I benefici della riabilitazione dopo la protesi dell’anca

2021-02-03
I benefici della riabilitazione dopo la protesi dell’anca

L’anca è un’articolazione dotata di grande mobilità e, come tutte, può subire dei danni. Quando i trattamenti conservativi come riabilitazione, fisioterapia e antidolorifici non risultano efficaci si è in presenza di un danno notevole o di una patologia cronica, come l’artrosi.

L’artrosi dell’anca per esempio può rendere complicato svolgere dei semplici movimenti ma può arrivare anche a compromettere la qualità della vita. In questi casi risulta difficile e doloroso svolgere azioni come accovacciarsi, salire le scale, allacciarsi le scarpe o anche camminare. É quindi necessario ricorrere ad una protesi dell’anca, se il paziente è idoneo al tipo di intervento.

 

Le patologie che portano all’intervento della protesi dell’anca

Quattro sono le patologie più comuni che possono portare ad un intervento di protesi d’anca.

L'artrosi è una patologia che riguarda la cartilagine di rivestimento delle superfici articolari la quale degenera e si usura, di conseguenza le due ossa che compongono l’anca, la testa del femore e l’acetabolo, vengono a contatto tra loro generando dolore e progressiva deformità. L’artrosi è la principale causa di protesizzazione dell’anca: può avere origine da una naturale degenerazione della cartilagine articolare oppure essere conseguenza di traumi o fratture e di alterazioni congenite o acquisite dall’anca.

Alcuni tipi di frattura del collo del femore possono essere trattate esclusivamente con la sostituzione protesica, mentre in altre situazioni la frattura può essere sostenuta da viti, placche o chiodi.

L'osteonecrosi della testa del femore è dovuta alla morte di un’area più o meno grande della testa del femore che in seguito crolla e si deforma originando dolore e impossibilità a muovere l’articolazione. L’origine della necrosi a volte può essere sconosciuta, altre invece si manifesta a seguito di un trauma violento del collo del femore, oppure in corso di malattie croniche. Oppure in altre condizioni come: malnutrizione, terapia cortisonica protratta, abuso di alcool, immersioni subacquee profonde.

L'artrite reumatoide è una malattia su base autoimmune che colpisce diverse articolazioni causandone gonfiore e deformazione. Come nel caso dell’artrosi sono presenti dolore e rigidità, presenti soprattutto al mattino. Nel caso colpisca l’articolazione dell’anca, quando l’impossibilità di usare l’arto inferiore e il dolore portano alla perdita di parte dell’autonomia nella vita di tutti i giorni, la soluzione è procedere con un’intervento di protesi all’anca.

 

La riabilitazione dopo l’intervento della protesi d’anca

La moderna chirurgia ortopedica consegue oggi risultati ottimali: è infatti possibile raggiungere un buon grado di autonomia già dai primi giorni post-operatori adottando tutte le norme precauzionali e le strategie facilitanti consigliate dai professionisti. Con il passare dei mesi e con un’accurata rieducazione funzionale e motoria è possibile acquistare poi maggiore autonomia, a volte con l’aiuto di semplici ausili.

L'intervento della protesi d'anca quindi permette il ritorno a una vita normale. Nel tempo sarà necessario salvaguardare la funzionalità articolare ottenuta grazie alla riabilitazione, cercando di non forzare mai i movimenti con l’anca e seguendo dei piccoli accorgimenti durante le attività della vita di tutti i giorni.

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