è il dottor Jean-Paul Belgrano, PhD fisioterapista, docente dell'Università Libera di Bruxelles.

 

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A dicembre Telethon cerca fondi per la ricerca: anche il San Camillo scende in campo per dare un aiuto

2019-12-12
A dicembre Telethon cerca fondi per la ricerca: anche il San Camillo scende in campo per dare un aiuto

La Fondazione Telethon è un'impresa collettiva nata per rispondere alla domanda di aiuto di chi lotta - pazienti e loro familiari - contro una malattia genetica rara. Una lotta che può essere possibile solo grazie al lavoro di chi fa ricerca, per studiare le cause di gravi problematiche che colpiscono percentuali basse della popolazione. Per questo motivo, puramente numerico, lo studio di tali malattie non viene spesso considerato un investimento, perché non statisticamente rilevante: si stima infatti che venga colpito tra il 6 e l'8% della popolazione europea.

Telethon, invece, finanzia i ricercatori che studiano come debellare tali malattie e lo fa chiedendo aiuto alle persone comuni, che possono contribuire con la loro generosità attraverso la raccolta dei fondi. Si tratta di iniziative che vedono protagonisti personaggi vip, quelli che offrono il proprio volto alle maratone televisive, ma anche quelle che coinvolgono i volontari di Telethon: in questo fine 2019, venderanno in piazza i Cuori di cioccolato, nei giorni di domenica 15, sabato 21 e domenica 22.

Anche il San Camillo Torino partecipa alla campagna a favore di Telethon: lo fa perché la sua è sempre stata una storia di attenzione al malato nella sua interezza e la fa perché la struttura di Torino ha la ricerca tra i suoi scopi fondamentali (insieme con la riabilitazione e la formazione). Nell'atrio del Presidio è stato allestito uno spazio espositivo per raccogliere fondi e dare così un contributo allo studio delle malattie genetiche rare.

Degenza

Il Presidio sanitario San Camillo, in qualità di ospedale specializzato in Recupero e rieducazione funzionale...

Day Hospital

La degenza a ciclo diurno presso il Presidio sanitario San Camillo consiste in un ricovero programmato...

Prenotazione prestazioni private

In questa sezione potete richiedere la prenotazione per una prestazione ambulatoriale privata...

Convenzioni

Il Presidio Sanitario San Camillo è convenzionato con assicurazioni, fondi e casse integrative per l'erogazione...